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Dossier Seveso: come evitare le esondazioni – Le proposte dei Vasca Sì e dei Vasca No

Dossier Seveso: come evitare le esondazioni – Le proposte dei Vasca Sì e dei Vasca No

È partito al Parco Nord il cantiere per la vasca che dovrebbe evitare le esondazione del Seveso in tutta la nostra zona. Si è quindi subito rinfocolato il contrasto tra i Vasca Sì, che la difendono perché secondo loro metterebbe i nostri quartieri per sempre al sicuro dall’acqua in casa, e i Vasca No, che invece accusano il progetto di portare l’inquinamento sulle vicinissime case di Bresso con ben 2000 inquilini. Addirittura si accusa la vasca di diffondere, oltre alle normali infezioni, addirittura quella del Coronavirus, anche se da diverse parti scientifiche si tende a escluderlo. E voi da che parte state? Siete Vasca Sì anche se siete di Bresso o Vasca No pur essendo di Niguarda? Oppure siete Vasca Ni, cioè preferireste un progetto antiesondazioni che vada bene sia per i No sia per i Sì attuali?

Il Fioretto di Zorro: Vasca Sì e Vasca No

Il Fioretto di Zorro: Vasca Sì e Vasca No

Sono anni che c’è battaglia tra chi è a favore della vasca anti-Seveso e chi si oppone. Ma ora, con l’apertura del cantiere al Parco (pag 3), i toni hanno raggiunto livelli di guardia. Noi informiamo su entrambe le posizioni in campo ma non possiamo evitare qualche appunto. Stiamo ancora piangendo i morti del virus e quanto dicono i No (con la vasca piena si rischia un concentrato di Covid vicino alle case di Bresso) ci sembra un po’ sopra le righe: non brandiamo la pandemia per spaventare la popolazione. Il Seveso è una fogna a cielo aperto ma l’acqua che finirà nella vasca, in periodo di piena, è la stessa che ogni giorno “normale” scorre molto vicina alle case. I toni del Comune e di coloro che sono per il Vasca Sì ci paiono invece troppo trionfalistici. I tempi per la vasca al Parco non saranno brevi e soprattutto non pare di imminente costruzione quella di Paderno- Varedo, che verrà realizzata su un’area molto inquinata e quindi da bonificare. Senza quello strategico invaso tutto il progetto sarà monco e quindi non molto efficace. Insomma, conviene concentrare le forze verso obiettivi che ci uniscono. Bonifichiamo le acque del Seveso, per esempio, e le vasche assumeranno tutto un altro aspetto: da papero a cigno! Le acque raccolte nelle vasche saranno acque luride, a prescindere dal Covid 19. Primo dunque: pulizia! L’acqua del Seveso è un bene prezioso da raccogliere nei periodi di piena per essere usato in quelli di magra.

Fumetti negli occhi

Fumetti negli occhi

Fumetti senza arrosto (Zorro Nove)

Il vaccino russo non presenta effetti collaterali

 

Agosto e Settembre 2020

Agosto e Settembre 2020

•Cultura all’aperto

Qualcuno ricorda il “Cinema all’Aperto” che nelle caldissime estati degli anni ‘50, un paio di sere alla settimana, regalò ai Milanesi tanti bei film di successo proiettati allo Stadio Pirelli? L’ingresso era gratuito, ma riservato ai familiari dei dipendenti Pirelli che riuscivano a procurarsi (per lo più sottobanco) i rarissimi biglietti. Per i non dipendenti funzionava un ricco servizio di bagarinaggio. La tribuna coperta di oggi sembra identica a quella di allora, e forse è ancora agibile (o facilmente riattivabile) l’accogliente bar che rinfrescava gli spettatori negli intervalli. Si potrebbe pensare anche a due spettacoli per sera, e sicuramente sarebbe un successo come allora (era già uno spettacolo vedere arrivare a piedi fino in fondo a viale Sarca gli abitanti dei quartieri confinanti con la Bicocca). Perché non offrire la stessa opportunità, naturalmente a pagamento, ai Milanesi di oggi, che per un po’ farebbero meglio a restare all’aperto invece che nei malsani “multisala”? L’organizzazione non dovrebbe essere difficile, specialmente se agevolata dai Municipi, dai gestori dei Multisala e da quelli del Teatro Arcimboldi, e da certi partitelli politici, sempre attenti a offrire “iniziative culturali. Speriamo. 70 anni fa non si stava poi tanto male. Col “riscaldamento globale” si potrebbe arrivare a fine settembre.

Giusto Buroni (agosto)

•La strada arrangiata

Via Racconigi è una via un po’ “arrangiata”, nel senso che ha una sola direzione di marcia e manca dell’altra. Non è in progetto di proseguire le stesse caratteristiche così ben fatte come in via Majorana ed arrivare fino a viale Sarca, ossia con anche lo spazio centrale alberato? Una volta completata la strada sarebbe possibile prolungare l’autobus 86 fino al Pronto Soccorso di Niguarda, da sempre ignorato per forza di cose dall’Atm.

Ezio Manzotti (settembre)

•Arganini-Suzzani incrocio strozzato

All’incrocio di via Arganini con viale Suzzani sono in corso dei lavori di restringimento della sede stradale della prima via nel suo tratto prossimo all’incrocio (vedi foto), strozzando di fatto il flusso veicolare proveniente da Niguarda, fra cui le linee di bus 42, 51 e 52. Questo incrocio ha già di suo dei tempi semaforici lunghi dovendo regolare i flussi di viale Suzzani verso il centro città e verso la stazione di Greco, di via Esperia su Suzzani in direzione Parco Nord e in direzione centro città, l’attraversamento pedonale di viale Suzzani di via Arganini in direzione Parco Nord, centro città e stazione di Greco. Va da sè che il restringimento della carreggiata di via Arganini comporterà per il traffico provenienti da Niguarda, di cui è l’unica via di uscita dal quartiere in direzione est, il formarsi di file lunghissime, perdite di tempo, aumento dell’inquinamento in zona.Io mi chiedo se, prima di avviare questi lavori, qualcuno viene in loco a rendersi conto del contesto e delle conseguenze negative che ne deriveranno o se fanno tutto a tavolino negli Uffici tecnici del Comune. Ricordo che proprio su via Arganini in prossimità dell’incrocio anni fa erano state disegnate delle strisce blu per parcheggio che avevano portato alla stessa identica impasse che si profila oggi. Stessa storia all’incrocio di via Santa Monica con viale Suzzani. Solo dopo non so quanti reclami da parte del quartiere – e degli autisti dell’Atm – le strisce furono cancellate. E adesso siamo punto e a capo!

Daniela Tenderini (agosto)

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Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Maria Piera, Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Michele Michelino, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Stefano Parisi, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo, Fabrizio Ternelli, Dario Vercesi, Norman Zoia.

Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Andrea Bina.

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