GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Green Pass, il gioco dell’anno (però attenti alle multe salate)

Green Pass, il gioco dell’anno (però attenti alle multe salate)

Il 6 dicembre è entrato in vigore il Super green pass, e in particolare nuove regole sono scattate a bordo di bus, metro e tram. Infatti per viaggiare a bordo dei mezzi pubblici è necessario avere un Green Pass da presentare in caso di controlli. La prima multa per mancanza di Green Pass, 400 euro, è stata pagata da un trasgressore romano che “si era dimenticato che doveva vaccinarsi nei giorni successivi”.

Il Fioretto di Zorro: La domanda dell’anno

Il Fioretto di Zorro: La domanda dell’anno

In questi due anni di pandemia abbiamo avuto a disposizione la più grande bottega dell’informazione popolare dal tempo della guerra fredda. Ogni giorno dalla mattina alla sera, tutti gli scoop dei tg di guerra con il numero dei ricoverati, dei guariti, dei giacenti in terapia intensiva, e infine dei morti specie se sono di più del giorno prima. Dopodichè in prima serata arrivano i talk show, che dovrebbero garantire commenti, approfondimenti, spiegazioni, ipotesi ragionate, tutto ciò che può essere utile a capire cosa vuol dire per esempio “resilienza”. E invece no, le conventicole di esperti, le congreghe di addetti ai lavori spesso si confondono in polemiche inconcludenti. Che fare allora per avere informazioni e avvertenze chìare e precise? Facciamoci aiutare dal direttore del Niguarda Marco Bosio che a pag. 3 risponde in modo chiaro, preciso e positivo alla domanda dell’anno: “Cosa dobbiamo aspettarci dal 2022?” “La situazione di oggi, seppur meritevole di grande attenzione, è molto diversa da quella del 2020, grazie alla campagna vaccinale e all’esperienza acquisita in campo terapeutico e organizzativo. Abbiamo anche imparato, purtroppo, che questo virus è imprevedibile, quindi è difficile fare delle previsioni certe. Quello su cui mi sento sicuro è però l’impegno e la professionalità che i nostri operatori continueranno a garantire ai pazienti. Ai cittadini, invece, consiglio di rispettare sempre le misure di prevenzione e protezione consigliate dagli organi competenti, di avere fiducia nel nostro sistema sanitario e nella ricerca scientifica. In questo momento, in particolare, inoltre è importantissimo proseguire con la campagna vaccinale e arrivare a una buona copertura con il richiamo della terza dose, affinché si possa superare l’inverno in sicurezza”.

Associazione Amici di “ ZONA NOVE” Care lettrici, cari lettori

Associazione Amici di “ ZONA NOVE” Care lettrici, cari lettori

Da oltre 26 anni la nostra testata entra in punta di piedi nelle vostre case per raccontarvi cosa succede nei nostri quartieri, nelle Istituzioni, nelle realtà associative che animano la nostra comunità e per dare risalto ai tanti personaggi che, con le loro abilità, danno lustro alla zona. Il tutto senza chiedervi un centesimo, grazie alla generosità dei nostri inserzionisti che credono nel nostro lavoro e utilizzano le pagine di “Zona Nove” per fare conoscere le loro attività commerciali. In questo 2021, anch’esso segnato dalla pandemia che ancora sta minacciando la nostra salute e il nostro tessuto produttivo, il quadro economico è tutt’ora in sofferenza, causando una sostanziale riduzione delle entrate pubblicitarie della nostra testata, unica fonte di finanziamento a nostra disposizione per proseguire l’attività editoriale e le tante iniziative, di cui siamo fieri, che la nostra Associazione tornerà ad organizzare non appena le limitazioni imposte dai DPCM verranno rimosse. Per far fronte a questa ridotta capacità economica abbiamo tagliato il più possibile le spese, cambiando sede e ridiscutendo i contratti con i nostri fornitori. Tutto ciò però non basta e quindi, per evitare di ridurre sensibilmente o addirittura azzerare le future iniziative dell’Associazione per dedicare tutte le risorse a nostra disposizione al solo giornale, vorremmo coinvolgere coloro che in questi anni hanno in più occasioni dimostrato l’apprezzamento per quello che stiamo portando avanti, ovvero voi lettrici e lettori. Abbiamo pensato di proporvi un abbonamento annuale al nostro giornale, al costo di euro 25, che vi garantirà la certezza di riceverlo tutti i mesi a casa tramite posta in busta intestata. Saremo lieti di accogliervi nella nostra sede sita in via Val Maira 4 per registrare il contributo. Se vi sentiste più sicuri potrete farci pervenire la sottoscrizione, come hanno già fatto diversi lettori di lungo corso, tramite bonifico bancario. Grazie di cuore.

La Redazione

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A Gero si è spezzata la matita

A Gero si è spezzata la matita

Purtroppo una bruttissima notizia per tutti noi: Gero, il nostro caro Gero Urso, pochi giorni dopo aver creato la sua ultima vignetta per “Zona Nove”, è mancato ad Anna e a tutti i suoi tanti amici sinceri. Purtroppo la sua matita si è spezzata e a noi ogni mese, guardando la prima pagina del nostro giornale vuota dei suoi disegni fatati, rimarrà solo la nostalgia della sua bella arte, della sua simpatia, della sua voglia di scambi di idee e di sentimenti.

Ricordo di Gero e delle sue favole 

Sandra Saita

La morte  di Gero ci ha lasciati pieni di dolore. Noi redattori di “Zona Nove” siamo una grande famiglia e quando qualcuno viene a mancare o vive un problema siamo sempre uniti. Da tempo il caro Gero non stava bene… Ma in questi ultimi anni i suoi dipinti ci hanno entusiasmato come non mai. Tanto che un giorno alla cara Anna glielo ho detto: “cin Gero ogni volta mi sembra di vedere una fiaba”. Quando loro due sono venuti ad abitare in via Hermada li vedevo spesso. Erano gli anni in cui tutti i giorni passavo… ogni volta sempre il loro ciao. Ho una preghiera per lui che sono certa ora dipingerà sempre per i bambini… Ma penso anche ad Anna… sempre insieme… una coppia unita nell’amore e nel lavoro Una vita intera… Sono in amicizia con lei su faceboock, un amico delle ore della solitudine… e Anna tutti i giorni dà il suo buongiorno con pensieri, disegni, foto del passato e del presente. Ma oggi la sua pagina è muta… Sono le prime ore del nuovo giorno. Antichi Dei dicono che non bisogna chiamarli morti perché il loro corpo è ancora sulla terra fino a sepoltura… forse allora Gero mi sta ascoltando… Ciao…veglia su di lei… ora che la notte si fa sempre buia e, per magia… un circo pieno di colori e di pupazzi che danzano e portano luce ai nuovi giorni che verranno… Questa è la magia… che lascia la vita quando va oltre… e ci lascia il suo amore. Buona notte Gero Buona notte Anna Buona notte a tutti noi.

Con Gero la realtà diventa fiaba e la fiaba realtà

Teresa Garofalo – Valeria Casarotti

Affascinato dalla “bellezza” e sostenuto da un mondo interiore ricco di sentimenti e di valori, con la sua arte Gero Urso è riuscito a reinventare la realtà impreziosendola di suggestive poetiche atmosfere. Con il suo linguaggio moderno e sottilmente ironico, infatti, ha dato vita a una vaporosa visione della sua liricità, una figurazione pittorica fantasiosa e poetica che risponde a una personale ricerca del meraviglioso e del sogno, al limite del razionale. Una pittura figurativa la sua molto personale, frutto di un’attenta osservazione della realtà ma al tempo stesso surreale e travolgente, un’arte che con le sue magiche atmosfere anima le tele e alimenta le fantasie. Quelle che racconta attraverso i suoi dipinti sono infatti storie che diventano favole, ci incantano e risvegliando anche in noi adulti il senso del meraviglioso ci prendono per mano per condurci in un mondo visionario fatto di tenerezza e serenità, dove niente è impossibile. E lo fa con uno stile sorprendente e personalissimo, di impatto immediato, e con un profluvio di colori forti e smaglianti che ricordano quelli accesi e luminosi della terra siciliana che a lui ha dato i natali. Una pittura semplice solo in apparenza quella di Gero che induce al sorriso ma ha il potere di far pensare riflettere. Lo ricorderemo come grande artista e soprattutto come persona di eccezionale sensibilità, generoso, altruista che con la sua capacità di sorridere, ironizzare bonariamente e cogliere il lato positivo in ogni situazione ci ha trasmesso messaggi densi di saggezza e di poesia. Un amico indimenticabile.

Quando Gero era “ferroviere”

Sara Stefanell

Sono pochi giorni che Gero non c’è più e vorrei far conoscere a quanti lo hanno frequentato negli ultimi anni un altro aspetto della sua poliedrica personalità artistica e comunicativa. Parlo degli anni in cui Gero lavorava nelle Ferrovie dello Stato, in particolare della fine degli anni ‘80 e inizi ‘90. Le Ferrovie erano oggetto di una colossale riorganizzazione, che ha poi dato luogo al Gruppo FS che conosciamo oggi con le sue innumerevoli Società che all’epoca invece facevano parte di un tutt’uno. Gero aveva intuito il grande potere della comunicazione che allora, nella pubblica amministrazione, muoveva i primi passi, ed ebbe la possibilità di costituire una piccola Unità all’interno della Divisione in cui lavorava, con persone tutte fortemente motivate, e con loro avviare un viaggio nell’ambito della comunicazione ferroviaria a livello nazionale e locale. Si cominciò cosi a parlare delle ferrovie non solo per i suoi disservizi ma anche per ciò che offrivano al pubblico. Erano gli anni in cui i passeggeri da “utenti” venivano sempre più definiti “clienti”, nascevano le prime iniziative a sostegno dei portatori di handicap e così via. In quegli anni i manifesti, le brochures e quant’altro circolava in Italia portavano la firma di Gero, le sue immagini, ora disegni ora fotografie rielaborate erano alla base dei messaggi che si intendeva far arrivare alla clientela ferroviaria. Sono gli anni in cui Milano Centrale diventa il centro di numerose iniziative artistiche. Mai in Italia fino ad allora una stazione ferroviaria era stata intesa non solo come luogo di passaggio per centinaia di migliaia di viaggiatori al giorno, ma anche come luogo che avrebbe potuto offrire a quelle stesse persone momenti di intrattenimento e di svago. Questo piccolo gioiello ebbe termine quando Roma prese coscienza dell’alto potenziale di comunicazione che Milano esprimeva e piano piano svuotò la piccola Unità di contenuti accentrando nella capitale qualsiasi iniziativa. Se mai qualcuno un giorno studierà quegli anni di trasformazione delle Ferrovie dello Stato, scoprirà che a Milano questa piccola Unità diretta da Gero aveva intessuto un’ottima relazione con i giornali nazionali e locali, con le TV e con le radio locali e che nelle stazioni d’Italia troneggiavano i manifesti di Gero.

Giornalismo d’immagine

Giornalismo d’immagine

Per capire quanto grande sia la perdita di Gero Urso per noi di “Zona Nove” (per non parlare del vasto mondo dell’arte) basti ricordare il suo modo di collaborare con la redazione. Noi giornalisti scriviamo per rendere pubbliche delle notizie oggettive. Lui invece trasferiva fatti e personaggi di cronaca in un mondo di figure e di colori in modo da dare alle notizie un signficato soggettivo e un implicito giudizio di merito. Gero e Zorro erano come i due carabinieri: uno raccontava un fatto e l’altro lo illustrava, ricamandoci su con una mimica grafica fantasiosa. Per far capire come ciò fosse possibile basta raccontare come lavoravamo. Per ideare e realizzare una vignetta in redazione ci sono sempre tempi ristretti. In pratica, la sera dell’ultimo venerdi del mese Zorro, che ha già scelto argomento e battuta, telefona a Gero e gli propone di trasformare il tutto in immagini entro domenica mattina. Gero non si lamenta del poco tempo e non discute se l’argomento e la battuta vadano bene: a lui, da bravo creativo, interessa come trasformare ll testo in immagini significative. E allora fa domande e considerazioni che possono sembrare inutili o balzane: (“Qui faccio il cielo tutto rosso”… “Posso mettere una donna con l’ombrello?”… “In quell’angolo ci sta bene un istrice o un gatto?”… “Dietro gli alberi del parco, svettano le ciminiere”…). Ma Zorro, dopo le prime volte in cui è rimasto sconcertato da questo modo di fare, ora era tranquillo: sapeva che la canzonetta della notizia sarebbe stata suonata dall’orchestra della Scala. Garantito da Gero.



Redazione: via Val Maira 4 (Mi)
tel./fax 02/39662281
e-mail: zonanove@tin.it

Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 64 del 8 febbraio 1997

Editore: Associazione Amici di
“Zona Nove” via Val Maira 4, Milano

Stampa: Litosud s.r.l. via A. Moro, 2
Pessano con Bornago (Mi)

Direttore: Luigi Allori.

Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Beatrice Corà, Riccardo Degregorio, Teresa Garofalo, Antonietta Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Gero Urso.

Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Maria Piera, Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Michele Michelino, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Stefano Parisi, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo, Fabrizio Ternelli, Dario Vercesi, Norman Zoia.

Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Andrea Bina.

Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281).wmCoco

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