GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Entro dicembre 35 km di nuove piste ciclabili. Nei controviali Zara/Testi le auto a 30 km l’ora

Entro dicembre 35 km di nuove piste ciclabili. Nei controviali Zara/Testi le auto a 30 km l’ora

Milano vuole ripartire per recuperare i mesi di stop causati dalla pandemia ma bisogna farlo nella massima sicurezza possibile. Per fare ciò bisogna cambiare le nostre abitudini a partire dalle modalità di spostamento. Non si può ritornare alle auto private ma bisogna ripensare i mezzi pubblici e la mobilità dolce.
Per contenere il numero di auto in circolazione e limitare l’inquinamento atmosferico si punta a incentivare l’uso di biciclette, normali o a pedalata assistita, scooter elettrici, sia privati sia in sharing e monopattini elettrici. Per questo il Comune di Milano ha chiesto al Governo e alla Regione di mettere in campo contributi e incentivi per bici e scooter.
L’Amministrazione comunale sta inoltre progettando, entro dicembre, la realizzazione di 35 km di nuove piste ciclabili (da aggiungere agli attuali 220) e nuovi parcheggi per bici e moto. L’estensione della rete ciclabile da qui a dicembre riguarderà percorsi lungo le principali direttrici radiali e circolari della città connettendo i tratti di ciclabilità esistente.
La prima fase attuativa prevede la realizzazione di circa 23 chilometri di percorsi ciclabili entro la fine dell’estate. Si parte con l’itinerario San Babila-Sesto Marelli realizzato in sola segnaletica, ovvero non delimitato da cordoli ma solo da strisce disegnate a terra che correrà tra il marciapiede e la fila di auto parcheggiate oppure lungo i controviali. Il primo tratto sarà percorribile entro metà maggio fino ai Bastioni di Porta Venezia, si procederà quindi entro metà giugno in corso Buenos Aires per arrivare in viale Monza-Sesto Marelli a fine luglio per un totale di 6 chilometri di pista ciclabile.
Un’altra tipologia di intervento prevista riguarda i controviali dove grazie alla riduzione della velocità a 30 chilometri orari sarà favorito l’utilizzo della bicicletta in sicurezza, per esempio in viale Certosa, viale Zara/Testi, viale Romagna/Campagna/Molise e viale Famagosta/Faenza.

Michele Cazzaniga

Il Fioretti di Zorro: Dal rosso al bianco?

Il Fioretti di Zorro: Dal rosso al bianco?

Milano, con il suo milione e mezzo di residenti e un altro milione di di pendolari quotidiani, per quasi tutto aprile se l’è cavata abbastanza bene, rispetto alle previsioni più drammatiche, nel rintuzzare l’assalto del Coronavirus. Eppure, come si sa, alla fine l’epidemia ha cominciato a crescere in tutta la città e soprattutto nei nostri quartieri, nonostante l’efficienza dell’ospedale Niguarda e la presenza attiva di una estesa rete creata dal Comune e dal volontariato locale per i servizi assistenziali e l’aiuto alle famiglie e agli anziani soli. E così – come si può vedere nella cartina sulla mappa dei contagi a Milano – il Coronavirus ha colpito anche e soprattutto Niguarda, Bicocca, Pratocentenaro, Affori e Bruzzano facendole diventare le zone più”rosse” della città. Questo perché – nell’assenza completa da parte della Regione di uno straccio di assistenza sanitaria sul territorio – tali quartieri si sono ritrovati accerchiati dal virus. Da una parte sono difatti confinanti con il territorio di Bresso, dove nel frattempo si era scatenato il primo, importante focolaio dell’area milanese con 300 contagi su 26 mila abitanti. E dall’altra perchè sono zone limitrofe anche a Quarto Oggiaro e Crescenzago, e a De Angeli e Baggio, aree collegate tra loro dalla strada dove si trova il Pio Albergo Trivulzio, la residenza per anziani al centro di un’inchiesta per i tantissimi decessi fra i suoi ospiti dovuti all’infezione galoppante da Coronavirus. Questa la situazione alla fine della Fase 1. Speriamo che la Fase 2 ci tinga se non proprio di bianco almeno di rosa. L’ìmportante è non dar confidenza al virus, prendendone le debite distanze. Almeno di un metro.

Fumetti negli occhi

Fumetti negli occhi

Fumetto senza arrosto (Zorro Nove)

Le magnifiche quattro
Nei bassifondi dell’Italia democratica fondata sul lavoro e sulla solidarietà – stimolato da politici senza scrupoli e ospitato sugli anonimi e incontrollati social – si è diffuso un brulichio di maschilisti violenti fino al femminicidio, di fascisti nostalgici della donna schiava e di razzisti da Klu Klus Klan, i quali si scagliano contro le donne che si ribellano alla loro condizione di subalternità in famiglia e nella società insultandole e minacciandole pubblicamente. Questa vergognosa politica dell’odio di genere è iniziata nel 2015 con il capo della Lega Salvini che definì pubblicamente Laura Boldrini, presidente della Camera, “il nulla fatto donna”, solo perchè aveva osato non essere d’accordo con la sua politica. Più di recente ancora Salvini, divenuto ministro degli Interni, alza il tiro e bolla Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che aveva forzato il blocco al porto di Lampedusa per far sbarcare decine e decine di naufraghi, come “una sbruffoncella che fa politica”, dando il via a minacce tipo è una “baldracca meritevole di impalamento mediante un tubo di acciaio sulla pubblica piazza”. Un anno fa all’ebrea Liliana Segre, sopravvissuta da bambina al campo di sterminio di Auschwitz, venne assegnata una scorta a seguito di centinaia di minacce lanciate contro di lei del tipo: “Mi chiedo perché non sia crepata insieme a tutti i suoi parenti”: Infine la procura di Milano sta indagando sulle migliaia di insulti contro Luisa Romano, la giovane volontaria liberata dopo 18 mesi di prigionia in Somalia, solo perchè ha detto di essersi convertita all’islam. C’è chi  sui sociai ha scritto sotto la foto della ragazza “Impiccatela”. Alla Camera un deputato leghista l’ha definita una “neo-terrorista”. Lo stesso ha fatto Sgarbi, seppur con più ipocrisia.
   

Il Coronavirus uguale morte e povertà. Qual è la situazione nei nostri quartieri? Intervista a Giuseppe Lardieri

Il Coronavirus uguale morte e povertà. Qual è la situazione nei nostri quartieri? Intervista a Giuseppe Lardieri

Abbbiamo intervistato in proposito il presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri e il capogruppo Pd Stefano Indovino .

• Presidente Giuseppe Lardieri, da poco più di due mesi siamo finiti in un incubo mondiale. E oggi siamo ancora nel pieno della pandemia. Qual è la situazione nei nostri quartieri?
Buongiorno alle lettrici e ai lettori, prima di rispondere alle sue interessanti domande che mi permettono di dare un quadro, spero esaustivo, della situazione critica che si è creata anche nel nostro Municipio e presentare le nostre iniziative per fronteggiarlo, voglio esprimere, a nome di tutti i consiglieri, le nostre sentite condoglianze alle famiglie che hanno subito la perdita di un familiare, ringraziare tutto il personale sanitario, dai medici all’operatore che ha garantito i servizi, tutti i lavoratori che hanno continuato la loro attività e le tantissime realtà di volontariato che operano nel nostro Municipio. Dopo le prime notizie, relative alla diffusione del contagio in Cina, apprese dai giornali /telegiornali, la mia passione per la storia mi ha fatto ricordare le varie epidemie e pandemie verificatesi nel corso dei secoli; tra le tante, ricordiamo solo la peste del periodo 1629-1633 (un milione di morti) che Manzoni ha descritto nei “Promessi Sposi”;  la pandemia “la Spagnola” del 1918-1920 che, con i suoi 50/100 milioni di morti, in maggioranza giovani (popolazione mondiale di 2 miliardi) cambiò le aspettative di una generazione; la successiva pandemia dell’influenza “Asiatica” del 1957-60 che procurò circa 2 milioni di morti; entrambe simili alla pandemia del coronavirus. La settimana precedente alla scoperta del primo paziente affetto da Covid-19, preoccupati per quello che poteva succedere nella nostra città, concordammo con il direttore della struttura malattie infettive di Niguarda, il dottor Massimo Puoti che ringrazio, un incontro straordinario sul Tema del Covid-19, (all’interno della rassegna dei “Martedì della Salute”). Purtroppo, dopo una settimana, le nostre preoccupazioni si sono avverate e ampliate. Abbiamo iniziato, immediatamente a monitorare la situazione nel nostro Municipio, in cui è ubicato l’ospedale Niguarda che ha svolto un ruolo centrale nel contrasto al Covid-19, con il suo personale molto professionale che tutti ringraziamo e la disponibilità dei posti in terapia intensiva. Dal 14 marzo, quando hanno chiuso i Municipi, seguiamo costantemente da casa l’andamento dei contagi (telefonate dai cittadini, dati dalla Regione) che nel nostro Municipio, a parte i focolai nelle due Rsa, sono in linea con il resto della città. Cerchiamo di essere vicini ai nostri cittadini, fornendo informazioni utili sui social, supporto telefonico e concreto, con le iniziative che elencherò successivamente. La situazione è ancora critica ed approfitto per ringraziare i cittadini che sono stati abbastanza bravi nell’osservare le regole. Chiedo di continuare ad osservarle, di non abbassare la guardia il che potrebbe rivelarsi molto, molto pericoloso. La povertà, in un primo momento latente, sta emergendo in modo esponenziale e le richieste di aiuto, dal pasto, al lavoro, al pagamento dell’affitto, alle preoccupazioni per il futuro, alla mancanza di denaro per pagarsi le medicine e le bollette varie, sono continue. Ci stiamo impegnando, oltre le nostre forze, cercando di coinvolgere anche operatori esterni, per rispondere, anche se parzialmente, ai bisogni dei nostri cittadini.

• Tutte le Istituzioni, nazionali, regionali e comunali, sono impegnate, ciascuno per le proprie competenze, a fornire risposte e supporto ai bisogni dei cittadini, travolti da questo tsunami. Cosa sta facendo il Municipio 9, in prima persona o in collaborazione con le associazioni e il terzo settore? State ricevendo molte richieste di aiuto, supporto psicologico o semplicemente richieste di informazioni?
Come le altre Istituzioni, anche noi, come  Municipio 9, istituzione di prossimità, più vicina ai propri cittadini, pur rispettando le nostre competenze, cercando di andare anche oltre, mai contro, collaborando con tutte le realtà territoriali, stiamo rispondendo maggiormente a richieste di prodotti alimentari, di informazioni relative al quartiere, servizi aperti del Municipio, alle interpretazioni dei DPCM ed ordinanze regionali e sindacali, di segnalazioni e disservizi che cerchiamo di risolvere con le poche risorse operative disponibili, dei settori competenti, alleviare la solitudine, ascoltando le persone che soffrono particolarmente questa situazione anomala. Ritenendo ,in questo momento, di primaria importanza l’approvvigionamento alimentare, dei farmaci ed i problemi derivanti dalla solitudine, abbiamo messo in campo le seguenti iniziative:
1) Progetto “Non sei Solo”- per prima cosa abbiamo istituito due numeri  0288458754 e 0288445147 del progetto a cui hanno dato la disponibilità a rispondere dalle 9.00 alle 21.00, molti consiglieri di maggiorana ed opposizione, per dare un primo supporto alle persone che sono sole o si sentono tal ; risolviamo piccole problematiche, forniamo informazioni anche sui servizi svolti da “Milano Aiuta” con lo 020202. Le richieste di prodotti alimentari, di informazione o semplice compagnia, sono in continuo aumento.
2)App spesa a domicilio- per favorire i cittadini che erano costretti a stare in casa e dare un impulso ai negozi di vicinato che iniziavano a soffrire economicamente per la loro inattività; in collaborazione con le associazioni e tutti i consiglieri abbiamo fornito un elenco degli esercenti disponibili ad effettuare la consegna a domicilio. Abbiamo fornito questo elenco al Comune che ha provveduto a costruire un unico elenco con gli altri esercenti dei restanti Municipi.
3) Distribuzione di 780 card: abbiamo consegnato alla Caritas 500 card, del valore  di 50 euro, per la distribuzione alle persone bisognose; ulteriori 280 card le distribuiremo ad un elenco di persone che ci hanno comunicato i Servi Sociali.
4) Bando “Pane dei Bisognosi” -per una spesa complessiva di 25.000 euro- a causa dell’attuale periodo di emergenza sanitaria che ha determinato l’aggravarsi di situazioni di disagio sociale ed economico, abbiamo approvato il bando, dedicato ad istituzioni sociali private, senza fine di lucro per la realizzazione di progetti nell’ambito dell’iniziativa; la scadenza della domanda è il 29 maggio 2020, gli acquisti si possono fare entro il 30  del mese successivo (consultare il bando sulla pagina del Municipio 9). Come negli anni precedenti, abbiamo voluto coinvolgere e valorizzare le associazioni locali, molte delle quali fanno parte del tavolo delle politiche sociali, istituito dal Municipio 9 che avendo un contatto diretto con le persone più bisognose hanno maggiore possibilità di intercettare le domande e distribuire i beni alimentari di prima necessità.
5) Bando contributi per una spesa complessiva di 60.000 euro -Avviso pubblico per l’erogazione di contributi a sostegno di Iniziative, Progetti e Manifestazioni nell’ambito del territorio municipale per il periodo dal 01-03-2020 al 31-08-2020 (le domande vanno presentate entro le ore 12.00 del 03 luglio 2020 -Consultare il bando sulla pagina del Municipio 9).
6) Collaborazioni – con Milano Aiuta, Caritas, Croce Viola, Parrocchie ed  associazioni attive sul territorio  per la consegna a domicilio dei farmaci; voglio ringraziare tutti per l’attivismo, altruismo, inventiva e generosità che stanno dimostrando, anche con iniziative personali. Tramite loro abbiamo distribuito tutto quello che ci hanno donato, in quanto non possiamo farlo noi; voglio ringraziare il sig. Natale della Cotal che ha consegnato 4000 bottiglie di acqua; l’Università Bicocca che ha donato 34 litri di prodotti per disinfettare le mani; la Carlo Sessa, di Sesto San Giovanni ha donato 200 mascherine; Sig. Marinoni Cesare, Presidente dell’associazione  fornai Milano e Assopanificatori Milano, hanno donato 100 pizze. Stiamo aspettando una fornitura di pasta dal pastificio Garofalo e Virgilio che faremo dare alle associazioni e parrocchie, per la distribuzione.
• Con difficoltà Parlamento, Regione e Comune stanno lavorando per cercare di uscire il prima possibile e nel miglior modo possibile da questo incubo. Come procede l’attività istituzionale all’interno del Municipio 9? E per quanto riguarda i servizi erogati alla cittadinanza?
Personalmente molte aziende produttive non le avrei bloccate completamente, l’ho scritto anche al presidente del Consiglio, avanzando delle proposte ma considerato che è molto impegnato, non avrà avuto modo di leggere le migliaia di mail che gli saranno arrivate. Non avrei chiuso neanche i Municipi, almeno un presidio lo avrei lasciato, come punto di riferimento. A casa lavoriamo comunque tante ore, monitorando e rispondendo a tutte le richieste che ci arrivano tramite telefono, social, mail, attivandoci con iniziative che trovano la realizzazione nella collaborazione con le realtà presenti sul territorio. Appena ci hanno dato la possibilità di riprendere le attività istituzionali on-line, l’abbiamo fatto, convocando le commissioni e giovedì 7 Maggio abbiamo fatto il primo consiglio. Tutto sommato i consiglieri hanno risposto benissimo all’uso della piattaforma informatica che viene usata. Appena ci daranno il benestare all’apertura in sicurezza, forniti  di tutti i Dpi necessari, riapriremo gradualmente i servizi che necessitano della presenza fisica dell’operatore mentre gli altri servizi verranno svolti in telelavoro.  In attesa della prossima apertura segnaliamo che:
– lo sportello di orientamento legale e lo sportello condominio è sospeso, almeno fino a domenica 10 maggio 2020;
– la presentazione delle Cila/CIL ,relative a tutto il territorio del Comune di Milano, deve avvenire esclusivamente per via telematica accedendo al portale “Impresa in un giorno”;
– i matrimoni fino a nuove disposizioni (il ripristino del servizio verrà pubblicato sulla pagina del Municipio 9). Il DL Cura Italia e quello successivo hanno stabilito una sospensione generale dei termini del procedimento amministrativo dal 23 febbraio al 15 maggio. In pratica sono 83 giorni di sospensione. Se le pubblicazioni sono già scadute allora bisogna aggiungere 83 giorni di validità e possono sposarsi entro l’83esimo giorno dalla data di scadenza originale, senza dover rifare tutta la documentazione; altrimenti dovranno rifare tutto e pagare anche i 16 ,00 euro (potrebbero anche prolungare i termini). Purtroppo l’attuale situazione sanitaria e l’esperienza del passato insegnano che bisogna usare cautela per non pagare un prezzo troppo alto di vite umane.
 Quali sono i prossimi progetti ed iniziative che state mettendo in cantiere per dare il vostro contributo al ritorno ad una nuova normalità nei nostri quartieri?
Normalmente, eventi come questi, portano dei cambiamenti delle abitudini, in vari campi, in questo caso principalmente in quello lavorativo. Sono convinto che pur preferendo il contatto umano, il telelavoro subirà una notevole spinta che cambierà le nostre abitudini in campo lavorativo ed in quelli  ad esso collegati (trasporti, ristorazione, conciliazione degli spazi, istruzione, ecc.). Non penso che questo particolare momento possa durare per molti anni da dover stravolgere completamente la nostra vita ma dobbiamo iniziare a ragionare sullo scenario futuro. Le aziende devono cominciare a pensare a piani di emergenza per evitare il blocco della produzione ecc. Non sarà facile, un cambiamento ci sarà in vari settori e noi dobbiamo fornire, con proposte concrete, gli strumenti utili ad affrontarlo. Come istituzione di prossimità abbiamo vantaggi e svantaggi: il nostro vantaggio maggiore è quello di conoscere e vivere direttamente i nostri quartieri, poterli visitare giornalmente ed ascoltare le richieste dei cittadini, in modo diretto. Avevamo previsto un ampio programma di nuove iniziative, aggiunte a quelle  consolidate che hanno  ottenuto negli anni precedenti ampio consenso dei cittadini. Siamo costretti a rivedere al ribasso, per il momento, i nostri programmi in quanto, giustamente, dobbiamo restituire 110.000 euro al Comune dei 350.000 che normalmente possiamo spendere per le nostre iniziative sociali, culturali e sportive. Un programma definitivo non sarà possibile farlo, visto le continue notizie degli esperti che, spesso in modo contraddittorio, parlano di più fasi e di una di ritorno in autunno/inverno. Non ci scoraggiamo, perché siamo convinti che la collaborazione dei cittadini e delle associazioni non ci mancherà e con un po’ di fantasia, rispettando sempre le norme che ci imporranno, una parte delle iniziative previste le porteremo a termine. Per considerarci una vera comunità, che cresce con dei valori, dobbiamo prima di tutto avere grande attenzione per le persone più deboli.
Conoscevamo già la situazione di fragilità in cui versavano alcuni nostri cittadini, cosa che purtroppo mi auguro non aumenti anche se gli eventi non ci lasciano tantissime illusioni, li avevamo intercettati con progetti ormai collaudati perché meritano tutta la nostra attenzione. Ne sono un esempio le Card per l’acquisto di generi alimentari e il pane dei bisognosi.
Continueremo il lavoro del tavolo delle politiche sociali, rinnoveremo il contratto per lo sportello di assistenza Alzheimer a Niguarda, continueremo con il progetto Uniforyoureyes, in collaborazione con Bicocca, per la visita optometrica e fornitura gratuita degli occhiali alle persone fragili, concluderemo il progetto Via libera per la mappatura delle barriere architettoniche nel nostro Municipio. Essendo molto importante in questo periodo il rispetto delle regole, riprenderemo il progetto molto gradito ai cittadini dell’educazione alla legalità. Inoltre cercheremo di realizzare iniziative all’aperto, nei nostri parchi e nelle nostre piazze, chiedendo al Comune centrale di ridurre al minimo la burocrazia, i costi ed i tempi. Un’attenzione particolare va rivolta ai bambini che, avendo frequentato meno mesi la scuola e dopo aver affrontato due mesi di clausura, hanno la necessità di riprendere il loro ritmo con i compagni, tra studio e divertimento.
Vorremmo aiutare la filiera produttiva e del commercio presente sul nostro territorio, avanzando non solo richieste di riduzione di cosap, tari ed un contributo per il pagamento del canone di locazione dovuto al fermo dell’attività ma continuare a pubblicizzare con un’applicazione generale tutti i servizi da loro offerti; creare una rete e ove possibile realizzare eventi all’aperto per farli conoscere maggiormente. A tal proposito abbiamo già tenuto una commissione del commercio per discutere su questo tema, riproponendoci di incontrare al più presto i rappresentanti delle categorie per ascoltare direttamente le loro esigenze, per poterle tradurre in azioni concrete che non siano di semplice aiuto ma da stimolo per migliorare la propria offerta ed aumentarne il volume d’affari. Bisogna far ripartire il settore edile, nel settore scolastico e sociale, che faccia da traino a tutto l’indotto; il pubblico dovrà avere un ruolo da protagonista ma, visto che siamo realisti ed il denaro pubblico è sempre meno, pensiamo sia giunto il momento per incrementare la costruttiva collaborazione tra pubblico e Privato. Abbiamo già tenuto una commissione per deliberare le opere da inserire nel prossimo PTO che vanno dal recupero di due scuole, a strutture come il mercato di via Moncalieri, la piscina Scarioni, l’area degradata da oltre quarant’ anni tra Jenner-Guerzoni ed il recupero completo di Villa Litta e Cassina Anna. Non è un libro dei sogni ma semplicemente una nuova visione di futuro, di collaborazione tra tutti gli attori interessati che passa dai progetti alla sua realizzazione. Un ultimo esempio è il  PROGETTO TOGO: Costruzione di un Centro di Riabilitazione per bambini disabili, nell’area ex docce di via Livigno: il pubblico ha ceduto l’area degradata e l’associazione si è accollata la spesa per la costruzione del centro. Non possiamo trascurare i settori della cultura e dello sport che, oltre a migliorarci ed offrirci maggiori strumenti per affrontare i momenti critici, sono dei generatori di lavoro per moltissime persone. La nostra attenzione per questi settori è stata sempre alta ed è nostra intenzione, anche se le risorse sono poche, continuare su questa linea. C’è tutto il settore della mobilità su cui abbiamo intenzione di aprire la discussione, che spero di allargare al più presto agli esperti esterni, per elaborare dei progetti che siano innovativi ma tengano conto del presente. Per quanto riguarda i nostri svantaggi possiamo sicuramente citare la somma irrisoria che abbiamo a disposizione per un Municipio di 189.000 abitanti e le competenze che sono molto ridotte. Il Comune dovrebbe avere il coraggio di realizzare un vero decentramento, aumentando la somma a disposizione dei Municipi e cedere alcune competenze operative in più settori, mantenendone il coordinamento. Ci sarebbero vantaggi per i cittadini e l’Amministrazione. Prendiamo esempio dai nostri nonni, molti dei quali questa pandemia ha portato via: pur avendo vissuto l’esperienza della prima guerra mondiale e contemporaneamente la pandemia “La Spagnola”, la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale, con meno mezzi, tanti giovani in meno ed un Paese intero da ricostruire hanno accettato la sfida, si sono rimboccate le maniche e con grandissimi sacrifici ci hanno consegnato un Paese in crescita, portandolo tra le prime cinque potenze mondiali.
Bisogna reagire nel medesimo modo ce l’abbiamo nel Dna, lo dobbiamo a loro, a noi ed ai nostri figli.

Il Coronavirus uguale morte e povertà. Qual è la situazione nei nostri quartieri? Intervista a Stefano Indovino

Il Coronavirus uguale morte e povertà. Qual è la situazione nei nostri quartieri? Intervista a Stefano Indovino

Abbbiamo intervistato in proposito il presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri e il capogruppo Pd Stefano Indovino.

•Prima domanda: siamo in un inferno dantesco da oltre due mesi. Come è cambiata la vita nei nostri quartieri e nella nostra città?
Io sono convinto che realizzeremo pienamente quanto ci sta accadendo solo fra qualche mese, sia rispetto alle proporzioni della tragedia sanitaria, sia per quel che riguarda il cambiamento rispetto al nostro modo di vivere e pensare. É evidente che sono cambiate e cambieranno tante cose: dal modo in cui viviamo le nostre amicizie a come andiamo a fare la spesa, passando per l’emergere di tante famiglie messe in difficoltà dal lockdown, l’attenzione necessaria al tema dell’infanzia, le novità nell’approccio al lavoro. Le cicatrici emotive, permettimi di usare questo termine, rimarranno a lungo. Siamo in mezzo a uno spartiacque della storia. La mia speranza più grande, che rivolgo innanzitutto a me stesso, è che impariamo tutti a lamentarci di meno – apprezzando quello che abbiamo – e a riconoscere la bellezza delle relazioni che ci sono state negate durante la quarantena. Per dirla in poche parole, che si ricominci a pensare un po’ di più al “noi” e un po’ di meno all’”io”.
• I cittadini della zona 9, come avvenuto un po’ in tutto il mondo, sono stati investiti da uno tsunami di proporzioni bibliche: cosa ha fatto il Municipio 9, compatibilmente con le sue possibilità, per fornire loro supporto, servizi e vicinanza?
Dal mio e nostro punto di vista meno di quello che avrebbe potuto. Un bando giustissimo per sostenere le famiglie in difficoltà non può bastare. Noi responsabilmente abbiamo collaborato e ci siamo attivati per dare una mano a ogni sollecitazione ricevuta, come l’individuare le attività commerciali che si sono attrezzate per fare le consegne a domicilio.
Si potevano attivare risorse in fase emergenziale per esempio per sostenere le famiglie in difficoltà raccogliendo dispositivi elettronici o attivando educatori digitali, coinvolgere il terzo settore per un sostegno psicologico di emergenza gestito da professionisti e non dal Presidente e i Consiglieri che non hanno nessun tipo di competenze, creare delle cabine di regia quartiere per quartiere per monitorare i bisogni, attivare una collaborazione con le farmacie per consentire ai cittadini di verificare online il numero di mascherine disponibili solo per fare degli esempi. In queste settimane non ci siamo mai permessi di fare polemica politica sterile, ma, vista la situazione, abbiamo continuato a fornire proposte (inascoltati) e a dare il nostro contributo.
• Come gruppo PD avete elaborato una serie di proposte politiche da esaminare e sviluppare nelle varie commissioni consiliari: ce le può spiegare?
Io ritengo che le istituzioni oggi abbiano una grande occasione di riscatto e redenzione. Per dare risposte oggi serve avere un piano, idee chiare e priorità definite. Per questo come gruppo abbiamo elaborato un piano che generosamente abbiamo consegnato alla maggioranza di centrodestra, che, purtroppo, dopo due settimane, non abbiamo ancora avuto una risposta o luogo in cui discuterne. Il nostro piano nasce dall’idea che sia fondamentale creare connessioni nei quartieri per affrontare al meglio i prossimi mesi, avere una gestione oculata dei fondi che arriveranno, attivare economie di scala. Per questo chiediamo che in ogni quartiere nasca un “Gruppo di mutuo soccorso”, una cabina di regia in cui abitanti, associazioni, commercianti, istituzioni, convergano per individuare insieme soluzioni ai tanti problemi che emergeranno, un welfare di comunità 2.0.
Questa dimensione di collaborazione potenziata pensiamo poi che vadano fatte proposte concrete per ogni ambito. Ne cito alcune fra quelle che abbiamo presentato: l’assegnazione di luoghi all’aperto gratuiti per le associazioni sportive, l’apertura di una piattaforma per raccogliere disponibilità per il volontariato dove si presentano le associazioni che lavorano sul territorio, l’attivazione immediata di un osservatorio con le attività commerciali, la creazione di percorsi culturali, il sostegno a progetti ludico educativi dedicati all’infanzia e la ricognizione degli spazi a disposizione sul nostro territorio. Tante idee di buonsenso consegnate con generosità al Municipio 9. Attualmente la risposta è un silenzio assordante che rimbomba ancor più nel vuoto pneumatico dell’attività amministrativa che si sta portando avanti.
• Come dovrebbe muoversi nelle prossime settimane il Municipio 9 per essere vicino ai cittadini in questo delicato momento della ripartenza?
Innanzitutto imparando ad ascoltare. Oggi le istituzioni non bastano a sé stesse. E poi mettendosi al centro di una rete. Abbiamo eccellenze come l’Ospedale di Niguarda, il Politenico, l’Università Bicocca. Se si condivide che solo insieme si esce da questa situazione un’istituzione come il Municipio anziché disperdere i soldi a pioggia deve costruire relazioni. Perché non attivare uno sportello in collaborazione con Afol mettendolo in comunicazione diretta con le caritative delle parrocchie? Perché non coinvolgere le università per aiutare le imprese che non hanno mobility manager per aiutarle nella gestione dei movimenti delle aziende? Perché non invitare i commercianti a mettersi insieme per fare gli acquisti per i dispositivi di sicurezza e fare economia di scala? Potrei andare avanti, il tema è porre il pubblico al centro di processi innovativi e che siano in grado di coagulare le energie migliori. Questo lavoro può farlo solo una istituzione di prossimità che (si spera) conosce il territorio come il Municipio.
• Allarghiamo un po’ l’orizzonte: come sono i rapporti “istituzionali” fra i vari Municipi e il Comune? Penso che più che mai in questo periodo ci sia bisogno di gioco di squadra…
Su questo c’è da fare ancora molta strada. Sono sicuro che se avessimo attivato prima e più in fretta il decentramento avremmo affrontato meglio questa pandemia. Se è giusto che alcuni servizi, che quelli alla persona, restino in capo al Comune, è vero anche che su altre attività decentrare significa migliorare il servizio e avvicinare le decisioni ai bisogni reali delle persone. Penso che il Comune sia stato coraggioso a promuovere un dibattito in città presentando il piano per la Fase 2 e aprendolo al contributo dei cittadini. In situazioni come queste chi sta fermo è perduto. Serve innovare, lanciare il cuore oltre l’ostacolo, pensare fuori dagli schemi, e per farlo è importante attirare intelligenze e fare lavoro di squadra. E, a proposito di squadra, lasciatemi ricordare anche qui un ex consigliere del PD del nostro Municipio, Gianni Faregna, una persona che ha fatto parte della nostra comunità e che questo maledetto virus ha portato via alla famiglia e a tutti noi. Gianni era uno cui piaceva lavorare senza cercare necessariamente forme di protagonismo. Ecco. Oggi più che mai serve questo spirito di servizio. In ogni campo. Specialmente nelle istituzioni.

Maggio 2020

• Il carogna virus
Letttera firmata
Sono un pensionato milanese che vive in casa come fosse agli “arrosti” domiciliari . Esco, con la mascherina, che mi ricorda i bei tempi , quando avvenivano le rapine in banca: adesso le rapine alcune banche le hanno fatte ai clienti. La scienza ha fatto enormi progressi: si trapiantano gli organi, si trasfonde il sangue, si è arrivati alla clonazione anche se, per ora, solo per gli animali. Si cambia sesso e seno, come se il corpo fosse un vestito vecchio, si fa la riproduzione in vitro (il papà è un optional), e si arriverà anche a cambiare i cervelli, ma ho seri dubbi che li cambieranno in meglio. L’uomo, privo di ali, vola, si sposta senza l’uso delle gambe, si parla e si vede a chilometri di distanza, ha il cinema in casa. Ha addomesticato l’atomo, quasi del tutto, perché certe volte gli sfugge. Per contro ha inquinato la terra, i mari, le montagne, ha creato il massimo calore atmosferico ,di conseguenza mancherà l’acqua  e si alzerà il livello dei mari. E ogni tanto una guerra. La Terra sembra non interessi più . Ha speso, e spende (sempre l’uomo), cifre incalcolabili perché l’obbiettivo è quello di andare a piantare le patate sulla Luna, e i cavolfiori su Marte. Per ora. Penserà poi di spingersi oltre, e andare ad inquinare qualche altro pianeta. Ma arriva questo Corona Virus, microscopico, forse un granello di polvere. Ferma gli uomini, ferma il Mondo. Chissà se questa pausa ci farà riflettere. Forse è arrivato proprio per questo: per fermarci e farci riflettere. ma è cattivo!!! Si , ma a volte le buone maniere non bastano, ci vogliono quelle forti.

 Al mercato attenti alla distanze e all’igiene
Patrizia Sgarbi
Giovedi 14 maggio è ripartito il mercato settimanale di via Val Maira-Via De Martino. Seppur è vero che praticamente tutti, clienti e ambulanti, indossavano le mascherine, ho rilevato un enorme problema di mancato rispetto delle distanze di sicurezza, con assembramenti delle persone che si aggiravano tra le bancarelle e che sostavano in gruppetti a chiacchierare sia in strada che nei marciapiedi. Ho telefonato al pronto intervento per segnalare la situazione. Mi rendo perfettamente conto di quanto delicata sia la situazione e sono stati fatti molti sforzi da tanti cittadini che non dovrebbero esser vanificati in questo modo. Senza parlare della poca igiene nel maneggiare prima la merce e con gli stessi guanti i soldi, dei pochi scontrini fatti e dell’indecenza nel lasciare frutta e verdura marcia schiacciata sui marciapiedi.

• Sostegno per lo studio a distanza aperto a tutti
Claudio Antonelli, Presidente Circolo Acli Bicocca, 335_6878.589 presidenteaclibicocca@gmail.com
Abbiamo raccolto la disponibilità di volontari a dedicare un po’ del loro tempo nell’attività di sostegno (a distanza) per lo studio. Ci sono già delle famiglie che hanno richiesto questo supporto qualificato. Ora vi chiediamo di aiutarci a individuare altre famiglie che necessitano di questo servizio gratuito. Potete essere voi ad averne bisogno oppure potete essere dei preziosi “portavoce” di questo servizio verso un vicino, familiare, amico. Segnalate l’opportunità alle famiglie che non possono sostenere i figli nello studio e sono interessate al servizio di affiancamento. Inviate a bicocca@aclimilano.com le informazioni di contatto (nominativo, indirizzo email e/o n° telefono). Lo staff del settore Educazione delle ACLI di Milano e Provincia si attiverà per fornire tutte le informazioni utili e per concordare con la famiglia le modalità più opportune ad avviare il servizio di supporto.

Aprile 2020

• Ipocrisia e facce di tolla sestesi
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)

Apprendiamo con grande stupore da un’intervista rilasciata al sito Open, che il sindaco di Sesto San Giovanni – Roberto Di Stefano – è preoccupatissimo per gli ex operai esposti all’amianto. Ecco cosa dice: “A Sesto S. Giovanni abitano moltissimi over 65, si parla del 35% dei residenti. Si tratta di ex operai che hanno lavorato negli anni ’70 e ’80 in fabbriche, acciaierie e fonderie e che adesso hanno diverse criticità come problemi respiratori legati all’esposizione all’amianto. Non hanno i polmoni “sani” e se dovessero contrarre il virus rischierebbero di non farcela”. Di Stefano è così preoccupato per questo 35% della popolazione sestese che, da mesi, ha messo in vendita (tra le altre) senza neppure avvisarci la sede della nostra associazione, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavori e nel Territorio, composto proprio da quegli ex operai che, come noi denunciamo non da ieri ma da più di 20 anni, non hanno i polmoni “sani”. Abbiamo chiesto – come del resto abbiamo fatto con le precedenti amministrazioni – degli incontri perché paghiamo spese condominiali come se fossimo una salumeria, non un comitato di esposti all’amianto: mai nessuno ci ha risposto. Non ultimo, ricordiamo anche un’altra cosa: Di Stefano fa parte – come Forza Italia – di quelle forze politiche (di destra e di ‘sinistra’) che in 20 anni hanno tagliato 37 miliardi di euro alla sanità pubblica per regalarli a quella privata (a Sesto San Giovanni, proprio a fianco dell’ospedale pubblico è sorto uno dei centri privati della Multimedica) e 70.000 posti letto.Se questo non fosse avvenuto, forse il coronavirus non avrebbe fatto tutti questi morti.
Siamo abituati, in questo Bel Paese, al fatto che tutti non perdono un occasione per farsi pubblicità, ma questo è davvero troppo: sulla nostra pelle, e sui nostri morti che solo noi ricordiamo ogni anno, egregio sindaco, nessuno deve farsi pubblicità. E invece di permettere, in spregio alle norme dettate dallo stesso Comune e dal governo, di fare manifestazioni con polizia, vigili, ecc. o farsi vedere per le vie della città a sgridare chi, invece di stare a casa, va a fare la spesa, stia lui a casa e rifletta meglio prima di parlare a vanvera su chi ci ha rimesso la salute e la vita (ben prima del Coronavirus) per costruire una ricchezza che, purtroppo, si godono altri.

• Coronavirus e conseguenze
Roberto.grisho
Dal momento che sono slittati il mod.730, i mutui e altre tipi di tasse,penso che anche i padroni di casa – specialmente coloro che gestiscono interi condomini in affitto dovrebbero mettersi una mano sul cuore sapendo che molti loro affittuari sono in cassa integrazione,e molti dato il coronavirus non stanno lavorando oppure stanno lavorando ma al momento nessuno li può pagare e quindi sospendere i pagamenti di affitto almeno fino a fine emergenza, ovviamente senza pretendere tra 2 mesi i 2 o 3 affitti arretrati.Grazie.

• Multe al mercato rionale
Salvatore Mancinelli
Giovedi 5 marzo la Polizia Annonaria ha multato pesantemente diversi ambulanti regolari del mercato rionale di via De Martino/Val Maira, per non aver rispettato esattamente il perimetro dello spazio assegnato al banco. Premesso che le regole vanno rispettate ho comunque  scritto una lttera all’Annonaria, stigmatizzando l’inflessibile comportamento proprio in questo momento con i il commercio alle corde a causa del CoronaVirus.

• Per risollevare l’animo
Luigia Niguarda
Milano. C’è un bel sole, ore 14, è mercoledì 4 marzo 2020, inizia il tg regionale, il Coronavirus non demorde, ospedali stracolmi, ripetono la lista dettata dal ministero della Sanità, over 65 i più a rischio, si raccomanda, state in casa, osservate le norme d’igiene, così da evitare possibili contagi. Vivo da sola, (Corona, mannaggia, è cognome del mio compagno da una vita, non c’è più) I miei due figli lavorano, Mamma stai attenta, riguardati. Mi prende l’ansia. Ok mi dico, giaccone, cappello, devo uscire, girare il mio quartiere, faccio le scale a piedi, ginnastica, esco, non c’è in giro nessuno, rasento il marciapiede, solo dove batte il sole, vitamina D, devo mettere la mano su gli occhi, tanto è luminoso, mi incammino. Svolto in Girola, sole abbagliante. A qualche metro davanti a me un signore, cammina adagio, io allungo il passo, il marciapiede è largo, mi affianco a debita distanza. Buongiorno Sconosciuto, non mi avvicino, non pensi che sia fuori di testa, penso che lei abbia avuto il mio stesso desiderio, cioè uscire, bisogno di parlare, di un contatto umano, (a distanza ) vede, signor Sconosciuto, poter parlare delle mie paure, un po’ della solitudine, con i figli mi trattengo, mi fa bene, mi ritorna il sorriso, in questi giorni passo il tempo in cucina e al pc. Stamane ho telefonato in Rai, chiedendo di evitare serial con sparatorie, delitti, conflitti sanguinosi, noi over 65 passiamo questo periodo in casa, spesso davanti alla tv, non abbiamo bisogno di deprimerci. Il signore Sconosciuto non risponde, sembra ascoltare, sono contenta di aver parlato con lei, se lei crede che la importuno, mi faccia un cenno e mi allontano. Il signore Sconosciuto si gira mi fa un grande sorriso, fa un cenno di saluto e svolta in via Valfurva. Mi avvio in via Ciriè , mi fermo ai giardinetti,  mi siedo su una panchina con il sole in fronte, I bimbi giocano e trasmettono allegria, mi sento bene.

• Leprotti in Bicocca
Bianca Tosato
Allego un paio di foto di tre leprotti che da qualche settimana si rincorrono nel terreno ancora da sistemare tra via Fubini e via Stella Bianca.

  



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