GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Associazione Amici di “ ZONA NOVE”: Care lettrici, cari lettori

Da oltre 26 anni la nostra testata entra in punta di piedi nelle vostre case per raccontarvi cosa succede nei nostri quartieri, nelle Istituzioni, nelle realtà associative che animano la nostra comunità e per dare risalto ai tanti personaggi che, con le loro abilità, danno lustro alla zona. Il tutto senza chiedervi un centesimo, grazie alla generosità dei nostri inserzionisti che credono nel nostro lavoro e usano le pagine di “Zona Nove” per fare conoscere le loro attività commerciali. In questo 2020, segnato dalla pandemia che ancora sta minacciando la nostra salute e il nostro tessuto produttivo, il quadro economico è ulteriormente e pesantemente mutato in peggio, causando una sostanziale riduzione delle entrate pubblicitarie della nostra testata, unica fonte di finanziamento a nostra disposizione per proseguire l’attività editoriale e le tante iniziative, di cui siamo fieri, che la nostra Associazione tornerà ad organizzare non appena le limitazioni imposte dai DPCM verranno rimosse, in particolare quelle rivolte ai giovani studenti delle scuole di ogni ordine e grado della nostra zona. Per far fronte a questa ridotta capacità economica abbiamo tagliato il più possibile le spese, cambiando sede e ridiscutendo i contratti con i nostri fornitori. Tutto ciò però non basta e quindi, per evitare di ridurre sensibilmente o addirittura azzerare le future iniziative dell’Associazione per dedicare tutte le risorse a nostra disposizione al solo giornale, vorremmo coinvolgere coloro che in questi anni hanno in più occasioni dimostrato l’apprezzamento per quello che stiamo portando avanti, ovvero voi lettrici e lettori. Abbiamo pensato di proporvi un abbonamento annuale al nostro giornale, al costo di euro 25, che vi garantirà sia la certezza di riceverlo tutti i mesi a casa tramite posta in busta intestata sia di ottenere un esclusivo omaggio. Saremo lieti di accogliervi, appena tutto ciò sarà possibile, nella nostra sede sita in via Val Maira 4 per registrare il contributo e ritirare il regalo che abbiamo pensato per voi. Attualmente, visto che non possiamo vederci di persona, potrete farci pervenire la sottoscrizione, come hanno già fatto diversi lettori di lungo corso, tramite bonifico bancario. Provvederemo noi a spedirvi il regalo a casa. Grazie di cuore.

La Redazione Iban Associazione Amici di “Zona Nove”

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Meglio un Natale sobrio e casalingo che un altro anno di coprifuoco

Meglio un Natale sobrio e casalingo che un altro anno di coprifuoco

Da Natale a Capodanno – cioè nel pieno della seconda ondata della pandemia, ma anche in presenza di una diminuzione dei contagi che non dobbiamo farci sfuggire – niente tavolate, veglioni, balli, vacanze in montagna, movide scatenate, shopping affollati, spostamenti turistici di massa. Tali misure anti assembramenti pericolosi del governo trovano concorde la stragrande maggioranza degli italiani (dal 70 all’80 per cento a seconda dei sondaggi). D’altra parte come dar loro torto. Abbiamo già provato l’estate scorsa cosa significhi il “liberi tutti” prima del tempo: ne paghiamo tuttora le conseguenze. O vogliamo ritrovarci nel 2021 a “festeggiare in clausura” anche la Pasqua, il 25 Aprile, il 1° Maggio, il 2 Giugno, il Ferragosto e così via?

Il fioretto di Zorro: pubblico è bello

Il fioretto di Zorro: pubblico è bello

Perché la Lombardia, regno incontrastato prima di Comunione e Liberazione e poi della Lega, alle prime spallate del Coronavirus è andata così velocemente in tilt da diventare la Regione più indifesa dalla pandemia del Coronavirus? I responsabili del tracollo sono presto individuabili. Prima di tutto, per esempio, certi industriali della Bergamasca e del Bresciano che, con il beneplacito della stessa dirigenza regionale, hanno richiesto e a volte ottenuto per tutti i mesi dell’ondata primaverile il divieto di azioni anticontagio che potessero creare problemi ai loro affari. Poi i difensori della cosidetta “ricetta lombarda” che dai tempi del buon Formigoni hanno un unico obiettivo: distruggere la sanità pubblica – taglio del personale ospedaliero, riduzione dei posti letto, abbandono dei medici di base… – per far posto alle speculazioni e al finanziamento dei complessi ospedalieri privati. Da qui l’impossibilità di accogliere e curare i contagiati, che se si sono salvati e stato grazie alle competenze professionali e allo spirito di servizio di medici e infermieri. Comunque sia per la rinascita della Sanità nazionale c’è ancora spazio. Lo dimostrano anche certe iniziative del nostro Niguarda: il progetto Infer-mieri di Comunità e l’aquisizione di posti letto esterni per pazienti in via di guarigione (pag. 3).

Fumetti negli occhi

Fumetti negli occhi

Fumetti senza arrosto (Zorro Nove)

   

 

AIUTIAMO I NOSTRI NEGOZI

La nostra associazione di volontariato, denominata “Comitato Bicocca”, mettendosi a disposizione chiede a tutti di collaborare ed aiutare la nostra società a sconfiggere questa maledetta pandemia da Covid. Abbiamo pensato di dare una mano ai nostri negozi commerciali ed artigiani della zona Invitando tutti i residenti ad utilizzarli il più possibile e, per coloro che possono e vogliono, donare, per le prossime feste natalizie, come regalo natalizio ad amici e parenti, un buono acquisto da spendere nei suddetti esercizi.

L’associazione di volontariato Comitato Bicocca (dicembre)

IL NIGUARDA E I PAZIENTI NON COVID

A tra gli altri marco.bosio@ospedaleniguarda. it; giulio_gallera@regione. lombardia.it; segreteria_presidente@ regione.lombardia.it; sindaco. sala@comune.milano.it. Cc: zonanove@ tin.it. Egregi Direttori sanitari e Direttori della Regione Lombardia, con la presente voglio ringraziarVi per il trattamento che state dando a noi cittadini e pazienti. A causa di un malore di mio padre, 75 anni, venerdì 6 novembre alle 13.30 abbiamo chiamato il 118. L’operatrice ha chiesto almeno 3 volte se mio padre presentasse sintomi da Covid, la risposta è stata negativa e quindi abbiamo spiegato il motivo della nostra chiamata. Siccome il paziente non presentava gravi sintomi l’operatrice ci ha riferito che potevano passare ore e che se la situazione fosse peggiorata avremmo dovuto richiamare. Fortunatamente dopo venti minuti è arrivata l’ambulanza che ha portato via mio padre verso il pronto soccorso di Niguarda. Alle 8 del mattino di sabato 7 siamo riusciti a parlargli perché ha chiesto a un’infermiera di chiamarci. Alle 13 circa siamo riusciti ad avere notizie sullo stato di mio padre. La situazione era abbastanza compromessa, infatti la mattina di domenica è stato trasferito in terapia intensiva e inubato causa problema ventricolare e risultando negativo al Covid. Grazie ai medici della terapia intensiva è stato stabilizzato. Ma martedì 10 novembre è stato trasferito all’ospedale di San Donato contro il parere dei medici e senza preavviso per noi familiari. Prima di andare avanti voglio ringraziare la dottoressa Morici, che mi ha chiamato tutti i giorni per metterci al corrente di quanto veniva fatto per mio padre, tutta l’équipe della terapia intensiva di cardiologia, grazie al dott. Villanova che ha accompagnato il mio papà a San Donato e che ci ha chiamato per assicurarci che il viaggio era andato bene. L’ospedale di Niguarda, si sa, è sempre stato noto soprattutto per la cardiologia e sapevamo di essere in buone mani ma solo per questi medici che sono sul campo. Si perchè adesso li chiamate eroi o soldati e come tali devono sottostare ai vostri ordini e giochi di potere sulle nostre e sulle loro spalle. Noi cittadini, soprattutto se uomini o donne over 75 non contiamo nulla, anzi, contiamo eccome, contiamo soprattutto se arriviamo in ospedale e risultiamo positivi al Covid, perchè ormai esiste solo quello, vero? Mi spiace solo che tutto il lavoro fatto dall’équipe di cui sopra, sia stato vanificato dalla chiusura del reparto di terapia intensiva no Covid per far posto a malati Covid. Emanuela Terzi (dicembre) • Da: marco.bosio@ospedaleniguarda. it. Innanzitutto sono contento che siamo riusciti ad aiutare suo padre e a stabilizzare la situazione clinica. Le strutture ospedaliere milanesi stanno subendo un forte stress organizzativo, vista la violenza di questa seconda ondata pandemica. Niguarda è nota per la capacità di trattare pazienti di ogni specialità medica con una certa complessità clinica e assistenziale. Anche noi abbiamo subito questa seconda ondata epidemica. Solo per darle un termine di paragone nei primi giorni di ottobre noi ospitavamo mediamente 20-30 persone ricoverate Covid positive nei nostri reparti. Oggi ne abbiamo presenti più di 350 di cui 30 in terapia intensiva e abbiamo dovuto convertire 13 reparti di degenza per poter assistere questi malati Regione Lombardia da subito ha individuato le cosiddette strutture “Hub”, strutture specializzate dove possono essere trattati pazienti che non hanno una patologia Covid ma che necessitano di un’assistenza urgente. Stiamo parlando di persone con un infarto, un ictus, un trauma, etc… Niguarda è stato individuato come struttura Hub per il trauma maggiore e le patologie neurologiche e neurochirurgiche. Per le patologie cardiologiche sono state individuate altre strutture ospedaliere della città, tra le quali San Donato dove è stato trasferito suo padre. Pren-dendo atto della pressione in termini di posti letto che Niguarda ha in questo momento per la gestione dei pazienti Covid si evince la necessità di non poter essere riferimento per tutte le patologie non Covid, nonostante il prestigio e l’esperienza del nostro cardio center De Gaspe-ris. Questo chiaramente non significa che le persone che accedono a Niguarda con un problema cardiologico non vengano assistite. Come è capitato a suo padre tutti i pazienti se arrivano al nostro pronto soccorso vengono valutati e trattati, se necessario, per poi procedere al trasferimento in strutture specializzate che hanno la disponibilità di posti letto che in questo momento Niguarda non può avere. Quindi comprendo il Suo rammarico ma le assicuro che tutto quello che viene fatto all’interno di Niguarda viene svolto in sicurezza e non esiste nessun atto che viene fatto “contro il parere del medici”. Il preaavviso dei famigliari doveva essere fatto dai clinici che avevano in cura suo padre e mi dispiace e mi scuso se non è stato fatto tempestivamente. La ringrazio per l’attenzione e mi auguro che le condizioni cliniche di suo padre possano migliorare.

Marco Bosio, Direttore Generale del Niguarda.



Redazione: via Val Maira 4 (Mi)
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Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 64 del 8 febbraio 1997

Editore: Associazione Amici di
“Zona Nove” via Val Maira 4, Milano

Stampa: Litosud s.r.l. via A. Moro, 2
Pessano con Bornago (Mi)

Direttore: Luigi Allori.

Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Beatrice Corà, Riccardo Degregorio, Teresa Garofalo, Antonietta Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Gero Urso.

Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Maria Piera, Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Michele Michelino, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Stefano Parisi, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo, Fabrizio Ternelli, Dario Vercesi, Norman Zoia.

Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Andrea Bina.

Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281).wmCoco

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