Il fioretto di Zorro: dalla Zona al Municipio

zorroNuovoCome spieghiamo in un altro articolo, tra un mese andremo a votare non più per i Consigli di Zona ma per le Municipalità. Si tratta di una riforma da molto tempo all’ordine del giorno del Comune, ma approvata solo ora, proprio alla vigilia delle elezioni. Al di là del fatto che i Municipi come le attuali Zone saranno sempre 9 e non verranno modificati i confini, la nuova forma di decentramento amministrativo contiene novità che possono dare più snellezza e funzionalità ai lavori e stabilire una divisione dei compiti più responsabile. Per ogni Municipio i consiglieri eletti saranno 31 invece dei 41 degli attuali CdZ. A differenza di quanto è successo finora, il Presidente del Municipio verrà votato, come il sindaco di Milano, direttamente dai cittadini e in caso di non raggiungimento da parte di nessun candidato del 40% delle preferenze i due più votati andranno al ballottaggio. Una volta eletto il Presidente potrà nominare tre assessori, due scelti tra i consiglieri e uno anche al di fuori del Consiglio. Verrà introdotta la figura del Presidente del Consiglio di Municipio, eletto dai consiglieri, con il compito di rappresentare e presiedere il Consiglio di Municipio. Novità importanti, ma il tutto rischia di essere vanificato in un rito formale perché al Consiglio di Municipio, almeno per ora, non vengono affidati i poteri e le risorse necessari per cominciare a governare in autonomia il proprio territorio e per realizzare un decentramento in grado di recepire tempestivamente le esigenze dei cittadini. Eppure anche recenti esperienze come il “Bilancio partecipato” e l’Osservatorio sulla Caserma Mameli (pag. 3) dimostrano che il rapporto ravvicinato con i cittadini fa solo del bene alla partecipazione democratica.