Con il progetto Alternanza Scuola-Lavoro e grazie anche a “Zona Nove” gli studenti del Cremona sono diventati giornalisti in proprio

Dall’1 al 9 febbraio, la redazione di “Zona Nove” ha ospitato tredici studenti del terzo anno del Liceo Scientifico Luigi Cremona per il Progetto Alternanza Scuola-Lavoro, che è diventato obbligatorio da questo anno scolastico a cominciare dalle classi terze delle Scuole Secondarie di II grado. L’alternanza scuola-lavoro è una metodologia didattica che permette agli studenti di svolgere una parte del proprio percorso formativo presso un’impresa o un ente. Si tratta di uno strumento pensato per rendere flessibili i percorsi formativi scolastici, capace di combinare lo studio teorico d’aula con forme di apprendimento pratico svolte in un contesto professionale.

Lo stage, per un totale di 56 ore, ha riguardato un corso sul giornalismo tenuto da Luigi Allori, direttore del giornale “Zona Nove”. In quei sette giorni, oltre al corso teorico per illustrare il mestiere del giornalista, i ragazzi si sono dedicati alla stesura di vari articoli, per i quali sono serviti i suggerimenti del direttore, al fine di sintetizzare e raccontare gli avvenimenti in modo obiettivo e sviluppare interviste rivolte a personaggi niguardesi di spicco. Si sono tenuti incontri con Angelo Longhi, presidente dell’Anpi di Niguarda; Flaviano Sandonà, responsabile della pubblicità del giornale; Giovanni Poletti, presidente dell’“Associazione Amici di Zona Nove”; Maria Piera Bremmi, responsabile del Centro Culturale della Cooperativa, e Clara Amodeo, giovane giornalista e collaboratrice di “Zona Nove”. Inoltre sono stati redatti articoli su due iniziative rivolte alle scuole primarie e secondarie di primo grado della zona e organizzate da Luigi Allori e Antonietta Gattuso: rispettivamente “Cinema a scuola” e “Poesiàmoci in Zona 9”. Gli incontri con i relatori si sono tenuti a volte presso la sede della redazione in via Val Maira 4, altre volte i ragazzi sono stati gentilmente accolti dal Centro Culturale della Cooperativa, di via Hermada 14. Dopo questa settimana di lavoro, i ragazzi guidati da Marco Costa, professore di tecnica fotografica dello stesso Liceo, si sono cimentati nella realizzazione di un giornale della scuola in cui sono stati convogliati tutti i Progetti di Alternanza Scuola-Lavoro a cui hanno partecipato tutti gli alunni delle terze i quali hanno raccontato attraverso articoli di giornale, le proprie esperienze lavorative.

Il responsabile del progetto è il prof Dino Barra e il giornale si intitola “Student at Work”. I ragazzi che hanno lavorato con “Zona Nove” hanno fatto parte della redazione. Direttore responsabile: Sofia Maspero; art director: Sara Gerelli, Silvia Cardinale; photo editors: Stefano Rosà, Alessia Fondacaro; caporedattore: Riccardo Scaglia. In redazione: Lauren Ascough, Alessandro Benites, Emiliano Caminati, Silvia Cardinale, Giovanni De Luca, Alessia Fondacaro, Sara Gerelli, Giulia Girardello, Amedeo Longeri, Sofia Maspero, Federica Motta, Stefano Rosa’, Riccardo Scaglia, Simona Smedile; segreteria di redazione: Giulia Girardello, Simona Smedile.

“L’Arte della Resistenza”: Uno degli articoli del giornale della scuola che ha attirato la nostra attenzione si intitola “L’Arte della Resistenza” di Andrea Martella, Gabriele Sordi, Angelo Maiolo, Nicola Petrov (3°G). Lo riportiamo di seguito:

La nostra esperienza lavorativa si è svolta dal 10 al 18 del mese di febbraio, presso l’Insmli (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia), il quale presenta a Milano due sedi, una in viale Sarca e l’altra nel quartiere Isola dove abbiamo lavorato due giorni, giovedì 11 e giovedì 18. Le ore di lavoro giornaliere erano otto, ma gli orari di inizio e fine erano variabili (dalle 8.30/9 alle 17.30/18). Il primo giorno, dopo aver raggiunto l’edificio dove avremmo dovuto svolgere il nostro stage, ci siamo incontrati alle ore 9 con il nostro tutor scolastico, il professore di storia e filosofia Alessandro Montrasio, e qui abbiamo atteso il nostro tutor aziendale, professore Andrea Saba, docente di storia e filosofia che da circa 5 anni lavora presso l’ente. Dopo il suo arrivo abbiamo raggiunto l’ufficio dove avremmo lavorato nei giorni seguenti, non molto grande ma provvisto di tutto il necessario per il nostro lavoro. Prima di cimentarci nel nostro vero impiego, abbiamo assistito a una lezione introduttiva sulla storia dell’istituto e sulla situazione italiana dal 1940 al 1946, soffermandoci in particolare sul periodo della Repubblica Sociale Italiana, con accenni agli eventi principali di tutto il ventennio fascista, che ci potesse permettere di possedere le conoscenze e le competenze sufficienti e necessarie per analizzare e archiviare dei documenti sull’argomento in questione. Dopo la pausa pranzo siamo ritornati in ufficio e qui il professor Saba ci ha spiegato in cosa sarebbe consistito il nostro lavoro, ossia leggere (operazione non semplice data la scrittura per noi poco comprensibile dei cancellieri), analizzare, scansionare, catalogare e archiviare nel database i documenti appartenenti a un fondo di fotocopie delle sentenze della Corte Straordinaria di Assise di Milano degli anni 1945-1946-1947 contro collaborazionisti col nemico tedesco invasore dopo l’8 settembre 1943 sulla base degli articoli 142 e 159 del Decreto Legislativo Luogo-tenenziale e degli articoli 51, 54 e 58 del Codice Penale Militare di Guerra. Divisi in due gruppi da due persone ognuno, abbiamo iniziato a leggere e riassumere il contenuto di due sentenze. Questa attività è durata fino alle 17.30, quando abbiamo terminato la nostra prima giornata di lavoro. Nei giorni successivi abbiamo continuato a svolgere l’attività di lettura e “decodificazione”, ma abbiamo anche imparato a scansionare i fogli delle sentenze, a inviarli tramite posta elettronica a un computer e, utilizzando quest’ultimo, convertirli e raccoglierli in formato pdf, procedura che avremmo dovuto compiere per ogni sentenza assegnataci; gli ultimi giorni abbiamo trascritto nel database del computer i dati di classificazione delle sentenze, processo non ultimato a causa dell’inadeguatezza degli strumenti informatici ma anche ad un calo di prestazione da parte nostra. I compiti sopra elencati potrebbero sembrare solo una monotona e ripetitiva pratica da ufficio tuttavia l’esperienza nel complesso è stata tutt’altro che noiosa. Infatti ricostruire ed estrapolare i dati fondamentali di una sentenza significa anche ricomporre la storia degli imputati e dei testimoni, azione che non solo ci ha permesso di impiegare le nostre abilità di comprensione del testo e di focalizzarci sugli elementi più importanti, riassumendoli e rielaborandoli, ma che ci ha anche coinvolto ed intrattenuto da un punto di vista narrativo e culturale. Infatti le storie che si ricavano dalle sentenze riguardano direttamente il nostro Paese e la sua storia ed inoltre costituiscono una trama avvincente che stimola a rivedere gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale e dell’Epurazione sotto un’ottica diversa da quella astratta e ‘meccanica’ imparata dai libri di testo, più vicina alle nostre vite quotidiane e forse più relativistica. Inoltre, non erano richieste solo competenze legate strettamente alla comprensione del testo, ma anche inerenti al campo informatico di cui è necessario, nell’odierno mondo del lavoro, avere una conoscenza almeno di base. Ciò significa che abbiamo usufruito di abilità apprese in altri ambiti extrascolastici, nelle quali perciò ci siamo dovuti cimentare in modo abbastanza indipendente così da sviluppare anche le nostre abilità di adattamento. Dunque, nonostante i piccoli inconvenienti, qualche ritardo, malintesi ed il sopracitato malfunzionamento dei mezzi tecnologici a nostra disposizione, abbiamo trovato quella dell’alternanza scuola-lavoro un’esperienza utile e tutto sommato piacevole, che siamo felici di poter riprendere negli anni a venire.