Lotta dura senza paura contro la maleducazione sociale

Migliorare le periferie, colorandole e quindi rendendole più vivibili, si può. Vedi i recenti articoli apparsi su questo giornale dedicati all’arte di strada e, tra i più recenti, il murale apparso sulle pareti del Mercato Comunale di Via Valfurva (vedi foto 1). Ma poi, girando per i nostri quartieri, ti ritrovi a convivere con le situazioni che abbiamo fotografato nelle altre foto (la sporcizia nei giardini di via Nota, via L. della Pila, viale F. Testi (foto 4, 5, 6); i carrelli del supermercato abbandonati in via Pulci, la targa di viale Testi angolo S. Marcellina spaccata in due (foto 2). La maleducazione è così radicata da non poter essere non dico sconfitta, magari, ma almeno attenuata? Purtroppo tanti gesti comportamentali, una volta stigmatizzati, (i resti della bevuta abbandonata per strada, le scritte sulle statue, le cicche di sigarette buttate ogni dove, il bambino che butta la carta della caramella per strade – poverino, sa, è un bambino – e tanti altri) sembra siano ormai sopportati, e quindi accettati, dai più.

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