Ciccarolo: la start up che viene dal passato

Si rifà a un mestiere ormai perduto, quello del “ciccarolo”, ossia il raccoglitore di cicche di sigarette in voga nel dopoguerra, che le raccoglieva per recuperare il tabacco, e rivenderle o fumarle. La nuova start up, creata da Sonia Mendes, Stefania Benzorvini e Stefania Balzarotti, consiste nella creazione di un sistema di pulizia, lavorazione e riciclaggio dei mozziconi delle sigarette e nella sensibilizzazione della gente a crearne una “raccolta differenziata” di questi scarti nocivi alla salute e all’ambiente.

Il progetto, il 20 aprile scorso, ha vinto il primo premio del “Milan Young Citizens” promosso dal Comune di Milano e finanziato da Ifel Fondazione Anci, Agenzia Nazionale Giovani, Partner Fondazione Giacomo Brodolini, FabriQ, Impact Hub, Arci Milano, H+, Avanzi-Sostenibilità per Azioni, Make a Cube³.

Il 18 giugno scorso le tre ragazze hanno organizzato all’”Isola Pepe Verde”, di via Guglielmo Pepe, in zona Isola, un simpatico evento per ripulire la città, raccogliendo mozziconi di sigaretta. Squadre di ciccaroli, armati di bottigliette dai tappi colorati si sono sfidati a riempire di mozziconi più bottigliette possibili, per iniziare a creare, nel breve periodo, una community di fumatori consapevoli e responsabili, stimolando e promuovendo la nascita di una filiera di riciclo sostenibile.

Come avete deciso di creare questa start up?

Ci siamo conosciute partecipando ad un bando di “”, e ci siamo subito messe in gioco con questo progetto, anche se veniamo da esperienze differenti: Sonia Mendes è una dietista, e per “Ciccarolo” si occupa di Amministrazione e Ricerca, Stefania Berzovini è una tecnologa alimentare con esperienza nella cooperazione internazionale e si occupa dell’Organizzazione e Coordinamento e infine Stefania Balzarotti, laureata in filosofia, si occupa di Comunicazione e Progettazione.

Come vi è venuto in mente un progetto basato sul recupero delle cicche di sigarette?

La differenza fra i mozziconi di sigaretta degli anni 50 e quelli di oggi è sostanziale: a quel tempo le sigarette non avevano filtro, e i mozziconi erano composti principalmente da tabacco: i nuovi filtri, invece, sono realizzati in materiale plastico e sintetico, che impiega più di 15 anni a degradarsi nell’ambiente, rilasciando spesso nel suolo e nelle acque delle sostanze tossiche. Consideriamo, infatti, che nei filtri di sigaretta rimangono sostanze nocive come catrame, nicotina e monossido di carbonio, ma anche ammoniaca, mercurio, cromo, selenio, nichel, piombo, e benzene. Abbiamo quindi deciso di incentivare la nascita di una filiera differenziata dei mozziconi, partendo dalla sensibilizzazione dei cittadini e quindi dalla raccolta e stoccaggio delle cicche, fino al loro riciclo, con la realizzazione di altri oggetti. Alcune ditte oltre oceano lo fanno già. Noi abbiamo scoperto che alcune persone, tra cui un italiano, sono già riusciti a brevettare dei sistemi per la pulizia, la lavorazione e il riciclaggio dei mozziconi. Ora si tratta proprio di sensibilizzare la gente a creare una raccolta differenziata. A Milano, un buon contributo può essere dato dai “cinerini”, distribuiti gratuitamente dall’Amsa ai gestori di locali pubblici, che raccolgono cenere e mozziconi. Purtroppo però ci sono ancora tante persone che gettano a terra, o addirittura sulle spiagge, le cicche di sigaretta, per cui occorre una sensibilizzazione al recupero.

Quali sono i vostri prossimi passi?

Un’azienda lombarda ci fornirà un primo stock di porta-mozziconi fissi da distribuire ovunque, e inoltre abbiamo in mente di lanciare un contest per il nuovo design dei cinerini. Stiamo inoltre definendo collaborazioni con alcuni gestori ambientali lombardi, fino ad arrivare alla verifica dei brevetti esistenti per il riciclo. In giugno siamo andate a Expo, per raccontare ”Ciccarolo”, e abbiamo presentato il nostro progetto anche allo “Shake up your city” di Bari, che valutava progetti di innovazione sociale. Ora proseguiamo a portare avanti la sensibilizzazione verso il pubblico.

Info: www.facebook.com/ciccarolo – ciccarolo2.0@gmail.com.

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