Anche quest’estate piano piano se ne va, come ogni giorno volge al tramonto; la natura nel suo percorso cambia i colori e così noi spettatori della vita guardiamo al domani senza perdere la speranza. Un’estate tragica che ognuno ha avuto modo di vivere. Una pagina di profonda meditazione è quella di Papa Francesco a Cracovia nei campi di di sterminio ad Auschwitz e Birkenau, nella silenziosa preghiera dove è morto, Padre Massimiliano Kolbe. Ai morti del treno, a Nizza, in Germania e nel resto del mondo. Ci chiediamo il perché degli orrori, del dolore. Dicono che nella vita abbiamo una croce che dobbiamo portare e che, nonostante il peso, bisogna sempre amare. Ricordo, anni fa, di un noto avvocato onesto e bravo, aveva un solo figlio e un giorno tragico il figlio uccise una persona. C’era anche la notizia di una brava psicologa e il dramma di suo figlio che si era suicidato. Strana, dolorosa la vita, si sentirono entrambi disarmati; senza risposta ai loro perché; ma non si sentirono sconfitti. Da quel giorno tutti e due aprirono delle associazioni per capire e aiutare gli altri. La vita ci mette tutti i giorni alla prova ma si deve, ogni giorno, portare la nostra croce attraverso l’amore. Oggi si uccide in nome di Dio. Il seguente pensiero di Soren Kierkegaard possa accompagnarvi nei giorni che verranno. “Io ho creduto nel mondo a tante cose che non ho visto, né sentite personalmente, ma che uomini degni di fede mi hanno riferito. Ho creduto alla testimonianza della storia. Nella vita di tutti i giorni ho creduto molte volte agli altri. Di tutte le cose credute molte erano già dimenticate il giorno dopo, perché prive di importanza. Molte mi hanno preoccupato per qualche tempo. Molte sono diventate parte di me stesso e ad esse rinuncerei con qualche difficoltà. Se anche tutto ciò fosse falso, potrei però sopportarne la perdita. Ma io ho creduto in Lui. E se anche in questo fossi stato ingannato, non solo mi troverei ad essere il più miserabile degli uomini, ma la mia vita verrebbe annientata alla radice più profonda. Tutto il resto non può nuocermi, poiché con una decisione di valore eterno mi sono assicurato la vita, credendo in Lui. Se è un’illusione, allora la mia vita è perduta. Ma non è così: io credo. La fede ha trionfato: io credo in Lui. Se qualcuno trema per me per il fatto che mi sono arrischiato tanto al largo, costui non mi compianga. Compianga piuttosto se stesso. Mi sono spinto al largo. Ho osato. Io credo.”