Testi, aumentano gli incidenti gravi. Che fare?

Intervista a Maurizio Carnazzola ex Comandante di Polizia Locale.

L’asse Zara-Testi rappresenta da sempre una criticità riguardo alla sicurezza stradale. Molto spesso infatti su questa arteria automobilisti e motociclisti, senza nessun rispetto del codice della strada, sfrecciano come se stessero guidando nell’autodromo di Monza. Per chi abita lungo il viale Fulvio Testi non è una novità, specie nelle notti d’estate, sentire tuonare i motori di auto e moto che ad altissima velocità tentano di anticipare il rosso del semaforo successivo. In questa situazione pericolosa è inevitabile quindi che possano capitare degli incidenti. Se poi coinvolgono veicoli che stanno viaggiando ad alta velocità il rischio per la vita delle persone aumenta. Negli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti come gli incidenti gravi siano aumentati; tra maggio e giugno sono state tre le persone che hanno perso la vita e numerosi sono stati i feriti dall’inizio dell’anno. Per fare un punto della situazione abbiamo sentito Maurizio Carnazzola, residente nella nostra zona, che durante la sua attività professionale è stato Comandante della Polizia Locale.
Dall’inizio dell’anno sono stati almeno 6 gli incidenti gravi avvenuti su Fulvio Testi. Perché questa escalation?
Questo incremento di sinistri stradali sul nostro viale corrisponde purtroppo a una tendenza negativa a livello nazionale (+ 1,4% di incidenti mortali) che si è registrata nel corso del 2015 per cui gli incidenti sono attualmente in ripresa rispetto al trend costantemente in calo dei 15 anni precedenti. Si tratta di un dato in controtendenza con gli obbiettivi del Piano della sicurezza stradale, documento programmatico con cui il governo e amministrazioni coinvolte si sono impegnate in linea con le direttive europee, a dimezzare la sinistrosità stradale nel periodo dal 2010 al 2020. Analizzando l’elenco degli incidenti rilevati sul nostro viale si può arguire che non siano dovuti alla conformazione strutturale di questa arteria di scorrimento ma probabilmente ai comportamenti alla guida. Dalle statistiche emergono le principali cause di incidente: la distrazione (o l’impiego del cellulare) che causa il 30% dei sinistri, l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza, il mancato rispetto dei semafori o dell’obbligo di dare precedenza e i colpi di sonno. Ricordo poi che il 70% degli incidenti avviene nelle città e che essi causano il 40% dei decessi per sinistri stradali.
Crede che l’installazione di dissuasori, come autovelox e Tred (dispositivo che rileva la violazione del semaforo), possa aumentare la sicurezza?
Tali apparecchiature hanno dimostrato la loro efficacia. Lo prova l’esperienza del Comune di Milano con l’istallazione a partire dal marzo 2014 dei sette autovelox su alcuni assi viari in città: su questi viali nel 2015 si è registrata una diminuzione del 63% dei sinistri stradali rispetto al 2013 e del 77% di incidenti con feriti rispetto al 2014. Peraltro nel piano di nuove pose di autovelox previste dalla nuova amministrazione comunale, proprio in viale Fulvio Testi si prevede l’attivazione di un nuovo apparato che aiuti ad aumentare la sicurezza.
Quali altre misure crede siano necessarie per migliorare la situazione attuale?
Ritengo che la sicurezza stradale debba essere tutelata sia in termini di prevenzione che di repressione delle scorrettezze dei guidatori. Occorrono più incisive campagne di divulgazione di buone pratiche per gli utenti della strada in linea con la cautela e la sicurezza necessarie per evitare di essere vittime (utenti deboli della strada come i pedoni e i ciclisti) o di causare sinistri stradali. Va rafforzata inoltre l’attività di presidio delle strade da parte delle pattuglie della Polizia Locale con posti di controllo per verificare le modalità di guida e le violazioni più pericolose (guida in stato di ebbrezza, velocità non conforme, uso dei cellulari durante la guida, copertura assicurativa del veicolo, sistemi di ritenuta compresi quelli destinati ai bambini, stato di usura dei veicoli).