Nello Rizzi, ovvero il panettiere d’oro

Nello Rizzi, 83 anni e non li dimostra, è il panettiere di V.le Suzzani 12. Lo definisco “d’oro” perché è stato premiato, nel 2004, con l’Ambrogino d’oro e con una grande coppa dalla Camera di Commercio Industria Artigianato “Milano Produttiva” per i suoi 58 anni di panificazione di qualità e, soprattutto, perché è una persona saggia, espansiva e altruista. Mi accoglie con la figlia Sabrina, in negozio, sorridente, allegro e io mi ritrovo in un luogo che profuma di buono, di pane, di dolci e di calore umano. Rimango quasi due ore che volano perché questa non è un’intervista ma un ritrovarsi tra amici. Nello si esprime così: “Il pane è vita” e “arte bianca”. Sì anch’io condivido ed apprezzo questo lavoro faticoso e creativo perché è fatto con passione, attenzione e dedizione. Lui ha iniziato a 11 anni e, con il passare del tempo, è riuscito a elaborare più di 20 tipi di pane e numerose varietà di dolci e pizze. Figlio di contadini, il padre anche pescatore, Nello, maggiore di 6 figli, ha una bella famiglia composta da 2 donne e 1 maschio e ben otto nipoti. Nativo del Veneto, Begozzo di Terrazzo (Verona), inizia come garzone e poi decide, a 13 anni, di venire a Milano per migliorare e imparare la sua “arte bianca”. Ricorda le 500 lire che, nel ’46, erano la sua paga settimanale più vitto e alloggio da Cislaghi, per circa due anni. Poi, da Dai Grossi Alberto, per 10 anni, dove, per la prima volta in città, si faceva il pane di segale e il pan carré. In seguito, a Senago, sempre per Dai Grossi, è a capo di 25 persone solo per preparare il pan carré. Una vita intensa, pesante, che l’ha fatto crescere, sopportare i momenti tristi e diventare un Panettiere Doc. Con i fratelli Carlo e Bruno, nel 1963, apre un laboratorio di panetteria e pasticceria in Via Pianell 54 che tiene per 15 anni. Con la moglie Neri lavora per 40 anni e nel ‘78 ha il suo negozio in Via V. Colonna che tiene per 14 anni. Infine, nel 1979, continua l’attività in V.le Suzzani 12, il suo “forno d’oro” dove crea panettoni, veneziane, torte, lo strudel tipico di Merano, pasticcini vari, la famosa michetta (simbolo di Milano), il pan meino, il pan puf (panino dolce), il pan biscotto veneto e molto altro ancora. Molti dei suoi clienti lo considerano il migliore del quartiere. Nella vita ha sempre dato aiutando, in zona, la scuola Maria Immacolata e attualmente la raccolta fondi “Un’amatriciana insieme” a Pratocentenaro. Di lui ha scritto F. Maestrini nel libro “Per i Milanes” (la sua michetta) e altri gli hanno dedicato poesie. Quindi una vita per il pane: si alza alle 3 e in silenzio inizia il suo lavoro. La conduzione familiare con figlie e nipoti è una chicca per Nello che è panificatore da quasi 70 anni e, stare lì a parlare con lui, è molto piacevole. Posso solo augurargli un mondo di bene: se lo merita davvero! Il pane è uno degli alimenti più antichi. Il primo pane lievitato risale a 6 mila anni fa in Egitto e, nel 168 a.C., è giunto all’antica Roma grazie ai fornai greci, prigionieri. Nello, l’artista di un cibo unico, importante: il pane, alimento fondamentale nella tradizione mediterranea.