Lo scandalo dell’ex alveo del fiume Seveso

Nella foto: Niguarda, in blu un pezzo dell’ex tragitto del fiume Seveso, e suo ex alveo.

Cosa si aspetta a trasferire al Comune le aree delle zona Ca’ Granda-Suzzani in modo di realizzare parcheggi per gli abitanti delle vie Val Cismon e De Angelis o per creare cortili e giardini pubblici in aree da anni in uso a privati?

Ne avevamo parlato due anni fa esatti, nel novembre del 2014. In quell’occasione avevamo analizzato il problema dell’ex alveo del fiume Seveso per capire se le delibere del CdZ 9 venivano recepite adeguatamente e in tempi idonei dal Consiglio Centrale del Comune, e il risultato, come ricorderete, purtroppo era che molto spesso le decisioni del governo locale non venivano prese in considerazione dal governo centrale. Ora siamo ancora qui a parlarne con Emilio Brusa, del Comitato “Stop Esonda Seveso”, che richiama l’attenzione sul problema dell’alveo del fiume in vista delle ultime normative. Stiamo parlando dell’annosa questione per cui, secondo una norma nazionale del 1927, sono da considerarsi demaniali tutte “le sorgenti, fluenti e lacuali”, e anche qualsiasi canale che possa sostituire il fiume: ne consegue che l’essere stato un corso d’acqua sistemato o modificato nel suo regime o nel suo percorso con opere artificiali non vale ad alterarne il carattere pubblico. Secondo la delibera 252 del CdZ 9, del 14/11/13, si chiedeva che una parte dell’ex alveo del Seveso venisse trasferito dal Demanio al Comune, avvalendosi del decreto legislativo 28/5/10 n° 85 (Federalismo Dema-niale) che permetteva, e ancora permette, a Comuni e Provincie di presentare richiesta di attribuzione a titolo non oneroso dei beni di proprietà dello Stato. I Comuni avevano tempo dal 1/9/13 al 30/11/13 per presentare la suddetta richiesta, e infatti la delibera del CdZ 9, che ricordiamolo è del 14/11/13, era stata presentata al Comune di Milano in tempo utile. Stiamo parlando di varie aree per un totale di 14.300 mq, di valore pari a poco più di 2 milioni di euro (2.078.957,00 euro), costituente parte dell’alveo del Seveso, in corrispondenza della Via De Gasperis angolo Viale Ca’ Granda, praticamente sul proseguimento della Via De Angelis verso Viale Suzzani, a fianco agli hotel Ibis e Novotel, per poi proseguire verso Via Matteucci.A quel tempo, il CdZ 9 richiedeva al Comune di Milano di fare richiesta di queste aree probabilmente per poter realizzare parcheggi per gli abitanti delle Vie Val Cismon e De Angelis, oppure per creare cortili e giardini ad uso dei cittadini di quartiere, e che invece sono da anni in uso a privati; infatti la parte dell’alveo in fianco agli alberghi (proseguimento di Via De Angelis) è utilizzato come parcheggio degli autobus in servizio agli hotel Ibis e Novotel. Quindi aree demaniali, che per legge dovrebbero essere ad uso pubblico, e sopratutto che secondo la delibera consiliare n° 252 del novembre 2013 potrebbero essere in gestione al Comune di Milano, risultano invece ancora in conduzione a privati. Già la parte dell’alveo che, oltrepassando il Viale Suzzani, prosegue verso Via Matteucci e curva verso Sud, ormai chiusa da un cancello privato, e utilizzata come parcheggio privato interno ad una Concessionaria, è stata oggetto di atto di vendita il 25 ottobre 2006. In tale data infatti, il Demanio ha ceduto l’area di 2.137 mq, dietro corrispettivo economico, alla Società Celle S.r.l., in virtù dell’art 5 bis della legge 212/2003, che prevede la possibilità di acquisizione di una superficie demaniale da parte di privati, ossia se già “interessate, alla data di entrata in vigore della legge, dallo sconfinamento di opere eseguite entro il 31.12.2002 su fondi attigui di proprietà altrui in forza di licenze o concessioni edilizie ma in assenza di espressa autorizzazione dello Stato proprietario”. Ci spieghi meglio, signor Brusa… Nel 2013, il Comune di Milano presentò domanda per cessione gratuita di altri tratti dell’Ex Alveo Fossa Interna, ma stranamente la scheda MIB0562, relativa appunto, fra altre aree, all’Ex Alveo Torrente Seveso di Via De Angelis-Via Matteucci, non fu richiesta. L’ultimo tratto della Via De Angelis sin dal 2000 era già in programma per l’esecuzione di opere di urbanizzazione, ma i lavori si fermarono in quanto ci si rese conto che i tratti dell’Ex Alveo del torrente Seveso (deviato nel 1970), erano ancora di proprietà del Demanio Statale. Verso la fine degli anni ‘90, con la nuova costruzione dei due alberghi Novotel e Ibis, questo tratto di strada è stato chiuso dal 1998 al 2008 e riservato a parcheggio dei pullman degli alberghi; chiusura probabilmente abusiva, visto che pare non risulti alcun contratto d’affitto, per cui nel 2008 hanno dovuto riaprire la strada, ma delle opere di urbanizzazione previste non se ne è più fatto nulla tanto che ancora oggi quel tratto risulta quasi in stato di abbandono. E ora cosa può cambiare? Come mai tanta urgenza d’intervento? L’art 10 del “Decreto Milleproroghe” ha previsto la riapertura dei termini per la richiesta di beni di proprietà dello Stato, a titolo non oneroso: le Amministrazioni locali, e quindi il Comune di Milano, fino al termine del 31 dicembre 2016, potranno presentare domande di trasferimento di beni presenti sul proprio territorio, da valorizzare con progetti di recupero in linea con i programmi di rigenerazione urbana e con le esigenze dei cittadini. Il che probabilmente non significa che le esigenze siano quelle di lasciarne fare uso a due alberghi… Sì, ma sopratutto è opportuna una riqualificazione di queste aree, che tra l’altro sono anche ampie. Non c’è tempo da perdere: ora il Comune può fare richiesta entro il 31 dicembre 2016! E noi speriamo che ciò possa essere fatto, e invitiamo il Municipio IX a verificare che ciò sia eseguito.