Parco Nord: l’impegno entusiasta del nuovo presidente

Roberto Cornelli: “Tratteremo il polmone verde metropolitano come il nostro giardino di casa”

Roberto Cornelli, già sindaco di Cormano per due mandati, dal 12 febbraio è il nuovo presidente del Parco Nord. Succede a Giuseppe Manni, già sindaco di Bresso per due mandati. Entrambi con grande esperienza ed entrambi legati indissolubilmente alla vita e allo sviluppo del nostro immenso polmone verde.
Pronto per la nuova sfida che l’aspetta?
La sfida è bella e importante. Il mio incarico da sindaco di Cormano si è concluso nel 2014 e in questi tre anni ho continuato a fare il mio lavoro di professore universitario. La proposta di fare il presidente mi ha colto di sorpresa, una bellissima sorpresa per la verità. Sono pronto a mettermi in gioco, mettendo tutta la mia competenza e la mia passione per un progetto a cui sono fortemente legato.
Lei ha scritto: “Ho sempre avuto un debole per i luoghi di socialità e di connessione, di innovazione e di memoria. Luoghi in cui il rispetto per ciò che c’è e si è costruito nel corso degli anni è così forte da rendere entusiasmante ogni sfida futura. Ho sempre avuto un debole per il Parco Nord: fascia verde del Nord Milano che con le sue ali di farfalla dà respiro a centri abitati, zone produttive e arterie stradali; luogo del tempo libero, dello svago e dell’incontro per centinaia di migliaia di persone; sito della memoria antifascista, della storia industriale e del riscatto ambientale; progetto che guarda all’Europa, che accoglie le sfide della città metropolitana e che pensa continuamente alla qualità del vivere urbano”. Una dichiarazione d’amore incondizionata alla creatura, forte e fragile nello stesso tempo, che dovrà accudire per i prossimi anni. Cosa rappresenta per lei il Parco Nord?
È vero, ho sempre avuto un debole per il Parco Nord: è stato parte della mia vita, quasi fosse il mio “giardino di casa” dove ho trascorso momenti indimenticabili della mia biografia più personale. Da sindaco ho conosciuto più da vicino il grande lavoro quotidiano della struttura del Parco Nord, coi suoi dipendenti e i tanti volontari, a partire dalle Guardie Ecologiche Volontarie, per renderlo così bello e attrattivo. Ho compreso che questo Parco è un’esperienza straordinaria, punto di riferimento in Italia e in Europa e necessità quotidiana per le persone che abitano l’area metropolitana milanese. Da presidente vorrei occuparmi del parco con la cura che si ha per il proprio giardino, con il rispetto che si ha quando si entra nel giardino degli altri, con l’orgoglio che questo giardino non è né mio né di altri, ma di tutti.
La sua presidenza sarà in continuità con l’operato di quella precedente? Quali sono i primi passi che intende compiere nel nuovo ruolo? Su quali progetti si attiverà?
Chiunque conosca un po’ la storia e la realtà odierna del Parco Nord non può che mettersi in continuità con un progetto che dagli anni Settanta a oggi ha visto realizzare quello che per molti era una speranza. Per me essere in continuità è ancora più semplice, data la stima e l’affetto che ho per Giuseppe Manni, il mio predecessore. Per me continuità significa poter contare sulla forza di un progetto, non sulla reiterazione rituale di ciò che si è fatto nel passato. Continuità e rinnovamento possono, anzi, devono stare insieme, in un gioco di reciproco rafforzamento. Per questo la sfida, forse la più grande attualmente sul piatto, che voglio cogliere, tenendo conto di ciò che è il Parco Nord ma anche del fatto che bisogna sempre guardare avanti, è la fattibilità della realizzazione di un Parco di scala metropolitana. Certamente a questo progetto dedicherò molto impegno.
Mi corre l’obbligo di farle una domanda un po’ scomoda. Cosa ne pensa della vasca di laminazione che il progetto Governo/Regione/Aipo/Comune di Milano prevede di costruire nell’area del parco al confine tra i Comuni di Milano e Bresso?
Non è una domanda scomoda, anzi. Su certe vicende bisogna essere molto trasparenti e sereni nell’esprimersi. Divento Presidente in un momento in cui buona parte dell’iter amministrativo per la realizzazione della vasca si è svolto e in cui ciascuno ha espresso, talvolta anche dal punto di vista legale, le proprie ragioni. Il Parco, nell’ambito delle sue competenze, ha svolto un ruolo importante nel chiedere e ottenere opere compensative. Bisogna proseguire in questa direzione, tenendo a mente il parco nord nella sua totalità: se si utilizza un’area verde per un’opera indicata come necessaria a evitare esondazioni nei centri abitati, se ne deve guadagnare una verde di pari dimensioni altrove e occorre assicurarsi che le opere siano il più possibile compatibili e utili al parco. Vedremo come proseguirà l’iter amministrativo, ma si può star certi che terremo la barra dritta sugli interessi del Parco, che sono gli interessi di tutti noi che lo frequentiamo.