I sogni nelle otto paia di scarpe consumate di Michele

Dall’Australia con successo! È tornato in Italia Michele Evangelisti, che ha felicemente concluso il suo tour “Across the Outback” marciando chilometri a sostegno dell’Associazione Unità Spinale (Aus) di Niguarda. Vi avevamo parlato di lui già nei numeri scorsi di “Zona Nove”: 37 anni, toscano di Cecina, che attualmente vive nelle Langhe piemontesi, agente di polizia giudiziaria a Torino, sportivo dall’età di 5 anni. Il 28 febbraio scorso, presso lo Spazio Vita dell’Ospedale Niguarda, Michele ha raccontato la sua difficile esperienza sportiva sempre col sorriso sulle labbra, spiegando che per lui lo sport è la sua vita e che ha deciso di utilizzare le sue gambe per chi non può farlo. Grazie alla mamma di un bimbo di 8 anni, strappato alla vita da una malattia fulminante, ha avuto occasione di conoscere gli amici dell’Aus Niguarda Onlus, che cerca di riabilitare le persone con lesioni spinali. E così è nata questa collaborazione, che lo ha portato a macinare più di 3.000 km in poco più di un mese, per sensibilizzare e far conoscere una realtà tanto importante e nobile quale lo è Aus Niguarda Onlus e lo Spazio Vita, che ogni giorno si sforzano di dare quel “quid” in più ai pazienti e, come ha accennato il direttore sanitario Giuseppe Genduso, collaborando con tante associazioni, cercando non solo di curare le persone, ma anche di creare un ambiente familiare. Partito da Darwin lo scorso 13 novembre, Michele ha attraversato l’Australia da nord a sud, giungendo in Victoria Square, ad Adelaide, il 27 dicembre alle ore 17.07, dopo 3.113 km, 45 giorni, 8 paia di scarpe consumate su ogni tipo di terreno (l’85% del quale era asfalto), sotto sole, pioggia e monsoni, con giornate e notti afose e umide, attraversando luoghi sacri agli aborigeni, tenendo una media di marcia di circa 70 km al giorno e il consumo di circa 15 litri di acqua al giorno, con una perdita totale di circa 8 kg di peso. Quando gli è stato chiesto quali sono state le difficoltà e con che tipo di alimentazione si nutriva, sorridendo ha spiegato: “Lì non c’è tanta verdura, ma legumi sì: tanti fagioli e piselli. È stato difficile nutrirsi. L’asfalto è veramente duro, di granulato grosso. È come correre su una lastra di pietra. In un ambiente così, anche le piccole cose diventano problematiche, con insetti ovunque e qualche serpente.” A seguirlo in quest’avventura solo altri due ragazzi: Mattia Fedele, il fisioterapista, e Riccardo Monti, il fotografo, oltre ai continui contatti con esperti dall’Italia, che hanno evidenziato la forza e la determinazione di Michele, che in situazioni di forte stress e stanchezza, quando molti si sarebbero fermati, andava avanti. E Michele aggiunge: “Nel percorso in questi deserti australiani mi era di compagnia un pensiero: ero talmente motivato di portare avanti questo progetto per l’Aus, che nemmeno per un momento ho pensato di non farcela, neanche quando ho corso con 50 gradi. So che sarebbe stata molto più dura se mi fosse mancato il sostegno e l’affetto di chi mi ha seguito a distanza. La cosa buffa era quando incontravo persone che mi chiedevano cosa facessi, e quando, col mio inglese non accademico, spiegavo che correvo per raccogliere fondi per l’Aus, mi donavano offerte tranquillamente, cosa che qui in Italia difficilmente sarebbe accaduta”. A conclusione dell’incontro è intervenuta Giovanna Oliva, presidente dello “Spazio Vita” che ha detto: “Tu avevi un sogno, Michele, e hai seguito il tuo sogno nelle scarpe, ma anche io avevo un sogno: accogliere iniziative come queste per lo Spazio Vita e l’Aus! Grazie!” (Roberta Coccoli)
Info: www.micheleevangelisti.com – Spazio Vita Niguarda”: Piazza Ospedale Maggiore 3, 026472490 – www.spaziovitaniguarda.it.