Anche quest’anno il Progetto sulla Legalità della Civitas Virtus ha coinvolto diversi ragazzi delle Scuole Secondarie di I grado

Lunedì 3 aprile i ragazzi delle Scuole Secondarie di I grado del Municipio 9 hanno aderito al Progetto sulla Legalità “La mafia fa schifo” proposto dall’Associazione Civitas Virtus. Hanno incontrato, presso l’Aula Magna dell’Ospedale Niguarda, il prof Giuseppe Teri, vicepresidente nazionale della Scuola di Formazione Antonino Caponnetto e referente delle Scuole Secondarie di II grado per l’Associazione “Libera, nomi e numeri contro la mafia”. Si ringrazia l’Ospedale Niguarda che ha avuto il piacere di ospitare lo svolgimento dell’incontro ed in particolare il Direttore Sanitario Giuseppe Gesundo che ha voluto salutare personalmente i ragazzi partecipanti. Il Progetto che la Civitas Virtus propone da qualche anno è un percorso per le seconde e terze medie, che prevede letture in classe sulla mafia, visite a beni confiscati, incontri con ragazzi delle associazioni antimafia e, in collaborazione con il Mic, una mini-rassegna cinematografica sul tema. L’incontro conclusivo del 3 aprile è stato un momento molto interessante che gli studenti hanno saputo apprezzare. Un dibattito durato due ore circa, durante il quale il prof Teri ha saputo tenere alto il livello di attenzione e i ragazzi intelligentemente hanno sfruttato l’occasione per porgergli delle domande. Il professore ha parlato di personaggi che hanno cercato di combattere la mafia schierandosi in prima persona, collaborando come testimoni di giustizia o svolgendo il proprio lavoro di magistrati, giudici, poliziotti o questori; ha parlato di persone morte ammazzate ma che hanno suscitato emozioni, ribellioni e risvegliato le coscienze perché le loro morti non sono state vane. Ai ragazzi ha lasciato un messaggio di vita e di speranza sottolineando il fatto che l’insieme delle Associazioni Antimafia sorte dal 1992 in avanti sono l’esempio chiaro che la gente vuole lottare e collaborare per un mondo libero da infiltrazioni mafiose. Ha sottolineato in modo particolare quanto sia importante sin da piccoli chiedersi cosa si possa fare per abellire il mondo che ci circonda, partendo da ciò che noi stessi possiamo fare in prima persona e soprattutto li ha incitati a non vivere da tifosi, cioè come se si stesse guardando una partita di calcio stando ad osservare, ma ad intervenire per partecipare e farsi sentire. Il personaggio ha affascinato i ragazzi, i quali si sono dimostrati molto interessati all’argomento, nonostante la loro giovanissima età. Durante il dibattito si è discusso di bullismo, di corruzione, partendo da esempi quotidiani o spaziando da periodi e scenari politici riguardanti anni passati fino ad oggi. Una cosa molto bella su cui si è riflettutto è stata la considerazione del fatto che, a differenza degli adulti, i giovani hanno tanto da imparare e che se guidati e consigliati bene riescono a trasgredire meno degli adulti. E proprio perché la formazione deve cominciare dalle giovani generazioni, il professore diventa maestro, insegnante, un insegnante che non si mette in cattedra, come tiene a sottolineare, e incontra i ragazzi nelle scuole.