Municipio 9: approvato il piano triennale delle opere pubbliche

Ecco quali sono, nel bene e nel male, le priorità richieste al Comune

Giovedì 29 giugno, visto che la settimana precedente la seduta era stata sospesa per mancanza del numero legale (che deve essere garantito principalmente dalla maggioranza), dopo ampio e approfondito dibattito il Municipio 9 ha approvato la delibera riguardante il Piano Triennale delle Opere (Pto). Il documento licenziato fa seguito alla richiesta, pervenuta ai Municipi dal Comune, di indicare le loro priorità. È chiaro a tutti che le risorse economiche sono quelle che sono e di fronte alle molteplici esigenze dei nostri quartieri bisogna necessariamente stilare un ordine ovvero decidere cosa realizzare prima e cosa, a malincuore, rimandare più in là nel tempo. E queste sono decisioni politiche. La maggioranza in Municipio 9 ha fatto le sue valutazioni e ha redatto “la lista della spesa”. Ne è uscito un atto che lascia perplessi, perché ad esempio alcuni quartieri sono stati maggiormente premiati rispetto ad altri, tanto che, se dovessimo dare un titolo alla vicenda, verrebbe facile scrivere “Una delibera in chiaroscuro”. Lasciamo ad ogni lettori la valutazione se prevale il chiaro o lo scuro.
Il documento predisposto dalla Giunta Municipale e sottoposto alla discussione prima della Commissione istruttoria e infine del Consiglio di Municipio per l’ultima parola, conteneva diverse opere fondamentali da realizzare come ad esempio, per occuparci solo dei quartieri dove viene diffuso “Zona Nove”, il prolungamento di via Cecchi fino a viale Suzzani e la riqualificazione della Piscina Scarioni, temi già discussi e sottoposti al Comune di Milano anche dal Consiglio di Zona 9 nel suo ultimo mandato. Nel corso della discussione in Commissione e in Consiglio sono stati evidenziati dai consiglieri di opposizione alcune lacune alla delibera predisposta che meritavano di essere colmate. In particolare, sempre per i “nostri” quartieri, le proposte migliorative riguardavano due temi anch’essi ampiamente dibattuti dal CdZ 9 nel precedente mandato, ovvero il mercato Lagosta- Garigliano e il parcheggio di interscambio M5 Bignami.
Sulla questione mercato Garigliano-Lagosta si stanno cercando soluzioni abborracciate per arrivare al vero traguardo, sempre perseguito dal centrodestra milanese, sia quando è in maggioranza sia quando è all’opposizione, ovvero il non spostamento delle bancarelle dalla loro sede storica, ormai palesemente inadeguata a rispondere alle esigenze degli ambulanti, dei fruitori e dei residenti. Anche su questo tema il CdZ 9 si era impegnato per spostare le bancarelle nel tratto di viale Zara compreso tra viale Stelvio e piazzale Lagosta riuscendo a convincere la Giunta Pisapia, i residenti e anche, pur con non pochi mugugni, gli ambulanti. E invece l’attuale maggioranza del Municipio 9 persevera con il mantenimento del mercato nelle strette vie dell’Isola compresa via Volturno che, lo rammentiamo, ora ha le uscite della M5, incluse quelle di emergenza e le piste ciclabili.
Non è andata meglio per la seconda opera mancante nella prima stesura del documento ovvero il parcheggio di interscambio M5 Bignami. La proposta dell’opposizione di inserire anche questa infrastruttura fra le opere strategiche della zona 9, come è stato giustamente fatto per l’altro parcheggio M3 Comasina, è stata cassata dai consiglieri di maggioranza e così i quartieri Bicocca, San Giuseppe ma anche Pratocentenaro continueranno a fare i conti con i consistenti flussi di auto dei pendolari e con la cronica carenza di parcheggi.
Oggettivamente si poteva e si doveva fare meglio. Ecco spiegato il motivo della “delibera in chiaroscuro”.