GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Che cosa si può fare per la cefalea

Il dolore non è mai fine a se stesso, è un segnale che ci parla e comunica che qualche cosa in noi dovrebbe essere preso in considerazione. Il piano alto del nostro corpo, quindi la testa… il capo, ovvero la sede del pensiero e del controllo, indica la “regione” della “ragione”. La cefalea colpisce il luogo dei conflitti fra istinto e raziocinio, dove le attività logico-razionali impediscono all’istintualità di prendere il sopravvento. Anche un’aggressività vissuta come negativa e quindi inibita e controllata, insieme ad un eccesso di difesa dal mondo esterno che ci travolge di preoccupazioni, può procurare una continua tensione muscolare sia alla nuca che alle fasce muscolari facciali ed oculari. Dal punto di vista circolatorio vi possono essere modeste contrazioni delle pareti vasali con ridotto afflusso di sangue. I rimedi che la natura ci offre sono molteplici ed efficaci se assunti con costanza, insieme alla consapevolezza che la situazione impone dei cambiamenti… prima di tutto le abitudini alimentari, infatti sia fegato che intestino esprimono il loro squilibrio proprio con cefalee ed eruzioni cutanee. La fitoterapia viene in aiuto con piante le cui peculiarità risultano efficaci su alcuni tipi cefalgici e non su altri; per esempio la lavanda è un fiore usato fin dall’antichità per curare la cefalea nelle persone che trattengono molto le emozioni. Il ginepro è adatto alle persone contorte, che rimuginano e per chi ha problemi digestivi. L’alchemilla è adatta alle donne chiuse in se stesse, molto critiche e pratiche… indicata per la cefalea mestruale. L’ortica e l’aglio vengono usati da tempo immemorabile per depurare l’organismo, adatte a persone sanguigne che abusano delle proprie forze. La melissa e la valeriana per gli ipersensibili che stanno sempre in tensione. Sono favorevoli anche le docce fredde ai piedi per calmare le cefalee da eccesso di lavoro intellettuale, come risulta altresì fondamentale scaricare l’energia compressa in una moderata attività fisica quotidiana… tenendo conto anche di discipline morbide e rilassanti come lo yoga o il tai-chi. Infine è possibile considerare uno stato tossico latente dovuto alla presenza di intolleranze alimentari che contribuiscono all’insorgere di stati dolorosi vaganti e verificabili con un semplice test non invasivo. La mia esperienza di terapeuta mi ha portato a constatare molti miglioramenti dopo un riequilibrio alimentare. Non dimentichiamo però la parte psicosomatica del sintomo: in sostanza la cefalea può essere considerata la voce del nostro istinto/inconscio che irrompe con dolore per farci “sentire” che ogni tanto ci farebbe bene “perdere la testa” e abbandonarci all’ignoto!

Paola Chilò, Naturopata esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomaticoPer informazioni o appuntamenti: Tel. 3396055882 – Studio Naturopatia in Via Terruggia 1, 20162 Milano – e-mail naturopaki@gmail.com.

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