Prolungamento M5 e avanzamento lavori M4 Il sindaco Sala incontra il ministro Delrio

Anche in agosto Milano e la sua Amministrazione non vanno in vacanza, come da buona tradizione meneghina. Si spiega così l’incontro a Roma del 2 agosto fra Beppe Sala e Graziano Delrio. Oggetto della discussione due progetti essenziali per lo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana: il completamento della metro M4 e il prolungamento della M5. Ecco le tappe e il possibile cronoprogramma: progetto di fattibilità tecnica ed economica pronto entro un anno, per giugno 2018, e partenza dei cantieri entro la fine del mandato, quindi prima del 2021. Va detto però che l’incontro è stato organizzato prima di tutto per fare il punto sullo stato di avanzamento lavori della M4 – i cantieri ormai attraversano tutta la città – e che si è approfittato del faccia a faccia per riparlare del prolungamento della M5. Rammentiamo, come scriviamo da almeno L’aumento dal 2016 al 2017 è pari a 5 milioni di passeggeri. Sono oltre 180 milioni gli ingressi in metropolitana nei primi sei mesi del 2017: lavoratori, studenti, turisti che hanno usato le quattro linee del metrò per muoversi in città e che, in percentuale, vogliono dire un aumento del 3 per cento dei passeggeri. E lo stesso dato, il 3 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016, è quello che Atm rileva sulla vendita di biglietti e abbonamenti. Fatto che fa pensare all’Amministrazione che, se a fine 2016 i passeggeri totali dei mezzi pubblici di Milano sono stati circa 716 milioni, quest’anno il numero complessivo dovrebbe raggiungere un livello sensibilmente superiore. Il feeling di Atm con i milanesi si può sintetizzare con questo strabiliante dato, punto di partenza e non certo di arrivo per una Milano migliore: più del 57 per cento dei milanesi si sposta usando bus, tram e metropolitana. Ma non sono solo i milanesi a decretare il successo del trasporto pubblico locale: turismo in crescita, grandi eventi, strette alla circolazione del traffico privato, soprattutto in centro con l’Area C e la partenza anticipata del servizio del metrò al mattino, per far viaggiare anche i turnisti e quanti iniziano a lavorare presto, sono altri segnali di questi ottimi risultati. Tutto ciò non basta perché bisogna incidere pesantemente sui pendolari: per fare respirare Milano bisogna aumentare i passeggeri dei mezzi pubblici dell’area metropolitana ovvero di coloro che arrivano con la propria auto fino a una stazione di interscambio e poi prendono i mezzi per raggiungere il luogo di lavoro o di studio in città. Solo facendo sì che questo fiume di persone lasci l’auto nel box si può evitare di intasare tutte le mattine la Milano-Meda, la vecchia Comasina e viale Testi, giusto per fare tre esempi che impattano sui nostri quartieri. Non è facile ma bisogna farlo perché ormai è anacronistico non pensare in un’ottica di Città Metropolitana. La Grande Milano è veramente grande se guarda oltre i propri confini amministrativi. Saranno in tutto 12mila le bici a disposizione dei cittadini di Milano entro la fine dell’anno. Due gli operatori a gestire il servizio che il Comune ha diviso in 3 lotti da 4mila bici ciascuno: Mobike, che avrà una flotta di 8mila mezzi (due i lotti aggiudicati), e Ofo con una flotta di 4mila (un lotto). Le due ruote ‘free floating’ potranno essere prelevate dal posteggio grazie ad una App dedicata e lasciate alla fine dell’uso. Le biciclette potranno essere parcheggiate anche lungo i bordi delle strade laddove non ci sia sosta riservata o divieto e in tutte le aree di sosta per velocipedi presenti in città, un po’ come gia avviene per il car sharing. Oltre 400 posti saranno poi dedicati esclusivamente alle bici in condivisione a flusso libero e saranno localizzati in tutta la città: da Corvetto a Certosa, da Garibaldi a Bisceglie, da Loreto a Crescenzago, da Cinque Giornate a Maciachini, quest’ultima posizione strategica per gli abitanti della zona 9. Milano sempre più all’avanguardia è sempre più impegnata a togliere traffico privato dalle strade cittadine. Grazie a questa innovazione potenzia lo strumento dello sharing (condivisione) e soprattutto lo allarga a tutta la città, rispondendo alla pressante richiesta dei cittadini e ad uno degli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. L’utilizzo condiviso della bicicletta negli spostamenti in città, sia in modo esclusivo sia abbinato al trasporto pubblico, contribuirà a ridurre ancora quel 30% di milanesi e quel 58% di “forestieri” che utilizzano abitualmente l’auto privata per i loro spostamenti quotidiani, aiutando la città sia a essere meno congestionata sia ad avere un’aria più pulita. TRASPORTI PUBBLICI/1 un anno, che c’è in ballo un progetto da 1,3 miliardi per realizzare le dieci fermate che andranno dalla stazione di Bignami fino alla Villa Reale di Monza, con un prolungamento di circa 8 km. L’opera era stata già inserita dal governo tra le trenta infrastrutture strategiche dei prossimi anni. A dicembre sono stati sbloccati i primi fondi, quelli inseriti nel Patto per Milano firmato da Sala e dall’allora premieri Renzi: dei 100 milioni previsti, 16 sarebbero quelli destinati al progetto per prolungare la M5. Ma la certezza che serve, quella più importante, è sulla quota di fondi che il governo stanzierà per i cantieri. Come abbiamo scritto a luglio, Fs sono entrate nel cda di M5 spa, la concessionaria della Lilla, con l’acquisizione del 36,7% da Astaldi: l’operazione è costata a Fs 64,5 milioni di euro. Fs aveva spiegato che così “i progetti per il prolungamento verso Monza e Settimo Milanese della linea Lilla, importante tassello della mobilità metropolitana milanese, potranno così beneficiare di una forte accelerazione”. Se Governo, Istituzioni Locali e Fs parlano la stessa lingua e soprattutto aprono il portafoglio tutto diventa fattibile.