Incendiato deposito di rifiuti a Cinisello. Come a Bruzzano “puzza di mafia”

Alba del 2 ottobre, a Cinisello: come a Bruzzano a luglio (vedi “Zona Nove” di settembre) è scoppiato un incendio distruttvo in un deposito di rifiuti (di proprietà della stessa ditta che gestiva il capannone andato a fuoco a Bruzzano). Sull’incendio di Cinisello si può quindi dire quanto abbiamo scritto per quello di Bruzzano. “Qui c’è puzzo di mafia” sulla base di quanto ha detto in una nostra intervista Nando Dalla Chiesa: “Quello del fuoco è il tipico linguaggio mafioso, ci sono testimonianze di atti di questo tipo fin dai primi decenni dell’800. Si tratta di un metodo particolarmente efficace, perché consente di ottenere il massimo risultato con il minimo rischio: il fuoco provoca un danno, spaventa, atterrisce senza eccessivo clamore. In pratica, provoca gli stessi effetti di un omicidio, pur trattandosi di un reato minore. È chiaro, quindi, che le organizzazioni criminali vi facciano spesso ricorso”. Del resto, lo stesso assessore Marco Granelli non sembra avere dubbi : “Questa catena di incendi alimenta forti sospetti – ha scritto -. Dobbiamo continuare con le verifiche e chiedere alle autorità competenti maggiori garanzie. Non possiamo avere questi fenomeni così rischiosi vicino alle case e soprattutto evidentemente privi di garanzie o peggio con il sospetto che siano oggetto di pratiche illegali”.