La parabola del mitico meccanico della Ferrari di Zelig (e dello Zonino)

Ha perso tutto. Non ha più un lavoro, non ha più una famiglia, non ha più un soldo e non ha più una casa. Tanto che si è ridotto a dormire in auto. Eppure ll 60enne Marco Della Noce fino a qualche tempo fa era felice della propria redditizia popolarità. Non a caso, abitando lui dalle parti di viale Sarca, il nostro giornale gli aveva conferito lo Zonino d’Oro. Marco fa il comico e il cabarettista per anni e con ottimi risultati. Debutta nel 1988 aggiudicandosi il premio della critica al Festival nazionale del Cabaret. Grazie a questa vittoria Antonio Ricci lo vuole nel programma comico “Drive in”. Negli anni novanta con la Gialappa’s Band partecipa a “Mai dire gol” e con Serena Dandini a “L’ottavo nano”. Ma Della Noce diventa famoso nel 1998- 2000, quando a Zelig, accanto a Claudio Bisio, fa ridere mezza Italia con i tormentoni in dialetto emiliano del suo personaggio Oriano Ferrari, capomeccanico della Ferrari che si diverte a fare scherzi a Sochmacher (storpiatura del cognome del pilota tedesco della Ferrari). Il grande successo gli permette così di partecipare nelle vesti di attore a tre film. Nel novembre 2012, in “Made in Sud” su Rai 2, si esibisce nel personaggio di “Larsen”, il microfonista della trasmissione. Nel 2013-14, infine, fa parte del cast di “Striscia la notizia” nei panni di Capitan Ventosa. Ma dopo il successo, le serate in tv, le parti da attore e di doppiatore al cinema, arriva la mazzata. Tutto inizia con la la separazione da sua moglie. Dopo il divorzio, la sua ex compagna chiede e ottiene – stando alla ricostruzione del comico – il sequestro della sua partita Iva per garantire il pagamento degli alimenti per i figli. Così l’attore perde ogni fonte di guadagno e viene sfrattato dalla sua casa di Lissone. Marco racconta: “Sto girando un film con Massimo Boldi quando mi comunicano del pignoramento. Le tv e le agenzie mi chiudono la porta in faccia e molti colleghi preferiscono ignorarmi. Non potendo lavorare non posso neppure fare fronte alle richieste di mia moglie cui avevo chiesto di rivedere il mantenimento visto le condizioni in cui mi trovavo. Ai giudici ho presentato un ricorso di cui attendo ancora il responso”. La tesi della ex è opposta: “E da anni che Marco beve e sperpera i soldi. La storia che lui racconta è un’invenzione: tutto è molto precedente al pignoramento della partita Iva”. Comunque sia, c’è un gruppo di attori e cabarettisti, tra cui Claudio Bisio, che ha deciso di aiutarlo organizzando spettacoli destinati a raccogliere fondi per lui e sensibilizzando l’amministrazione comunale di Lissone affinché gli trovi al più presto una sistemazione dignitosa. (