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ATM: Dal 1° gennaio 2019 il biglietto ordinario a 2 euro

ATM: Dal 1° gennaio 2019 il biglietto ordinario a 2 euro

Va bene fidelizzare l’utente con abbonamenti competitivi e offrire un servizio di qualità, sia in termini di frequenze sia di estensione delle rete, ma si deve cercare di non scaricare tutto ciò sugli utenti occasionali che comunque, utilizzando il mezzo pubblico, concorrono anche loro a ridurre il congestionamento da traffico privato della nostra città. Evidentemente non la pensa così, o probabilmente non può fare altrimenti, la Giunta guidata da Beppe Sala che, nell’ultima seduta del 2017 ha deciso che, a partire dal primo gennaio 2019, il prezzo della corsa singola Atm costerà 2 euro, ovvero 50 centesimi in più rispetto alla cifra attuale. Una decisione, che ha suscitato una levata di scudi dalle opposizioni di Palazzo Marino, dalle associazioni dei consumatori e dagli stessi cittadini/utenti, che porta Milano ad avere i biglietti ordinari tra i più cari d’Europa, dietro soltanto a Berlino e Londra. Per dovere di cronaca va detto che l’ultimo aumento, da 1 euro a 1,50, deciso da Giuliano Pisapia, risale al 2011 quindi passerebbero 8 anni fra un aumento e l’altro. Ma è già tutto deciso oppure si può ancora sperare in un congelamento dell’aumento? Le parole del sindaco Sala lasciano aperto uno spiraglio, chiamando in causa la Regione: “Il trasporto pubblico di Milano costa 826 milioni l’anno, di questi 390 milioni vengono coperti da biglietti e abbonamenti. Il resto dovrebbe essere coperto dai contributi che il governo eroga attraverso la Regione, ma la Lombardia non è riuscita in questi anni a farsi riconoscere dal governo il dovuto”. Anche l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli, ha voluto fare alcuni precisazioni, perché l’aumento del biglietto non è un capriccio di Palazzo Marino ma una necessità per fare quadrare i conti: “Il Comune mette molte risorse, 170 milioni di euro per le spese più 20, 25 milioni all’anno per la manutenzione straordinaria e in più abbiamo la linea 5 che ha un costo di 90 milioni all’anno di spese di gestione. E nel 2020 avremo il prolungamento della M1 che sono altri 10 milioni all’anno”. Insomma dalle parole di sindaco e assessore si capisce che Milano sta già facendo abbondantemente la sua parte e per non ritoccare il costo del biglietto serve che aumenti il contributo della Regione e del Governo. Non dobbiamo infatti dimenticarci che poi arriveranno anche i costi aggiuntivi di gestione della M5 e della M4 che rischiano di fare saltare il banco. In tutta questa vicenda non è ancora chiaro se verranno ritoccati anche i costi degli abbonamenti. Anche in questo caso pare che l’incremento ci sarà ma si farà di tutto per limitarli al minimo e salvaguardare le fasce più deboli.

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