Non c’è soltanto il Danubio blu. Anche il Seveso una volta tanto diventa celestiale

Il Seveso blu! Stentavamo a credere ai nostri occhi la mattina del 7 febbraio scorso. Qualcuno di noi è anche daltonico e quindi ha dato la colpa alla propria vista. Poi nel volgere di qualche ora le notizie ufficiali hanno fatto luce sul mistero e tutto è rientrato nella “norma”. Norma che, è bene ribadirlo per l’ennesima volta, si configura sotto forma di un corso d’acqua pesantemente inquinato, puzzolente e deturpato da centinaia di scarichi abusivi. Stavolta però gli scarichi abusivi non hanno alcuna responsabilità. Il Seveso è diventato blu per colpa di uno sversamento accidentale di un’azienda comasca. È stato infatti accertato che la colorazione è imputabile alla rottura di un tubo che ha scaricato circa 1000 litri di colorante blu utilizzato da un’azienda di Senna Comasco operante nel settore della chimica per arti grafiche, stampa e fotografie. Il liquido si è riversato nella rete fognaria e da qui è giunto al depuratore di Carimate e poi, proseguendo il suo flusso nel Seveso nella provincia di Monza, è giunto fino a Milano. Va subito detto che i tecnici hanno da subito escluso rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini. Questo ennesimo episodio di inquinamento ha però riacceso la questione della qualità delle acque del fiume e della necessità di procedere a una profonda e inderogabile bonifica delle stesse. Emblematica la dichiarazione del Sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli che, contestualmente alla richiesta inoltrata ad Arpa per fare verificare la qualità delle acque blu, ha ribadito su FB: “Il fiume blu. No, non stiamo parlando del Danubio, ma del Seveso, che questa mattina ha cambiato improvvisamente colore. Ovviamente, non essendo in alta montagna e conoscendo molto bene la complessa storia dei continuo e reiterato inquinamento da scarichi abusivi che da sempre tormenta lo scorrere del torrente, ci siamo subito attivati per segnalare e denunciare la cosa agli organi competenti. È del tutto evidente che, come già più volte detto e scritto, non solo la vasca di laminazione nel Parco Nord non risolve il problema delle esondazione nei quartieri di Milano, ma appare evidente che prima di ogni altro intervento, vadano completamente eliminati gli scarichi abusivi, così come noi Sindaci abbiamo sostenuto quando abbiamo sottoscritto “Il Patto per il Seveso”, il 18 febbraio 2017”.