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Facciamo luce sulle intolleranze alimentari

Facciamo luce sulle intolleranze alimentari

Nel lontano 1906, il Dr. Metnichoff (immunologo, premio Nobel per la medicina nel 1908) affermava che la maggior parte delle patologie scaturisce da una situazione di squilibrio cronico dell’apparato digerente e dei batteri in esso contenuti. La permeabilità intestinale aumenta quando la mucosa intestinale viene irritata cronicamente. Ciò può derivare dalla disfunzione di alcune sostanze deputate alla digestione o di un’alterazione della flora batterica oggi conosciuta come disbiosi, spesso causa di intolleranze alimentari. Negli ultimi decenni, i rischi di intolleranze sono molto aumentati per il modificarsi dell’alimentazione e l’aumento dei prodotti industriali. La raffinazione dei cereali, l’uso di additivi alimentari, la concimazione e la conservazione chimica esercitano una continua stimolazione a carico dei follicoli linfatici che circondano l’intestino, inducendo un aumento dello stato di vigilanza del sistema immunitario e abbassandone la soglia di reazione. Pertanto si parla di intolleranza quando l’ingestione di un alimento provoca un fattore infiammatorio ma non vi è mediazione da parte del sistema immunitario, quindi non è assolutamente riscontrabile con i test allergologici convenzionali previsti dal sistema sanitario. La sintomatologia, contrariamente alle allergie, è dose-dipendente, cioè appare in seguito a quante volte nell’arco della giornata o settimana viene assunto quell’alimento. Chi soffre di intolleranze spesso si trascina il problema per anni senza accorgersi che magari dipende solo dall’abuso di un alimento, e scoprire qual è non è per niente facile, dato che l’effetto non è immediato, bensì è per accumulo nel tempo. Le intolleranze seguono meccanismi bio-chimici diversi da quelli delle allergie e sfuggono a molti esami. Possiamo definire la situazione come una ipersensibiltà ad alcuni fattori alimentari che induce all’insorgenza, dopo molti anni, di una infiammazione diffusa la cui manifestazione è variabile da individuo a individuo. Si va dalla rinite alla congiuntivite, dall’emicrania alle artriti e dolori diffusi, edemi e gonfiori sia addominali che agli occhi, fino a disturbi cutanei e naturalmente intestinali, con anche aumento di peso. Se l’intestino non funziona bene può lasciar passare sostanze tossiche (permeabiltà intestinale) e come sempre il corpo reagisce attivando una serie di situazioni di allarme per eliminare la tossicità momentanea. Vi sono attualmente in campo test non convenzionali (non ufficialmente riconosciuti) che possono essere utili a scoprire attraverso un sistema di bio-risonanza (meccanismo elettro bio-magnetico), quali sostanze sono compatibili e quali no con il nostro sistema organico al fine di migliorare la qualità della nostra vita. Con un minimo cambiamento della quotidianità alimentare, senza scomodare eliminazioni totali, si possono condurre situazioni disbiotiche protratte nel tempo verso nuovi giorni di salute a cominciare dall’intestino!
(Fonte: estratto dal manuale di RIZA: Conoscere e vincere le Intolleranze Alimentari)

Paola Chilò, Naturopata esperta in riequilibrio alimentare/intolleranze con orientamento psicosomatico – Per informazioni o appuntamenti: Tel. 3396055882 – Studio Naturopatia in via Terruggia 1, 20162

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