Università Bicocca: un progetto europeo per cambiare le lingue dei segni

Per la prima volta la lingua dei segni italiana (Lis), con quelle catalana, spagnola, turca, tedesca e dei Paesi Bassi, avrà la sua grammatica di riferimento in grado di descrivere tutti i fenomeni linguistici: fonologici, morfologici, sintattici e pragmatici. Potrà così essere oggetto di test diagnostici per valutare i disturbi del linguaggio, avrà archivi della memoria culturale e linguistica grazie a videointerviste a segnanti anziani e sarà connessa con le altre grazie al primo Atlante geografico delle lingue dei segni. Questi i principali obiettivi di Sign-Hub, progetto europeo destinato a rappresentare una vera rivoluzione per la popolazione sorda segnante internazionale. Per l’Italia sono all’opera studiosi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Milano-Bicocca. “Sign.Hub è un progetto che sistematizza il lavoro sulle lingue dei segni svolto negli ultimi dieci anni in Europa che apre alle questioni cliniche per migliorare la vita delle persone sorde – spiega la professoressa Anna Cardinaletti, docente di Linguistica alla Ca’ Foscari. – La conoscenza sempre più approfondita della lingua e della cultura delle comunità sorde favorisce l’integrazione tra le due comunità, sorda e udente, e un impegno comune per garantire accessibilità e inclusione.” “Le ricerche sulle lingue dei segni a livello internazionale hanno favorito il riconoscimento di queste lingue come lingue di minoranza – ha aggiunto il professor Carlo Cecchetto, docente di Glottologia e linguistica alla Bicocca -. L’Italia resta fanalino di coda a livello europeo e il mancato riconoscimento ha effetti negativi sia per le persone segnanti, che spesso non hanno diritto all’interprete a scuola, negli ospedali o nei tribunali, sia per i non segnanti che hanno meno occasioni di entrare in contatto con i prodotti culturali espressi in Lis”. Ma come si fa a scrivere una grammatica di una lingua visivo-gestuale, non scritta? Sarà un prodotto digitale e multimediale, dove il testo sarà accompagnato da video e immagini, accessibile a persone sorde e udenti dalla piattaforma web di Sign-Hub. A partire dai contenuti delle grammatiche, si costruirà un Atlante digitale per le Lingue dei Segni, altro strumento importante per conoscere le proprietà linguistiche di qualsiasi lingua, ampiamente usato per le lingue vocali ma ancora inesistente per le lingue dei segni. Novità in programma anche sul piano medico-clinico con l’introduzione dei primi test diagnostici per valutare i disturbi del linguaggio in lingua dei segni. Nella popolazione udente, disturbi del linguaggio come l’afasia o i disturbi specifici del linguaggio, o disturbi dell’apprendimento come la dislessia sono attestati e trattati. Gli studiosi si aspettano che disturbi simili siano presenti nella popolazione sorda ma, ad oggi, non esistono test specifici in lingua dei segni in grado di diagnosticare se performance linguistiche di basso livello, in comprensione e produzione, siano dovute ad un apprendimento tardivo della lingua dei segni (frequente in bambini che nascono da genitori udenti) o da effettivi disturbi del linguaggio. I gruppi di ricerca stanno ora elaborando i test a segnanti che hanno avuto un danno cerebrale, segnanti con malattie neurodegenerative agli stadi iniziali, bambini segnanti con difficoltà di linguaggio, e segnanti che non presentano patologie linguistiche in modo da determinare lo standard a cui fare riferimento. I test terranno in considerazione variabili come la situazione socio-linguistica di riferimento (ci si riferisce ad esempio ai bambini nati da genitori udenti), ponendo così attenzione all’età di acquisizione linguistica. In ambito culturale la grande novità sarà rappresentata dalla costruzione di archivi visuali in lingua dei segni realizzati attraverso raccolte di video interviste a sordi anziani. La lingua è elemento distintivo culturale di una comunità ed è fondamentale preservarla. Le persone sorde fanno parte di una comunità linguistica minoritaria che si è formata per distinzione dalla maggioranza e accomunata dalla condizione di sordità. La lingua dei segni è il nucleo centrale di questa comunità. Il progetto permetterà dunque di raccogliere il primo archivio culturale e linguistico delle lingue dei segni nelle comunità sorde in cui il progetto si realizza, un’importante documentazione della storia delle comunità sorde in Europa e un utile strumento per verificare il cambiamento linguistico diacronico in lingue a rischio di estinzione.