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“Sdoganano i nostri sentimenti peggiori e demoliscono conquiste civili che pensavamo acquisite”

“Sdoganano i nostri sentimenti peggiori e demoliscono conquiste civili che pensavamo acquisite”

In pochi giorni di agosto siamo stati sommersi da dichiarazioni, parole e soprattutto da problemi che chi governa preferisce cavalcare e scaricare su un nemico anziché occuparsi di risolvere. In questa calda estate i nostri governanti hanno prima attaccato la legge Mancino sostenendo che fascisti e razzisti non vanno combattuti con le leggi ma confrontando le idee. Poi hanno spiegato che gli omosessuali sono cittadini di serie B incapaci di essere genitori. Hanno chiarito che, tra un pubblico ufficiale che offende e espone al pubblico ludibrio una persona di origine rom che non disturbava nessuno e invita a scendere da un mezzo pubblico la persona offesa, ha ragione e va premiato il capotreno. Il ministro degli Interni ha spiegato di considerare medaglie l’accusa di istigazione all’odio razziale e poi le inchieste aperte per la vicenda della Diciotti. Insomma hanno passato l’estate a sdoganare i sentimenti peggiori delle persone e a demolire conquiste civili che pensavamo acquisite per sempre. Il “prima gli italiani” è diventato “prima gli italiani bianchi, latini e eterosessuali”. L’informazione viene richiamata ad adeguarsi al pensiero dominante, che poi è quello vecchio, di un tempo che speravamo di aver superato. Di fronte a tutto ciò chi reagisce viene guardato con sufficienza. In fondo è esagerato descrivere l’Italia come un Paese razzista, sì c’è un po’ di intolleranza e se si soffia sul fuoco scaricando le paure sui migranti o tentando di scambiare più sicurezza con meno libertà in fondo si sta solo facendo campagna elettorale. Insomma si dice che il Paese è cambiato e che noi non lo capiamo ma si ha paura di dare giudizi, di difendere le libertà e i diritti, di sostenere i principi di convivenza. In troppi preferiscono sminuire ciò che sta succedendo. In troppi sono preoccupati di mettersi controcorrente. Penso che se la sinistra deve rifondarsi non può farlo a prescindere da tutto ciò, deve dare battaglia senza quartiere coniugando la difesa dei valori, delle libertà e dei diritti con quella dei più poveri e dei più deboli della società. Sicurezza e libertà.A costo di essere impopolari dobbiamo contrastare la strada che Salvini e soci indicano al Paese, quella che porta indietro. È l’unico modo per stare coi ragazzi che hanno riempito le strade italiane per raggiungere il Papa e che hanno testimoniato una voglia di condivisione e fratellanza, non certo di costruire muri e di chi è sceso in piazza a Milano per difendere l’idea di un’Europa che deve cambiare ma non può tornare ai muri e alla frontiere. Ed è nostro dovere non accettare di essere subalterni a una idea dell’Italia intollerante, rabbiosa e invidiosa.

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