Tra gli Amici di Progetto N c’è anche Alessandro, un maratoneta da 100 km

Gli Amici di Progetto N raccontano un’impresa: mentre a San Pietroburgo, Belgio e Inghilterra giocavano per il terzo posto, e mentre a Parigi la festa nazionale preludeva alla gloria del titolo mondiale, un atleta di Zona 9, grande amico e sostenitore di Progetto N, Alessandro Spiezia, si apprestava a compiere un favoloso gesto sportivo. Eccolo raccontato dal team degli amici, con la penna di Mauro, fratello del runner.
Asolo 14 luglio 2018. Ultramaratona 100 km. Il percorso è impegnativo. Alessandro si è preparato a dovere. È pronto per affrontare il deciso cambio di altitudine che lo porterà dai 200 m della partenza sino ai 1784 metri slm del monumento ai caduti della Iª Guerra Mondiale, sulla cima del Monte Grappa per poi ritornare ad Asolo e tagliare il traguardo. Gli atleti iscritti sono 310 ai quali si aggiungono i soliti ritardatari dell’ultimo minuto. Provengono da tutta Italia e lo speaker al via annuncia anche presenze internazionali. La partenza è prevista per le ore 14.00. Alessandro è arrivato venerdì sera con il suo camper accompagnato da Cristina e Mattia e mentre Max, il nostro massaggiatore, si occupa delle gambe del runner, io e Giro issiamo fieri la bandiera di Progetto N sul mezzo che si sta apprestando a percorrere i 100 km a seguito dell’atleta, mentre Samuel attacca con orgoglio sul vetro laterale il cartello: “Io assisto il numero 26”. Ore 13.30 ritrovo sulla linea di partenza. Ci sono 32 gradi, il caldo si fa sentire e, soprattutto, all’inizio, Alessandro deve trovare il giusto passo gara e la giusta temperatura corporea. Giro e Samuel scendono quasi al volo e si lanciano alla rincorsa del nostro assistito con acqua fresca da bere e acqua per bagnare la bandana che porta sulla testa. Questa scena iniziata al 6 km di gara si ripete sino al 16 km quando finalmente Alessandro riacquista il sorriso. Quel sorriso indica fatica, gioia e gratitudine; il giusto mix che ci guiderà per tutta la giornata. Le prime 3 ore passano come previsto e i tempi ci fanno sognare di concludere la gara poco oltre le 10 ore e mezza. L’imprevisto però è dietro l’angolo anzi sopra la nostra testa. Inizia a piovere! Nella salita verso il monte Grappa, nella parte più dura del tracciato, piove a dirotto e al 37 km se pur per soli 5 minuti, grandina. Gli ultramaratoneti continuano a correre raccogliendo, senza indugiare, il guanto di sfida che la natura ha lanciato. La montagna da sempre insegna ad essere rispettosi e consapevoli dei rischi e degli imprevisti. Non sei esonerato neppure se sei alla 100 Km di Asolo. Lasciamo Alessandro ai suoi tempi, alla sua corsa e ai suoi pensieri. Combattere la fatica, il maltempo e il freddo richiede energie e motivazioni che devono nascere dentro di te consapevole che puoi contare sulla tua squadra. Molti atleti decidono di fermarsi all’arrivo dei 50 Km ma Alessandro no, lui vuole continuare. Si cambia la maglietta. Non riesce a muoversi ha le mani gelate. Cristina gli strofina con un asciugamano la schiena per scaldarlo mentre Mattia e Samuel lo aiutano ad infilare le maniche e gli scaldano le mani. Piove a dirotto, siamo in cima al Grappa e ci sono 9 gradi. Ha percorso 50 Km e averlo fatto in 5 ore e 34 minuti è comunque un signor risultato. Ma il nostro runner si sente bene e nonostante il freddo vuole continuare: le difficoltà si affrontano a testa alta e schiena dritta. Ripartiamo per la seconda parte della gara. Alessandro corre dal 50 al 60 Km in discesa con un ritmo impressionante : 44 minuti. Corre con un ritmo che commuove tutti noi. Siamo nuovamente bagnati, stanchi ma non possiamo mollare. Piove ancora. Al 75 km al check point scopriamo che Alessandro è 10° assoluto. A noi non interessa la posizione ma che fantastica notizia. Finalmente smette di piovere. Non riusciamo a gioire perché il viso di Alessandro non è sorridente come al solito, c’è qualcosa che non va. Le difficoltà della gara cominciano a farsi sentire, il freddo e l’acqua hanno lasciato il segno. Alessandro accusa dei dolori ai tendini del muscolo plantare e il passo gara ne risente. Le gambe non girano alla velocità desiderata. La leggerezza del passo, l’armonia dei movimenti non ci sono più. Non riesce più a correre, non sono crampi, sono dolori che si fanno sentire ad ogni passo ma la volontà di arrivare in fondo è più forte. Alessandro non si arrende. Correre sotto l’acqua per 5 ore e più condiziona tutto e tutti: è comunque una grande impresa e ritirarsi non è certo sinonimo di sconfitta. Ma Alessandro si cambia le scarpe, infila quelle asciutte e alterna ad una camminata con passo spedito una leggera corsa stringendo i denti per il dolore che ormai è l’unico compagno di corsa. Mancano 15 Km che riempiono il cuore del runner di amarezza. Finalmente arriviamo al rettilineo finale. I ragazzi preparano la bandiera e corrono con Alessandro gli ultimi 100 metri tagliando insieme il traguardo. All’arrivo gli applausi dei presenti non si risparmiano. È l’una di notte passata. La corsa finisce come era iniziata con un piatto di pasta, un buon bicchiere di vino e una sana dormita in camper. Alessandro ringrazia tutti per la giornata per l’aiuto e per il supporto e si addormenta in meno di 2 minuti. Il nostro eroe si è classificato 16° con il tempo di 11 h 27 m 34 s. Della grandezza dell’impresa Alessandro se ne renderà conto solo nel pomeriggio quando scoprirà che si sono ritirati circa il 50% degli iscritti mentre noi osservandolo correre dal finestrino del pulmino siamo stati più fortunati: ci siamo accorti della grandezza dell’impresa dal primo metro di corsa perché certe esperienze sono incredibilmente… e ditelo voi come! (Mauro Spiezia).
Gli amici di Progetto N con Alessandro Spiezia in testa sono ora pronti per una nuova impresa. Visitate il nostro sito, www.progettoenne.org, per tutte le informazioni, oppure la nostra pagina Facebook.