GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

A teatro “Come un canarino in miniera”. Il razzismo, una brutta storia che viene da lontano

A teatro “Come un canarino in miniera”. Il razzismo, una brutta storia che viene da lontano

Donata Martegani (per il gruppo “Gli ex della Cassinis”)

Ancora? E basta! E poi, “…in fondo, noi Italiani non siamo mai stati razzisti! In fondo, ad avercela con gli ebrei erano i tedeschi, le leggi del 1938 Mussolini le ha fatte per adeguarsi a Hitler con cui si era alleato… E poi, basta con queste storie, sono storie di cent’anni fa! Bisogna guardare al futuro, basta rimuginare il passato!” E invece no, bisogna guardare al futuro in piena consapevolezza di ciò che è accaduto in passato. È quello che prova a fare un gruppo di studenti con alcuni insegnanti e lo sta facendo da parecchi anni, ogni anno. E non importa che il Giorno della Memoria venga “celebrato” il 27 gennaio: per il nostro gruppo ogni giorno va bene e questi mesi, in cui ci siamo preparati, vanno ancora meglio. Esattamente 80 anni fa, infatti, tra l’estate e l’autunno del 1938, studenti e studentesse come noi si videro sbattere la porta in faccia dalla scuola pubblica per il solo fatto di essere ebrei. Docenti furono cacciati da scuole e università con grave perdita di competenze e grande soddisfazione da parte di colleghi cui non parve scandaloso occupare il loro posto come se nulla fosse. Cittadini italiani di religione ebraica si ritrovarono espulsi dal lavoro e dalla società e privati di ogni loro bene perché considerati appartenenti a una razza inferiore rispetto alla “pura razza italiana”. A loro toccò in sorte di vivere in quel tempo. Ma siamo così sicuri che il nostro tempo sia estraneo alla diffidenza, all’ostilità, alla discriminazione e alla violenza nei confronti di chi ci appare (o ci viene fatto apparire) diverso da noi? Noi ce lo siamo chiesto e vi invitiamo ad assistere al frutto del nostro lavoro domenica 25 novembre, alle ore 15.30, presso la sala “Giuseppe Pontremoli” in via Cesari 38: parole, musiche, canti e immagini, in collaborazione con gli amici di QuintAssenza-Teatro No Profit e della sezione Anpi di Pratocentenaro. E il “canarino” del titolo, che c’entra? Assolveva in miniera la stessa funzione che per noi assolve la memoria nel guidarci alle scelte del nostro vivere quotidiano: il cinguettare dell’uccellino metteva in guardia al primo sentore di gas, la memoria ci avverte di alzare la guardia al primo sentore di razzismo.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn