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I rischi di una “spagnola dentale”

I rischi di una “spagnola dentale”

Il 29 ottobre scorso il programma Rai “Report” ha mandato in onda un’approfondita inchiesta sulle “catene dentali”, cioè quelle grandi società che da qualche anno si sono affacciate anche in Italia, come alternativa agli studi dentistici tradizionali, cioè quelli gestiti con uno o pochi dentisti associati. Le catene dentali si caratterizzano per una presenza diffusa, specie nei grossi centri urbani e per distinguersi con marchi aziendali. La presenza di queste catene, nell’offerta di cure dentali, ha sollevato essenzialmente due interrogativi. Il primo su chi ci sia dietro con i loro assetti societari e con la loro ampia disponibilità finanziaria, il secondo sulle modalità con le quali si relazionano con i pazienti.
Come descritto nel servizio di “Report”, la storia delle catene dentali ha origine in Spagna e lì, purtroppo, la cronaca ne sta registrando i primi gravi problemi, con conseguenze drammatiche sui pazienti e sui loro lavoratori. In Italia ci sono stati alcuni casi simili, ma per fortuna la crisi non ha raggiunto le dimensioni di quella spagnola, almeno per ora. Ma si teme seriamente una specie di contagio di “spagnola dentale”, per usare una metafora della storia della medicina. Infatti in Spagna ci sono stati molti casi di pazienti rimasti con le cure non completate per la chiusura improvvisa di diverse catene, ma con i contratti di finanziamento delle cure da onorare ugualmente. Ma il caso più emblematico, che ha letteralmente fatto scendere in piazza pazienti e dipendenti, è quello della “iDental”, la più grossa catena dentale del mondo, con una sede avveniristica appena fuori Madrid. Se iDental era “too big to fail” (troppo grande per fallire, come si disse per società come la Lehman Brothers nella crisi del 2008) ed è fallita, cosa potrebbe accadere per altre catene meno grandi? Secondo Antonio Montenero Martinez, presidente dell’ordine degli odontoiatri di Madrid, “il problema è che in Spagna, come poi è successo anche in Italia, negli anni ‘80 la politica ha cominciato a dire che i dentisti erano pochi e cari. La soluzione doveva essere liberalizzare completamente il mercato. Da allora chiunque può aprire una clinica. E in sostanza quello che è accaduto in Spagna con diverse catene dentali può succedere in Italia, perché il modello di business è lo stesso”.
Già, ma qual è il modello di business a cui si riferisce il presidente dell’ordine degli odontoiatri di Madrid? È appunto il modello della liberalizzazione del mercato delle professioni, che in Italia è stato creato con il decreto Bersani e che ha portato al punto che chiunque, di fatto, può realizzare una società che eroghi qualsiasi tipo di servizio professionale, trattamenti dentali compresi. Basandosi su rapporti di collaborazione professionali che si possono interrompere dall’oggi al domani. Rapporti di collaborazione vessatori e che spesso, nelle catene dentali, s’interrompono per interferenze e divergenze nei preventivi ai pazienti tra l’area commerciale e gli odontoiatri in forza, secondo quanto confermato da colleghi che hanno lavorato in quelle strutture. Dunque un modello di business che ha sostituito l’etica medica con quella commerciale, ammesso che ne esista una. Sulla natura delle proprietà sulle società a capo delle catene dentali così si esprime Giangaetano Bellavia, esperto di diritto penale dell’economia: “Non c’è trasparenza, tutte queste costruzioni finanziarie e proprietarie di queste cliniche dentistiche sono tutte opache, e quando succede questo un motivo c’è sempre!” Costruzioni finanziarie che sono a “scatole cinesi” o con misteriosi fondi d’investimento. Come pure gli intrecci attraverso manager italiani o con un notissimo imprenditore di casa nostra o con ambienti del riciclaggio di denaro. E infine, il caso eclatante in Italia di un’altra notissima catena che è di proprietà al 100% della Food Trade Consulting. Una società per la commercializzazione del pesce. E non è l’unico esempio di proprietà a dir poco bizzarre che con la cura dei denti hanno poco a che fare. In conclusione, c’è da farsi una domanda: è questo il modello migliore per fornire cure dentali? Oppure è migliore un modello basato su un rapporto a “quattr’occhi” con il dentista e non uno basato su contratti di finanziamento obbligatori e con una multinazionale?
La storia dell’odontoiatria italiana è caratterizzata, praticamente da sempre, dalla presenza di soggetti che con le cure dentali o non c’entrano o che esercitano la professione in maniera abusiva. Tutto questo ha rovinato l’immagine di questa professione e dei dentisti seri abilitati per legge.
Lasciamo quindi ai pazienti il giudizio definitivo anche attraverso la visione dell’inchiesta.

Link esteso dell’inchiesta:
http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/ Gli-sdentati-47a51fcf-b6c8-4305-b26d-898648a1b9f3.html – Link breve dell’inchiesta: https://bit.ly/2ERfsfr.

Dottor Nunzio Tagliavia, Medico Chirurgo Dentista
Via Luigi Mainoni D’Intignano 17/A – Tel. 026424705
Email: studiotagliavia@gmail.it – www.studiodentisticodottortagliavia.it

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