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I CesariOni tornano in scena a Cusano Milanino con la Commedia “Conversation” di Bruno Kullmann- Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto all’Associazione per la cura della distrofia muscolare

I CesariOni tornano in scena a Cusano Milanino con la Commedia “Conversation” di Bruno Kullmann- Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto all’Associazione per la cura della distrofia muscolare

La Compagnia Teatrale “I CesariOni”, formatasi nel 2008 da un gruppo di genitori della scuola Cesari, torna in scena il 13 e il 14 aprile al Teatro “San Giovanni XXIII” di Cusano Milanino con una commedia che ha come argomento la storia di Bruno Kullmann, 54 anni, affetto da distrofia muscolare, malattia cronico-degenerativa che devasta il tessuto muscolare, portando il malato ad una totale dipendenza dagli altri e all’uso della sedia a rotelle per muoversi. La commedia è ispirata al libro autobiografico di Bruno, “Più forte della malattia”, Edizioni Ancora, 2009. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto all’Associazione Calpaina3, la cui missione è trovare il trattamento terapeutico che ponga fine alla distrofia muscolare, e di cui Kullmann è il presidente. “Il ricavato di tutti i nostri spettacoli è sempre stato e sarà destinato in beneficenza”, dice il regista Marco Schiavoni. “La nostra forza sta nella nostra missione che è quella di divertirci facendo divertire, aiutando chi ha bisogno. Questa volta però affrontiamo un tema molto serio, cercando di coinvolgere più persone possibili nei problemi di questi malati grazie al coraggio e alla forza di Bruno. Abbiamo conosciuto Bruno tramite uno dei membri del nostro staff, Bruno Alampi, il quale lavora con Kullmann come volontario alla Sos Milano. Una delle repliche del nostro ultimo spettacolo, “Una bara al bar”, due anni fa, fu devoluto all’Associazione Italiana Calpaina3.”

Kullmann, quando si rivolse a Schiavoni per mettere in scena lo spettacolo? “Dopo aver conosciuto Marco, nacque un’amicizia sincera e simpatica: Capii subito che era un artista particolarmente sensibile, un uomo generoso e qualche mese fa gli proposi di mettere in scena uno spettacolo in cui sarei potuto essere il testimonial. Dall’unione delle nostre idee, sortì invece la realizzazione di questa commedia ispirata al mio libro autobiografico. Adesso sono davvero felice del lavoro svolto, perché ci teniamo a dimostrare che per vivere bene bisogna lottare contro i pregiudizi e che mettersi in gioco in prima persona è importante perché la dignità e il coraggio sono fondamentali per affrontare bene la vita”.

Dopo la scoperta della malattia, Bruno ha continuato a lavorare come infermiere al pronto soccorso del Policlinico di Milano dove esercita tuttora. Come nasce l’idea del libro? “Il libro nasce quasi per caso, come risposta a un complimento, o forse una provocazione, fattomi un pomeriggio dal mio medico nonché amico Nereo Bresolin, professore di Neurologia all’Università degli Studi. In sordina, quasi si trattasse di un segreto da non rivelare, lentamente, pagina dopo pagina, ho cercato di esprimere in modo semplice ed essenziale il rapporto di convivenza che mi lega a una malattia che lascia indietro solo i ricordi e che è in grado di farti sognare le cose più semplici e scontate. Sono pagine che vogliono rappresentare un modo, un’occasione per riflettere e fare emergere da se stessi quella ricchezza e quella forza che sarebbe triste lasciar perdere. A 24 anni mi è stata diagnosticata la distrofia muscolare. Fu un tremendo pugno allo stomaco, ma non mi scoraggiai. La mia vita doveva continuare… comunque! Sono pagine che raccontano un’esperienza di vita, di sofferenza, d’ostinazione, di consapevolezza, d’accettazione, di compromessi. Pagine lievi, illuminate dall’ironia, soffuse di speranza. Parole che fanno bene al cuore”.

Schiavoni, la commedia traduce fedelmente tutti i capitoli del libro? “La commedia è la traduzione essenziale del messaggio che il libro vuole trasmettere, indicando un tragitto per arrivare dove si sogna di arrivare, in cui i ricordi, fedeli compagni di strada, fanno compagnia in una nuova avventura dal momento in cui la scoperta della malattia cambia la direzione della strada di questo ragazzo, che prima di allora conduceva una vita normalissima, che era iscritto alla facoltà di medicina e alla scuola di infermiere professionale, sfruttava il suo tempo libero dedicandosi al volontariato come soccorritore in una Croce di pronto soccorso, faceva il capo Scout in uno dei tanti gruppi dell’Agesci di Milano e studiava musica sin dall’età di sette anni. Una vita ricca la sua, non più dinamica adesso, ma non priva di umorismo, di passione e di coinvolgimento emotivo riguardo a diversi interessi. Un esempio da seguire per vivere con coraggio ed onestà, sulla base di una consapevolezza realmente cosciente. Il messaggio fondamentale, riferendoci alle esperienze di Bruno, è che in fondo la vita è bella e che in parte dipende da come decidiamo di viverla noi. È fondamentale viverla come una sfida per migliorare, per fare del bene. La scienza medica sta facendo grandi passi in avanti per trovare una soluzione a una malattia che rispetto ad altre non ha un appiglio di speranza, come l’intervento chirurgico o una terapia per guarire. Noi crediamo fermamente che la ricerca debba essere aiutata!”.

Gli interpreti di questo nuovo spettacolo sono (in ordine alfabetico): Serena Angius, Adele Annovi, Cinzia Barazzetti, Sabrina Bonelli, Stefania Bussini, Viola Casaburo, Consolata Costarella, Grazia De Gennaro, Vittoria Di Pilato, Marco Domaneschi, Elena Favaretto, Monica Ferrarini, Eduardo Florian, Maurizio Gandola, Giampiero Iacomini, Bruno Kullmann, Giovanni Leonelli, Mariella Marelli, Roberto Medolago, Alessandro Molgora, Silvana Pagano, Angela Patruno, Adriana Ponti, Ermanno Pulici, Martina Raspantini, Luca Salvi, Marco Schiavoni, Sonia Tronconi. Responsabile del coro: Suzanne Hobeley; colonna sonora: Luca Maggioni; luci ed effetti speciali: Marco Casali e Mirko Garbuio; aiuto regia: Silvia Smedile; trucco e parrucco: Angela Patruno e Vittoria Di Pilato.

Info: www.icesarioni.it – prenotazioni@icesarioni.it.

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