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Esperienze di autocostruzione associata. Ovvero il fai-da-te della casa è possibile

Esperienze di autocostruzione associata. Ovvero il fai-da-te della casa è possibile

L’incontro del 5 aprile al Centro Culturale della Cooperativa con l’architetto Giuseppe Cusatelli ci ha fatto conoscere una realtà particolare legata ai processi edilizi autogestiti: l’autocostruzione associata. Libero professionista, esperto in tecnologie facilitate e progettazione/gestione di programmi di socialhousing, è stato uno dei primi promotori dell’autocostruzione in Italia. Già docente a contratto presso il Politecnico di Milano, negli anni settanta ha sviluppato un modello costruttivo e un approccio alla portata di costruttori non professionisti, grazie anche all’impiego di materiali leggeri, facilmente utilizzabili da una forza lavoro di dilettanti, non dotata delle competenze e tecnologie ritrovabili nei cantieri più avanzati. Nell’autocostruzione associata si sostituiva la categoria di “abitazione” = prodotto/ investimento con quella di “casa” = strumento di appartenenza al luogo, con una convergenza tra costruire ecologico e qualità sociale. Tra le prime realizzazioni, all’inizio degli anni ‘80, Cusatelli, insieme a operai della Ignis, realizzò 14 case sul lago di Varese. A fine anni ‘80 una decina di autocostruttori, operai e impiegati, realizzarono le proprie abitazioni in Provincia di Pesaro, Urbino e Ravenna. Negli stessi anni (1989) al confine tra Svizzera e Italia, nel paese di Cremenaga, undici autocostruttori realizzarono le proprie abitazioni. Giuseppe Cusatelli racconta: “Gestire un cantiere in autocostruzione è un po’ come fare la regia di un film ‘neorealista’. Gli ‘attori’ del processo non sono infatti professionisti del settore della costruzione; non sono fabbri, muratori, carpentieri o installatori, ma sono gente comune presa dalla ‘strada’. Questa condizione consente all’architetto-regista un campo illimitato di sperimentazione tecnologica spesso inusuale e possibile solo con la ‘complicità attiva’ dell’utenza-committenza che diventa spesso protagonista in modo propositivo”. E la realtà odierna? Trent’anni dopo i primi esperimenti italiani di autocostruzione tale logica realizzativa si è evoluta, ma l’autocostruzione è una pratica sviluppata anche in paesi industrializzati, tra cui sicuramente gli Stati Uniti. In Europa, invece, è regolamentata in diversi paesi, tra cui Danimarca, Francia e Germania, arrivando a coprire anche un quarto dell’edilizia abitativa. Ultimo esempio il borgo di Lewisham, periferia di Londra, con un progetto di 33 nuove abitazioni sviluppato dallo studio londinese Architype con il via libera delle autorità cittadine. Questo intervento non è solo la prosecuzione del progetto di un architetto visionario, ma una delle strade concrete attraverso cui il governo del Regno Unito sta cercando, tramite leggi e nuovi regolamenti, di dare una risposta a una crisi abitativa sempre più incalzante.

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