Al Teatro della Cooperativa per riflettere sulla nostra storia recente

Tre sono gli spettacoli che il Teatro della Cooperativa ci offre questo mese, due nella storica sede di Niguarda, il terzo presso il Piccolo Teatro Studio Melato con il quale da anni il nostro teatro ha ha un’importante collaborazione. Di “Propaganda” in scena dal 3 al 9 maggio e di “Qui città di M.” dall’11 al 19 abbiamo già parlato nello scorso numero, tuttavia ci fa piacere sottolinearne nuovamente il valore dei contenuti e la maestria degli interpreti.

• Magistralmente raccontata da La Confraternita del Chianti “Propaganda” è la storia della P2, la loggia segreta di Licio Gelli che negli anni Settanta fu sul punto di sovvertire l’assetto socio-politico istituzionale del nostro paese. Il secondo spettacolo, una produzione Atir Teatro Ringhiera, vede una funanbolica Arianna Scommegna interprete bravissima di “Qui città di M.”, monologo per 7 personaggi, tutti impersonati dall’attrice, impegnati nella soluzione di un giallo ambientato a Milano, città, secondo l’autore Piero Colaprico, che può essere accogliente ma spesso anche molto dura.

• Dal 28 maggio al 9 giugno torna ancora al Piccolo Teatro Studio Melato, che già l’aveva ospitato nel gennaio dello scorso anno, “Matilde e il tram per San Vittore”, un lavoro di autentica passione civile, uno spettacolo di grande successo di pubblico e di critica, un tutto esaurito memorabile. Produzione del Teatro della Cooperativa, “Matilde” porta alla luce un aspetto meno noto degli anni della guerra: le conseguenze delle deportazioni nei campi di concentramento nazisti degli operai delle grandi fabbriche dell’hinterland milanese in seguito agli scioperi del ‘43 e del ‘44. Dei 570 lavoratori sestesi deportati 223 non fecero ritorno. A raccontare il dolore dei familiari per la persona cara strappata agli affetti, l’angoscia del non sapere dove fosse finita e se mai avrebbero potuto riabbracciarla sono le voci di mogli, madri, figlie, sorelle, rimaste a casa a lottare da sole contro la fame, la paura, la miseria. Il testo, tratto dal libro “Dalla fabbrica ai lager” di Giuseppe Valota, figlio di un deportato ucciso a Mauthausen e presidente dell’Aned di Sesto San Giovanni, si avvale della regia di Renato Sarti e della straordinaria interpretazione di tre splendide attrici quali Maddalena Crippa, Debora Villa e Rossana Mola (vedi foto). Da non perdere.