Municipio 9: la maggioranza si è impantanata

Da mesi stiamo seguendo le vicende della maggioranza che governa il nostro Municipio. Perché, cosa c’è che non va? C’è che chi deve governare non lo fa. Da tempo è impantanata in una faida fra partiti e all’interno degli stessi partiti, in particolare Forza Italia che si è spezzata in due, bloccando il lavoro delle commissioni, facendo mancare il numero legale, impedendo la nomina del presidente della Commissione Servizi Sociali e Famiglia, oltre ad avere impiegato un tempo di gestazione da elefante per nominare l’assessore alla Sicurezza in sostituzione del dimissionario Andrea Pellegrini. Il motivo di tutto ciò, almeno a sentire i consiglieri, i giornali o i social network, è la frattura fra il presidente Lardieri e il Consiglio, in particolare la maggioranza che lo sostiene. Abbiamo letto un articolo al vetriolo sull’incapacità politica del presidente Lardieri di ricoprire quel ruolo, ma in questo momento non conviene dare dei giudizi ma serve raccontare solo i fatti e attendere lo sviluppo degli eventi. Il tempo dei bilanci verrà, senza dimenticare che il vero e unico giudizio lo daranno i cittadini/elettori. Una cosa è certa: andare avanti così non si può e soprattutto non ha senso. Abbiamo chiesto a Stefano Indovino, capogruppo del Pd in Municipio 9, un commento su quanto (non) sta succedendo in via Guerzoni 38. Auspichiamo che sul il prossimo mese ci sia una replica da parte di un rappresentante della maggioranza. Stefano Indovino: “La situazione che si è venuta a creare nel Municipio 9 nelle ultime settimane non ha precedenti. I litigi della maggioranza hanno causato un completo stallo nell’attività del Consiglio. Commissioni non convocate per più di 40 giorni, totale incapacità di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte, scarsa capacità di analisi approfondita delle tante questioni che riguardano la vita dei nostri quartieri. Noi però non ci arrendiamo, non vogliamo farci fermare dai litigi di una maggioranza che non si riconosce più nella guida del presidente Lardieri, incapace di fare autocritica e di mettersi in discussione. Prosegue il nostro lavoro nei quartieri. Abbiamo organizzato, per fare un esempio, una partecipata assemblea sulla prossima riqualificazione di via Vidali. Abbiamo lavorato affinché nel Piano Triennale delle Opere del Comune comparisse la riqualificazione di tante piazze dei nostri quartieri: da Largo Rapallo a Piazza Gasparri, da Largo Pratocentenaro a Piazza Belloveso. Abbiamo chiesto con forza che venissero convocate Commissioni che avessero all’ordine del giorno – fra i tanti argomenti proposti – il sostegno al commercio di vicinato, l’individuazione degli interventi prioritari sul verde pubblico, una riflessione sul futuro degli impianti di Milanosport, la definizione degli interventi prioritari da attivare nelle case popolari da parte di MM e Aler. Dopo alcune settimane siamo ancora in attesa di risposte. Mentre loro litigano, noi ci occupiamo del futuro dei nostri quartieri. Siamo stati eletti per questo. Forse qualcuno ai piani alti del Municipio si è montato la testa se l’è dimenticato.”