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Crisi economica e spese odontoiatriche

Crisi economica e spese odontoiatriche

Da un’indagine di Altroconsumo pubblicata il mese scorso, si conferma come la crisi economica, che interessa da anni il nostro paese, limiti in molti modi il potere d’acquisto degli italiani. L’indagine, sotto forma di sondaggio, ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.628 italiani aggregati in famiglie, con un questionario relativo alla capacità di sostenere spese, analizzate in sei ambiti diversi: l’abitazione, l’alimentazione, l’istruzione, la mobilità, la cultura e tempo libero e, ovviamente, anche la salute. Si è così visto che per il 44% delle famiglie interpellate taglia i costi per le spese sanitarie, alcuni a rinunciarne. Questa percentuale aumenta quando si passa a considerare solo le spese odontoiatriche, arrivando al 55%, mentre il rimanente 27% afferma che è “molto difficile” o “quasi impossibile” farvi fronte. Facendo un’analisi più legata al territorio la situazione, come spesso succede, peggiora dal Nord al Sud, dove questa percentuale del 55% tende al 60%, e quella del 27% supera il 30%. “Come è intuibile – si legge sul sito di Altroconsumo – le famiglie più in difficoltà sono quelle numerose, quelle in cui c’è un adulto disoccupato e quelle in cui i componenti hanno bassi livelli di istruzione. Ma il dato più interessante riguarda i pensionati, che tendenzialmente riescono a sostenere le spese in maniera più agevole rispetto alle giovani coppie”. Questo aspetto della rinuncia dei giovani di curarsi i denti è molto importante, ed è stato oggetto di studi che hanno evidenziato come questo fenomeno potrebbe comportare, negli anni futuri, una preoccupante regressione della salute dentale della popolazione italiana. Dal nostro osservatorio di professionisti odontoiatrici da più di 25 anni, riteniamo che la crisi economica sia una delle cause, ma non l’unica, di questi dati sconsolanti. Per cominciare, l’assenza di un vero sistema di convenzioni del sistema sanitario con gli studi privati, che avrebbe sopperito alla mancanza di strutture pubbliche odontoiatriche. È vero che qualche tentativo è stato fatto, ma si tratta di esempi talmente rari da essere irrisori. Ovviamente è impossibile immaginare la nascita di un’odontoiatria pubblica in un’era, come l’attuale, in cui stiamo assistendo a un vero e proprio smantellamento del servizio sanitario pubblico, con i tagli di spesa lineari. Escluse le casse mutue private che coprono in toto o in parte le spese odontoiatriche, ma che sono presenti solo in alcune aziende, rimangono a nostro avviso due possibilità, che non comporterebbero finanziamenti diretti dallo Stato, e che potrebbero cambiare la tendenza di quelle percentuali. La più importante potrebbe essere quella di aumentare in maniera cospicua la percentuale di detraibilità della fattura del dentista, almeno fino al 50% contro gli inadeguati 19% attuali. Inoltre, si potrebbero evitare rimborsi diretti da parte delle Stato, attraverso un meccanismo di riduzione delle imposte a venire a favore del soggetto che ha sostenuto spese odontoiatriche. Similmente a quello che si fa già con le compensazioni dell’Iva. La seconda possibilità è quella di un politica di tariffe calmierate, ed è applicabile solo dagli studi tradizionali con nome e cognome del professionista e non da quelli gestiti dalle catene dentali. Perché essendo di solito studi più piccoli, hanno spese di gestione più basse, quindi possono praticare tariffe più abbordabili; e, inoltre, non esistono rapporti di lavoro legati agli obiettivi finanziari tipici delle catene dentali, che hanno portato spesso, come già dimostrato da inchieste giornalistiche e riferito qui in precedenti articoli, a creare preventivi gonfiati da cure inestistenti. La necessità di avere prevenzione e cure dentistiche è un aspetto del diritto alla salute, quindi non solo per una corretta masticazione, digestione e gradevolezza estetica. Inoltre, non tutti sanno, che masticare correttamente e non avere una situazione dentale disordinata significa preservare la salute di organi come cuore, intestino, fegato e reni. Come ampiamente dimostrato in studi specialistici. Per quanto ci riguarda, questa attenzione verso una politica di tariffe calmierate e alta qualità delle prestazioni ha sempre animato il nostro studio, sia per convinzioni personali, e sia per una particolare attenzione verso le esigenze del quartiere in cui operiamo.

Dottor Nunzio Tagliavia, Medico Chirurgo Dentista Via Luigi Mainoni D’Intignano 17/A – Tel. 026424705 Email: studiotagliavia@gmail.it – www.studiodentisticodottortagliavia.it

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