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Diamo un futuro al triangolo dell’idrogeno

Il 21 settembre 2004, nell’ area di circa 10.000 mq. tra le vie Venosta, Boschi di Stefano e dell’ Innovazione (vedi foto 1), il Comune di Milano (Albertini), la Regione Lombardia (Formigoni) con il Ministero dell’ Ambiente (Berlusconi) ed Aem (oggi A2A) inaugurarono ciò che avrebbe dovuto divenire il primo distributore d’idrogeno in Italia. Il progetto venne affidato alla Zincar, società del gruppo Aem che dal 2005 passò sotto maggioranza del Comune di Milano.

Nel giro di breve la Zincar divenne un grande pozzo in cui entrarono finanziamenti ed uscirono coperture per spese irrazionali ed inutili arrivando al fallimento, a maggio 2009, per 17 milioni di euro! Qualche tempo fa la beffa ulteriore: non solo il tribunale ha rigettato la richiesta di risarcimento del Comune con una sentenza che in soldoni dice “d’accordo che la Zincar ha indotto in errore gli organi comunali ma il problema è che chi avrebbe dovuto compiere le doverose verifiche in quegli anni non lo fece mai”, ma in più ha condannato Palazzo Marino al pagamento di € 900.000 a copertura delle spese processuali. E allora perché non convincere il Comune ad approfittare dell’approvazione del progetto sulla riqualificazione “Scalo ferroviario Greco-Pirelli” (foto 2) utilizzando quell’area che si trova a poche metri in alto a destra) per la costruzione del Museo Nazionale della Resistenza? Avremmo un Museo degno del nome in uno spazio adeguato e chiuderemmo un era di porcherie quotidianamente sotto gli occhi dei cittadini che transitano nelle vie del triangolo.

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