Seveso: contro le esondazioni si è fatto molto. Ma…

….per vincere la battaglia c’è ancora da soffrire

Nonostante gli sforzi del Comune per pulire l’alveo del Seveso e per migliorare la procedura di allerta e gestione dello scolmatore e delle squadre di emergenza, il Seveso continua a fare danni e creare disagi. L’ultima esondazione è del 22 giugno: sottopassi che si riempiono di acqua con le auto bloccate, strade, negozi, box e cantine impraticabili. Nulla di nuovo sul fronte del Seveso. In poche ore nel corso della mattina, a causa delle forti piogge, l’incubo esondazione si è concretizzata due volte, la seconda – più forte – è durata quasi 50 minuti. Per ripristinare le condizioni ordinarie sono stati impiegati 19 mezzi Amsa per la pulizia, oltre 30 pattuglie della Polizia Locale per la gestione della viabilità, 2 squadre di MM per gli interventi idrici e 19 unità della Protezione Civile. In campo anche Atm, che è prontamente intervenuta per la deviazione delle linee di superficie interessate dal maltempo e la protezione delle stazioni della linee 3 e 5 della metropolitana. Come si vede un dispiegamento di uomini e mezzi che può molto per alleviare i disagi ma nulla può contro l’esondazione stessa. L’unico baluardo che abbiamo è lo scolmatore di nord ovest che viene attivato e utilizzato al meglio ma ha capacità limitate. Per capire cosa è stato fatto in questi anni dal Comune per ridurre/azzerare questa vera e propria calamità naturale e cosa verrà fatto nei prossimi due anni riportiamo un ampio stralcio di quanto ha pubblicato sui social Marco Granelli, assessore all’ambiente di Palazzo Marino: “Sempre mi impressiono quando un torrente che nasce appena sopra Como e di solito a Milano è profondo 20-30 cm, appena arrivano temporali forti, qui vicino a Milano o nella Brianza o nel Comasco, in 30 minuti diventa un fiume alto 3 metri ed esonda con forza allagando Niguarda e Milano. La prima esondazione che ho incontrato è stata quella del 6 agosto 2011, e poi tante, e alcune di 6, 10, 12 ore come quelle del 2014, e ripetute 3, 4, 8 volte all’anno. Meno male che anche oggi le esondazioni sono state brevi (20 e 50 minuti) e che non ne capitano più così tante. Merito del canale scolmatore, potenziato e attivato per tempo, merito di una buona capacità di assorbimento del tratto tombinato di Milano e di un Piano di protezione civile che si attiva in anticipo. Ma questo non basta. Abbiamo bisogno che il Piano per il Seveso, approvato nel 2015 con Governo, Regione, Aipo, Comune di Milano, divenga in fretta realtà, e superi i continui ricorsi e rallentamenti che già ci hanno fatto perdere due anni di tempo. Sono contento che nei giorni scorsi Aipo abbia pubblicato la gara per far ripartire la realizzazione delle vasche di Senago (30 milioni di € di cui 20 di Milano e 10 di Lombardia). Sono contento che Comune di Milano e MM abbiano terminato e validato il progetto esecutivo della vasca di Milano Parco Nord, una vasca ampia 37.000 mq ma che restituirà al parco 90.000 mq di nuove aree, progetto esecutivo che settimana prossima verrà presentato al Commissario governativo (Regione Lombardia) per il decreto di approvazione, così che MM potrà pubblicare la gara quanto prima e poi nel 2020 far partire i lavori. Sono contento che Regione Lombardia e Aipo stiano per approvare i progetti esecutivi delle aree golenali di Cantù e della vasca di Lentate sul Seveso così che le gare potranno partire questa estate e nel 2020 i lavori anche per queste opere. Insomma, se nessun’altro decide di mettere i bastoni fra le ruote con ricorsi e controricorsi, nel 2022 potremmo avviare un sistema con 3 vasche e le aree golenali. E sono anche contento che si stia lavorando per depurare le acque del Seveso con l’applicazione dell’accordo e con gli interventi dei servizi idrici e fognari dei gestori Cap e Brianza Acque. Stamattina nell’acqua dell’esondazione in via Valfurva abbiamo trovato un pesciolino di 10 cm, rimesso subito nel Seveso dalle solerti mani degli operatori MM. Il Seveso sta cambiando, non fermiamoci, affinché dopo 40 anni, oggi e a brevissimo, sia possibile non vivere più con il terrore dei temporali. E poi domandiamoci perché temporali così. Forse il problema del cambiamento climatico esiste, e allora lavoriamo decisi anche su quello, con Area B, con il potenziamento del trasporto pubblico, con il cambio dei veicoli (10 milioni di contributi per privati messi dal Comune di Milano), con il cambiamento delle caldaie (22 milioni di contributi messi dal Comune di Milano), con tanti nuovi alberi e recupero di suolo come previsto nel Pgt.” Aspettiamo il contributo di chiunque abbia altre proposte.