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Un governo che risolva i problemi del Paese e aiuti l’Europa a riformarsi

Un governo che risolva i problemi del Paese e aiuti l’Europa a riformarsi

Dopo che Matteo Salvini ha deciso i primi giorni di agosto di far cadere il Governo pensando prima agli interessi del suo Partito, convinto che avrebbe vinto le elezioni e conquistato “tutto il potere”, c’era il rischio concreto che questa scelta la pagassero gli italiani con l’aumento dell’iva e con l’esplosione degli interessi sul nostro debito pubblico. Solo l’annuncio della volontà di costruire una nuova maggioranza in Parlamento e quindi un nuovo Governo ha fatto scendere lo spread di 100 punti, facendoci risparmiare alcuni miliardi di euro che potranno essere usati per migliorare i servizi per i più deboli e ridurre le tasse. Siamo indebitati molto e, per pagare il debito, abbiamo bisogno di qualcuno che ci presti i soldi. Se quel qualcuno non si fida di noi di fronte a proposte assurde che produrrebbero altri debiti, alza il tasso di interesse e fa costare di più il debito, lasciandoci quindi sempre meno soldi da spendere per i servizi per i cittadini. Il fatto che l’Italia abbia più credibilità in Europa e sui mercati, grazie al nuovo Governo, si traduce nell’avere a disposizione più soldi per pagare i servizi, per fare investimenti e per fare una manovra che non sarà lacrime e sangue ma che servirà per impedire l’aumento dell’IVA e abbasserà le tasse sul lavoro, tagliando il cuneo fiscale, come è annunciato nel programma di Governo e di questo ne beneficeranno i lavoratori dipendenti e il ceto medio basso. Questo Governo non nasce da un contratto, non ci sono due forze politiche che mettono ognuna le proprie bandierine ideologiche magari tra loro confliggenti. Si parte dai problemi concreti delle persone; al centro ci sono il lavoro, l’aiuto alle persone più deboli, il rilancio dell’economia e i temi che definiscono il nostro futuro: l’ambiente, lo sviluppo compatibile, l’istruzione e la formazione. Si è costruito un Governo che, pur composto da forze tra loro diverse, cercherà di condividere le soluzioni, di fare cose piuttosto che fare propaganda. Non ci sarà la campagna elettorale permanente vista in questi mesi in cui siamo stati assordati da polemiche quotidiane che vedevano contrapposti gli alleati di Governo, si lavorerà tutti insieme per sostenere ciò che il Governo fa e non per evidenziare le proprie differenze. Al Paese serve un Governo che unisca anziché dividere, che non alimenti rabbia e conflitto ma serenità e crei fiducia nel futuro. Per noi milanesi c’è anche grande soddisfazione per la nomina di Luciana Lamorgese, che è stata il nostro Prefetto e ha fatto molto bene, dimostrando intelligenza, capacità di mediazione e anche umanità. Penso che, dopo Salvini, serva un Ministro degli Interni così, che ricominci a fare il Ministro, che non usi il Viminale come una grande macchina da propaganda ma faccia funzionare le cose, così come deve fare un Ministro degli Interni per valorizzare tutte le risorse che nel Paese ci sono e sono preposte a garantire la sicurezza dei cittadini. Questo governo può ritornare ad essere credibile in Europa, essere protagonista del suo cambiamento verso una comunità che mette al centro i cittadini, costruisce politiche comuni, per esempio sull’ immigrazione, ed è la condizione per competere senza essere schiacciati. In questo quadro è comprensibile la soddisfazione degli altri Stati Europei per il nuovo Governo. C’e uno scontro nel continente in cui una parte, rappresentata dalla Lega, pensa di distruggere l’Europa, altri di rafforzarla cambiandola. È normale che le forze politiche che hanno vinto a livello continentale le ultime elezioni europee siano contente che anche in Italia ci sia un Governo che vuole essere protagonista di una nuova stagione europeista. E avere più

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