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Un ottobre travolgente al Teatro della Cooperativa

Un ottobre travolgente al Teatro della Cooperativa

Ventotto titoli tra produzioni, riprese e spettacoli ospiti di cui 8 prime nazionali e 7 prime milanesi: un calendario molto ricco quello della nuova stagione 2019-2020 dedicato quest’anno dal Teatro della Cooperativa al ricordo della strage di piazza Fontana e delle sue 18 vittime, una tragedia che 50 anni fa sconvolse la nostra città e l’Italia tutta e rappresentò un passaggio fondamentale per la nostra democrazia. Particolare attenzione, come sempre, è rivolta a spettacoli di impegno civile e di memoria storica, testi che affrontano temi forti veicolati anche attraverso la comicità, l’ironia, la musica e la danza. Spesso raccontano la storia collettiva, le pagine più buie del recente passato del nostro paese che le giovani generazioni per lo più ignorano e gli adulti tendono a dimenticare. L’inquinamento, l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e della terra che portano malattie e morte è l’argomento di “Teoria del cracker”, per la prima volta a Milano sul palco del Teatro della Cooperativa dall’11 al 13 ottobre. Scritta e interpretata da Daniele Aureli la storia è ambientata in una provincia qualsiasidelle 44 aree inquinate oltre misura presenti nel nostro paese dove fabbriche e inceneritori rilasciano fumi e nubi tossiche che aggrediscono gli abitanti inconsapevoli e indifesi. Lo spettacolo si concentra sul caso di una donna che si ammala per l’inquinamento e lo spettatore conoscerà la sua storia, quella della famiglia e quella del paese attraverso la voce della malata stessa che funge da narratore e ci offre un punto di vista a dir poco imprevedibile e anomalo.

Dal 15 al 18 ottobre nella prima milanese “Mi chiamo Andrea, faccio fumetti” Andrea Santonastaso (vedi foto) racconta la breve e intensa vita di Andrea Pazienza, il più grande fumettista che il nostro paese abbia mai avuto. Artista tra i più rappresentativi e innovatori della sua generazione Andrea Pazienza è stato grande come disegnatore e pittore. Ha collaborato con riviste, disegnato costumi e abiti per stilisti, scenografie, manifesti per il cinema e copertine di dischi. Un maestro per tanti giovani fumettisti, tra i quali lo stesso Santonastaso, che dichiara la sua infinita ammirazione per il talento straordinario di questo genio e la rabbia “di fronte allo spreco cosciente e quasi premeditato di tanta arte pura in nome della follia di un buco.” Andrea Pazienza, infatti, morirà nel 1988 a soli 32 anni per overdose.

Una prima nazionale cui potremo assistere il 19 e il 20 del mese affronta l’aspetto meno evidente, meno conosciuto ma decisamente lucroso del fenomeno dell’immigrazione, il traffico di esseri umani. “Io, trafficante di uomini” è uno spettacolo che nasce da testimonianze vere e da un reportage inchiesta tra Europa, Medio Oriente e Africa alla scoperta di che cosa e chi si nasconde dietro la massa di disperati che si muove verso il nostro continente. Liberamente tratto dal libro “Confessioni di un trafficante di uomini” scritto da Andrea Di Nicola e Giamnpaolo Musumeci lo spettacolo mette in scena l’incontro tra un giornalista, interpretato dallo stesso Musumeci e una giovane profuga siriana, Lucia, l’attrice Margherita Saltamacchia. Lucia racconta le sue peripezie per giungere in Europa e da questo colloquio emergerà tutta la ripugnante realtà di questa industria del crimine.

Dal 25 al 27 ottobre, infine, il palcoscenico del nostro teatro accoglierà ancora in prima milanese un concerto di musica e danza dal vivo, “Mbira”, una coproduzione del Teatro della Cooperativa e Aldes, associazione di artisti e operatori culturali che realizza opere di sperimentazione coreografica. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello stato africano dello Zimbabwe ma anche di una musica popolare tradizionale, di una danza e di un’importante festa che si svolge in quel paese. Così intorno a quel nome si intrecciano tante storie, tante domande e riflessioni sul contributo scambievole tra culture e civiltà diverse.

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