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Ciao Angioletto/1: Giorno per giorno la cronaca della tragedia alla scuola “Pirelli” di via da Bussero

Ciao Angioletto/1: Giorno per giorno la cronaca della tragedia alla scuola “Pirelli” di via da Bussero

Morto un bambino di prima elementare precipitato dal secondo piano delle scale

• Venerdì 18 ottobre: la tragedia. Scuola primaria Pirelli di via Goffredo da Bussero, alle 9.45: un bambino di prima elementare, Leonardo Acquaviva, uscito dall’aula per andare in bagno, precipita dal secondo piano delle scale (un’altezza di circa 10 metri). Sul posto arrivano subito due ambulanze del 118, un’auto medica e i carabinieri, che hanno bloccato il traffico su viale Suzzani per permettere all’ambulanza di arrivare velocemente all’ospedale di Niguarda. Il bambino, in condizioni molto gravi, viene trasportato al Niguarda in codice rosso. Ha subito un gravissimo trauma cranico, su cui si interviene subito, ed è in prognosi riservata. Secondo i carabinieri sembrerebbe un incidente: il piccolo avrebbe scavalcato la ringhiera e sarebbe caduto dalla balaustra precipitando dal secondo piano fino al piano interrato, dove si trova l’accesso alla palestra. La Procura dispone accertamenti sulla ringhiera delle scale (dai primi rilievi non emergono irregolarità) e sugli altri presidi antinfortunistici della scuola e indaga su omessa vigilanza da parte delle maestre o dei collaboratori scolastici. Il fascicolo viene assegnato al pm Letizia Mocciaro. Da quanto si apprende, è stato deciso di non disporre l’autopsia, ritenuta non utile ai fini delle indagini. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti ma si attendono le prime iscrizioni nel registro degli indagati.

• Martedì 22 ottobre: Leo ci lascia. L’ospedale di Niguarda comunica: “È terminato l’accertamento di morte con criteri neurologici ed è stato dichiarato il decesso alle ore 9.53”. Da quel momento vengono avviati gli accertamenti per dichiarare la morte cerebrale, che si sono chiusi dopo sette ore: il periodo di osservazione è terminato alle 16.51 nel reparto di rianimazione dell’ospedale. Il sindaco Sala esprome il suo cordoglio su Facebook: “Per Milano oggi è un giorno doloroso. Per me uno dei più tristi da quando sono sindaco. In questi giorni sono stato, con la doverosa riservatezza del caso, in costante contatto con i medici e attraverso loro ho espresso la vicinanza alla famiglia. Adesso però ogni parola è superflua e non posso che mandare un grande abbraccio a nome di tutta Milano alla mamma, al papà e a tutti i familiari”. Ora la procura indaga per omicidio colposo, reato ipotizzato in relazione all’omessa sorveglianza.

• Mercoledì 23 e Giovedi 24 ottobre: La scuola è in lutto Un drappo nero si unisce alla bandiera nazionale davanti alla scuola. I genitori degli altri scolari hanno cercato di spiegare ai loro figli che cosa è accaduto al loro compagno Leo e all’apertura della scuola la commozione è generale, anche in vista dei funerali di venerdì 25. Alla fine delle lezioni i bambini scendono le scale più lentamente del solito. Al secondo piano c’è ancora il nastro con cui i carabinieri hanno isolato lil pezzo di balaustra da cui il piccolo Leo si è sporto e nel seminterrato la palestra è chiusa. Al piano terra, mazzi di fiori. Fuori i genitori, che hanno chiesto un permesso di lavoro per stare vicini ai figli secondo il consiglio della psicologa della scuola.

• Venerdì 25 ottobre: L’ultimo saluto “Cari mamma e papà non piangete più per me. Io sono sempre con voi. Grazie per tutto l’amore che mi avete dato in ospedale sia voi che i vostri amici. Non voglio che succeda più una cosa del genere a scuola. Promettetelo. Sarò io la vostra forza. Il vostro piccolo Leo” .È la lettera diretta ai genitori di Leo letta da uno zio durante il funerale del piccolo nella chiesa di San Giovanni Battista, alla Bicocca. “Dio, tienilo stretto a te” prega don Giuseppe Buraglio davanti a un migliaio di persone. Il parroco prova poi a dare “una briciola di luce” ai genitori, spiegando che il loro piccolo figlio “è già arrivato nel porto dove siamo diretti tutti”. Fuori della chiesa un lungo applauso verso il piccolo feretro bianco coperto da rose da parte di familiari, amici, scolari appena uscito di scuola e molti abitanti del quartiere. All’ingresso della chiesa varie corone di fiori, una delle quali da parte dei compagni e dei genitori della prima C, la sua classe: “Leonardo sarai sempre nei nostri cuori”. C’è anche una composizione di margherite nerazzurre che formano a formare la maglia dell’Inter. A scuola intanto, alle 12, alunni, insegnanti e personale osservano un minuto di silenzio. Il Provveditorato avrebbe infatti negato l’autorizzazione a chiudere l’istituto, come chiesto dalla scuola e da una parte dei genitori. Non tutti, però, perché la sospensione delle lezione avrebbe creato disagi alle famiglie e perché, sottolinea una nonna, “forse non è il caso che i bambini partecipino ai funerali e rivivano il trauma che stanno cercando di superare”. A giorni è atteso in Procura il deposito delle prime relazioni degli investigatori. La pm Letizia Mocciaro ha delegato i carabinieri per ulteriori accertamenti allo scopo di individuare eventuali responsabilità legate all’omessa vigilanza di coloro che, come docenti e collaboratori scolastici, all’interno dell’istituto sono incaricati di sorvegliare gli alunni. Intanto i carabinieri hanno ascoltato una decina di testimoni, insegnanti, funzionari della scuola e la maestra di sostegno che era in aula quando Leonardo ha chiesto di andare in bagno: fuori c’era la bidella, che lo ha accompagnato, ma che avrebbe lasciato che il bambino rientrasse da solo in classe perché impegnata con altri due alunni. Un percorso di pochi metri, ma è in quei pochi metri e in quei pochi minuti che Leonardo è precipitato. “Sono madre anch’io. Ogni volta che entrerò a scuola penserò a Leonardo. Sono disperata”, ha detto la maestra che ad oggi non ha ricevuto comunicazione della sua iscrizione nel registro degli indagati. L’insegnante ha voluto far sentire la sua vicinanza ai genitori di Leonardo. “Mando loro il mio abbraccio e le condoglianze più sentite. Quando ho sentito le grida e il trambusto fuori dall’aula sono corsa fuori. E per me è stata una tragedia vedere quel bimbo che fino a due minuti prima sorrideva in classe”. Infine la dirigente scolastica ha incontrato il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ha detto di “aver voluto portare a lei e alla sua comunità la vicinanza del ministero”.

 

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