GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Ennesima esondazione del Torrente Pazzo nella notte del 14 maggio.

Danni ad abitazioni, cantine, box e negozi. Alberi abbattuti e diffusi black out. E non accennano a placarsi gli scambi di accuse fra i favorevoli e i contrari alle vasche di laminazione.

Oggi
30 anni fa

Ci risiamo, dopo un periodo di forte siccità alla prima notevole ondata di maltempo, il fiume Seveso ha nuovamente invaso i nostri quartieri esondando nella notte del 14 maggio.
La cronaca di quanto è successo la potete leggere fra poche righe. Prima però dobbiamo purtroppo registrare un nuovo scambio di accuse e polemiche fra coloro che sono favorevoli alla realizzazione delle vasche di laminazione, compresa quella all’interno del Parco Nord al confine con il Comune di Bresso e coloro che si oppongono, considerandole obsolete, deturpanti per il territorio e proponendo altre soluzioni. Come facciamo da sempre abbiamo deciso di dare spazio alle due correnti di pensiero, pubblicando (sul prossimo numero) due articolate dichiarazioni che sono pervenute in redazione, affinchè ogni nostro lettore si faccia un’opinione la più libera possibile.
Per l’ennesima volta “Zona Nove” ribadisce due concetti: il primo è che la soluzione messa in campo per proteggere finalmente e definitivamente i nostri quartieri, che in decenni di inondazioni hanno pagato un prezzo economico e sociale altissimo, non può in ogni caso prescindere dalla bonifica del Seveso, una vera e propria latrina a cielo aperto. La seconda è che la vicenda Seveso è la fotografia dell’Italia che non funziona: il progetto vasche è stato presentato, approvato e finanziato da diversi anni. Contro questo progetto sono stati presentati diversi legittimi ricorsi, sono state deliberate sospensive, nel frattempo sono fallite aziende che avevano vinto le gare di appalto, i vari organi della Magistratura, chiamati a dirimere queste controversie, hanno emesso sentenze discordanti o peggio opposte fra loro ed in qualche caso, come quella relativa agli scarichi abusivi che impestano il Seveso fino a farlo diventare il terzo fiume più inquinato d’Europa, non si sono ancora pronunciati. Così non si può andare avanti sia per il Seveso sia per ogni altro progetto da realizzare nel nostro Paese, pensiamo alla Tav, al Tap, al Mose e così via. I nostri quartieri sono in balia degli eventi atmosferici e tutto è drammaticamente fermo.
E veniamo alla cronaca dell’ennesima notte di acqua alta a Niguarda e quartieri limitrofi. Con una concentrazione di pioggia tra i 100 e i 130 mm d’acqua, la notte del 15 maggio u.s. a Milano è caduto in poche ore un terzo della pioggia che si è riversata sulla nostra città dall’inizio dell’anno. Un evento abbastanza importante, con cui dobbiamo ormai convivere visto i cambiamenti climatici degli ultimi anni, che, come aveva ipotizzato l’allerta meteo della Protezione Civile, ha causato l’esondazione del fiume Seveso, iniziata alle ore 3 e rientrata alle 8, ovvero cinque ore di passione per residenti, polizia locale, volontari, Amsa e chi più ne ha più ne metta. Sono state 30 le pattuglie della Polizia Locale impegnate nell’emergenza, insieme a 10 squadre della Protezione civile, che ne ha impiegate altre 20 al mattino e 20 al pomeriggio per fare fronte all’emergenza nonostante le acque si fossero nel frattempo ritirate.  Anche Amsa è stata impegnata nelle operazioni di pulizia, rimozione del fango e disostruzione dei pozzetti stradali nelle aree di Milano interessate dall’esondazione del fiume Seveso. Nel corso della giornata l’azienda ha schierato, in aggiunta ai regolari servizi di pulizia e spazzamento previsti nell’area, ben 22 automezzi: idrovore, spurgo pozzetti e lavatrici. Gli interventi di pulizia straordinaria e di disostruzione hanno riguardato in particolare piazzale Istria, viale Ca’ Granda, viale Suzzani, viale Fulvio Testi, viale Zara, via Veglia e via De Angelis.
Molto importante anche il sistema di allerta della Protezione Civile del Comune di Milano offerto gratuitamente ai residenti che si sono iscritti al servizio: circa 130mila avvisi, tra mail, telefonate e notifiche tramite l’app della Protezione civile, sono state inviati tra le ore 16 del 14 maggio, orario di emanazione dell’allerta meteo da parte di Regione Lombardia, e le ore 13 del 15 maggio, consentendo così anche di informare in tempo reale sull’esondazione in corso.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn