GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Fase 2 in corso all’Isola (senza dimenticare la Fase 1)

Fase 2 in corso all’Isola (senza dimenticare la Fase 1)

La rinascita del quartiere dalle tante “ceste sospese” con nuove regole di convivenza e mobilità. Il progetto pilota di via Toce. Il nuovo mercato coperto. Bici boom come sorprendente opportunità.

Sabato 23 maggio anche quello di Garigliano/ Lagosta si è aggiunto al drappello di punta dei mercati comunali scoperti aperti al pubblico per la parte alimentare. Da lunedì 25 hanno ripreso tutti e 94 i mercati settimanali di Milano, banchi di vendita non alimentare compresi. A tutela della salute di clienti e operatori, per le sedi mercatali vengono confermate sia la recinzione con varchi obbligatori di accesso e di uscita con rilevazione della temperatura all’ingresso che il contingentamento delle persone ammesse. I banchi di vendita avranno un distanziamento di almeno un metro e anche il pubblico dovrà indossare guanti e mascherine. L’Isola sta rinascendo. Forte è il ricordo della Fase 1, dei suoi morti, dei suoi eroismi. Nella prima decade di aprile, al grido di “nessuno può farcela da solo”, il Quartiere Isola in persona, con volantini e manifesti, diceva ai suoi abitanti di essere loro vicino. Con tanto di numero di telefono in chiaro, vi aderivano il Banco Alimentare, il Centro di ascolto delle parrocchie Sacro Volto e Santa Maria alla Fontana, la Chiese Metodista, il Comitato Quartiere Isola, il Consultorio Familiare, il Distretto Urbano del Commercio, il Circolo Operaio, l’associazione “Scambiamo due parole”. Vi venivano ricordati anche il servizio del Comune 020202 “Milano Aiuta” e le tante ceste sospese (“chi ha metta, chi non ha prenda”) che si stavano diffondendo nelle vie storiche del quartiere. Nella seconda metà di aprile entra in azione anche la Milano Clown Festival che mette in campo i suoi Pic al fianco della Brigata Lia, costola delle Brigate Volontarie per l’emergenza (all’interno di Milano Aiuta) che si occupa di aiutare le persone in difficoltà in Zona 9 ed istituisce una postazione fissa all’interno del sagrato della Chiesa della Fontana. Entra nella storia della Fase 1 dell’Isola anche l’appuntamento del 25 Aprile vissuto ai balconi e alle finestre delle case. L’Isola che emerge dal lockdown non è più certamente l’Isola della movida da bere che sembrava oramai parte della sua immagine cittadina. Non tutti i locali riaprono, c’è come un tramortimento nell’aria. Le strade di sera continuano ad essere poco frequentate. Nella interminabile Fase 1 quasi tutti i ristoranti e le pizzerie hanno perfezionato le offerte dell’asporto e del servizio a domicilio. Di sera le strade si animavano solo per le bici dei riders con i loro sproporzionati zaini cubici alle spalle. Ma è la Rete a diventare il vero punto d’incontro tra domanda e offerta, tra chi vuole organizzare una serata diversa e chi suggerisce le ricette più originali o porta a casa vini e pietanze. È alla Rete che la Biblioteca degli Alberi si affida per ricordare i colori e le delizie del suo parco. È nella Rete certamente che si stanno gettando le basi per la Fase 3 della pandemia, quando tutto ricomincerà veramente e sarà nuovo e antico al tempo stesso. Per ora le chiusure, le mascherine e le regole dell’isolamento sociale ridisegnano spazi, disposizioni di posti, abitudini e comportamenti. Polverizzate le vecchie (ma erano nuove solo tre mesi fa!) previsioni di entrate e di occupazione, ci sono ora aspettative tutte da inventare e bilanci in profondo rosso. Associazioni e Distretto sono al lavoro per contare i danni, riorganizzare proposte e offerte, fare i conti con i problemi ma anche con le opportunità che stanno venendo avanti. Perché è tutta la città che si sta riorganizzando! Il Piano Strade Aperte del Comune è globale nel ripensare mobilità e spazio pubblico. Nuovi percorsi ciclabili, strade a velocità moderata e zone 30, strade residenziali a prevalente mobilità pedonale e ciclabile, allargamento dei marciapiedi e pedonalizzazioni per ampliare spazi di gioco e attività fisica dei bambini. E infine interventi di “urbanistica tattica” per facilitare la posa di tavolini per bar e ristoranti sulle aree di sosta ai fini di recuperare almeno in parte la capienza persa all’interno per il distanziamento. All’Isola è riservato uno dei due progetto pilota di questo piano (l’altro è in zona Lazzaretto). Spiega il Comune : “Cuore dell’intervento è via Toce, pedonalizzata e trasformata in una playstreet (!) per il gioco dei bambini in connessione con le aree verdi di fronte alla scuola e quelle del giardino Bruno Munari.” Che è il giardino dell’ Albero di Fiorenza. Piani dei suoi commercianti e rivoluzione della sua mobilità a parte, ci sono altre carte che l’uscita dalla pandemia può riservare al quartiere. La prima è la riapertura in autunno del suo Mercato Coperto i cui lavori di ristrutturazione sono finalmente iniziati da oltre un mese e che potrà riaprire sia la sua vecchia parte vendita che quella nuova e innovativa di ristorazione già in linea con gli ultimi dettami della sicurezza e del comfort per i suoi clienti e diventare così un polo di attrazione per un ampio territorio. Un’altra è la sua ormai acquisita posizione di riferimento per un mondo che da minoritario ed elitario si sta invece imponendo come business del giorno; quello della bicicletta. “C’è la storica associazione dei ciclisti urbani milanesi e il giovane artigiano riparatore che si inventa nuovi servizi. Ci sono i produttori di bici di design su ordinazione, e i titolari del negozio con gli accessori più recenti alla moda”. La fitta presenza specializzata di attività economiche ed associative stava già facendo parlare gli appassionati della nascita di un distretto della bicicletta. Proprio in questo dedalo di strade che non si riesce ad attraversare da nord a sud e da est a ovest, e ovviamente nelle due direzioni inverse, la bici urbana milanese ha messo le sue nuove radici. Ora che le nuove esigenze della mobilità cittadina chiedono a bici (e monopattini) di far quadrare il cerchio delle presenze lavorative in città con la ridotta portata dei mezzi pubblici, il fenomeno presenta numeri consistenti di crescita di vendite e di assistenza avanzata (come le bici di cortesia). L’Isola. Generosa nella disgrazia, creativa nella rinascita.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn