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Il punto sugli esami di terza media e di maturità e sull’inizio dell’anno 2020/2021

Come era ormai chiaro da settimane, l’esame di terza media si farà, ma sarà fatto online. Ecco le parole del ministro Azzolina durante la conferenza stampa del 16 maggio: gli studenti dovranno scrivere un elaborato e discuterlo online. Le scuole hanno chiesto di far svolgere la presentazione online dopo la fine dell’anno scolastico e il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha accolto la loro richiesta: si potrà fare fino al 30 giugno. Per gli esami di maturità, quest’anno sono state eliminate le prove scritte e si farà solo un maxi-orale del valore di 40 punti che si terrà in presenza e che durerà circa un’ora, davanti alle commissioni composte da sei docenti interni e da un presidente esterno, come disposto dall’Ordinanza Ministeriale del 18 aprile. Il maxi-colloquio sarà suddiviso in 5 fasi: 1) Discussione dell’elaborato nelle materie d’indirizzo. Ogni commissione assegna un argomento ai candidati entro il primo giugno; gli studenti dovranno poi inviare l’elaborato ai docenti entro il 13 giugno. 2) Analisi di un testo di un argomento di letteratura italiana già affrontato durante il quinto anno. 3) Discussione multidisciplinare di un argomento assegnato dalla commissione. 4) Presentazione esperienze Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex Progetto Alternanza Scuola-Lavoro) tramite relazione o presentazione multimediale. 5) Domande relative alle attività di Cittadinanza e Costituzione. L’orale comincerà il esaminando non più di cinque studenti al giorno e scaglionando al massimo i colloqui. Al momento il Miur ha fatto sapere che l’orale di maturità non subirà stravolgimenti e che il voto massimo assegnabile alla prova è pari a 40 punti. Il punteggio dell’orale si sommerà ai crediti del triennio, che quest’anno valgono massimo 60 punti, così suddivisi: da 11 a 18 punti per la classe terza; da 12 a 20 per la quarta; da 8 a 22 per la quinta.

• Ultimo giorno di scuola La data è differente nelle varie regioni, Si parte il 6 giugno e si arriva al 12. Il 30 maggio il Comitato tecnico scientifico ha chiarito che non è contrario agli incontri tra studenti e docenti per salutarsi per l’ultimo giorno di scuola, purché siano all’aperto e nel pieno rispetto dei divieti di assembramento e delle regole di distanziamento e di protezione individuale. “È Una piccola cosa”, dice Anna Ascani, vice ministro dell’Istruzione, “ma può servire agli studenti a chiudere più serenamente un anno che dal punto di vista delle relazioni è rimasto sospeso. Naturalmente l’impegno più importante, su cui non si può sbagliare, è la riapertura della scuola a settembre. E ogni nostro sforzo resta concentrato su questo fondamentale obiettivo, affinché tutti possano tornare a scuola in presenza e in sicurezza”.

• Anno Scolastico 2020/2021 Inizierà già il 1° settembre in classe, per gli studenti delle scuole secondarie di II grado che dovranno recuperare le insufficienze di questo anno scolastico così travagliato a causa dell’emergenza sanitaria. “L’anno deve partire in presenza, in modalità quasi esclusiva”, dice il sottosegretario Anna Ascani. “Si possono immaginare lezioni a distanza solo per gli studenti delle superiori.” Per assicurare le misure di distanziamento sociale imposte dall’emergenza sanitaria, si pensa di suddividere le classi dei più piccoli in gruppi: “Quando il primo fa matematica, il secondo sarà nel laboratorio d’arte o impegnato nello sport. Dobbiamo ampliare l’offerta”. Per gli studenti delle scuole superiori il rientro sarà subordinato al recupero delle insufficienze assegnate nella valutazione finale dell’anno scolastico 2019/20. Poi la data di inizio per tutti, ancora non stabilita, è da concordare con le regioni. In ogni caso, ci saranno tanti problemi da affrontare: dalla sicurezza, all’ampliamento dell’offerta formativa, al ripensamento della didattica, ai docenti in più che serviranno, ai nuovi spazi da individuare. Serviranno mesi di lavoro intensi in cui si spera non ci sia una recrudescenza dell’emergenza sanitaria, ma che potranno essere l’occasione per dare un volto nuovo alla scuola.

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