GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Il ricordo non abbandona

Il ricordo non abbandona

Care lettrici, cari lettori, da poco abbiamo lasciato maggio, ricordato sempre come il mese delle rose, della mamma, delle spose, di Santa Rita, della Madonna nelle sue processioni. Era l’11 maggio 2013 quando a Niguarda il giovane ghanese Mada “Adami” Kabobo con un piccone faceva una strage in cui persero la vita Daniele Carella di 21 anni, Alessandro Carolè di 40 anni ed Ermanno Masini di 64 anni (vedi foto). Sono trascorsi 7 anni ma sono sempre nei nostri cuori. Covid-19, maggio 2020: si inizia lentamente a riprendere la vita, ad assaporare il profumo delle rose, dire due parole, sempre a distanza, per sentire che ci siamo. Ma non è facile, qualcosa è cambiato, ci si rende conto che la vita, pur preziosa che sia, davanti al Coronavirus per tanti è vissuta come tragedia. Zona Franca vorrebbe ricordare tutti, essere vicina alle famiglie. Era nato a Niguarda il dr. Alberto Pollini, 54 anni, fino ai 30 era in via Val di Ledro poi in via Maestri del Lavoro, nelle case della Cooperativa. Padre di sei figli, i più piccoli di 10 e 5 anni, pneumologo- anestesista, era andato volontario all’ospedale di Ponte S. Pietro (BG) dove ha contratto il Covid-19. È mamma Licia, 90 anni, che mi parla di lui quando, ragazzo, frequentava l’oratorio, gli anni di Don Dario. Mi racconta che non stava bene e, in lacrime, mi chiede una preghiera… Di Niguarda era anche Gianni Faregna, 63 anni, che trovavi sempre alla sezione del PD, in via Hermada. Un caro amico sempre disponibile, altruista, non una parola di troppo ma sempre il garbo che lo faceva signore. Lui e la moglie Candida erano ricoverati in terapia intensiva per il Covid. Ma purtroppo Gianni non ha superato una fase critica e ci ha lasciato. La moglie è rimasta a lungo in ospedale ma, da poco, stata dimessa e tornata a casa. Manco dalla mia amata Valle Seriana da 6 mesi. Valbondione, 800 abitanti, dove 20 ci hanno lasciato. Andrea era poco più che un bambino quando l’ho conosciuto, dalla mia casa alla sua 80 passi. Era il primo “ciao” di ogni giorno. Aveva contratto il Covid. Fra pochi mesi sarebbe diventato nonno dall’unica figlia Carola. L’ospedale non è vicino, ma il dottore quando ha visto che stava peggiorando ha avvertito la figlia in videochiamata perché lo salutasse per l’ultima volta. Maggio: un caro ricordo a Daniele, Alessandro ed Ermanno, dopo 7 anni…! Tre storie medesime a quelle di tutti coloro che ci hanno lasciato. che sono le storie di tutti quelli che ci hanno lasciato. Vorrei dire di essere prudenti, seguire le regole… La vita è preziosa!

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