La storia della Colonna Tutelare anti-Seveso di Piazza Belloveso

Vi presentiamo l’ultima ricerca storica condotta da Sergio Bernasconi, che ringrazia per i messaggi di condoglianze che gli sono giunti tramite il nostro giornale in occasione della morte della sorella.

Questa “colonna tutelare” ha dominato la Piazza della Chiesa di Niguarda per quattrocento anni. La Storia: siamo nel mese di dicembre del 1568, quando il Cardinale Carlo Borromeo in uno dei suoi normali giri di visite a pievi e parrocchie, giunge in quella di Niguarda dove deve intervenire con la sua autorità per definire i rapporti con gli abitanti della vicina Pratocentenaro, ”Pracentenè” in dialetto. Questa comunità era molto povera e non era in grado di mantenere un prete per poter costituire una parrocchia perciò Borromeo unì per giurisdizione e culto la chiesa di Pratocentenaro a quella di Ni-guarda. Questo fino a quando gli abitanti di Pratocentena-ro non sarebbero stati in grado di provvedere al mantenimento di un sacerdote. Il cardinale Borromeo però fece i conti, come si usa dire, senza l’oste. In questo caso l’oste era il torrente Seveso che, con le sue furiose e minacciose acque straripanti durante le frequenti e improvvise piene, metteva in serio pericolo la vita dei fedeli di Pratocentenaro, quando per adempiere i doveri del culto festivo dovevano recarsi a Niguarda. Il popolo niguardese per proteggere entrambe le comunità da sciagure dovute alle esondazioni eresse una “colonna tutelare” con in cima la statua del Cristo, a Niguarda, vicino al ponte sul Seveso in piazza della Chiesa. Questa colonna era ancora esistente nel 1911. La testimonianza scritta si trova nel libro “Niguarda. Note storiche. Ricordi. 1911”. Libro suggerito dal parroco di Niguarda Cesare Folci e scritto dal suo coadiutore Don Arturo Migliavacca. A pagina 16 si legge: “…come dimostra la colonna tutelare con il Cristo ancora esistente al ponte sul torrente in prospettiva alla Chiesa di Niguarda.” Tutto si sistemò dopo cinquant’anni quando nel 1618 il cardinale Federico Borromeo valutata la situazione decretò la separazione di Pratocentenaro dalla chiesa matrice con la formula “Propter plebis tutanem” (per la tutela del popolo) istituendo la nuova parrocchia di San Dionigi in Pratocentenaro. Quella chiesetta in via del Riposo dove nel 1932 si sono sposati i miei genitori distrutta poi dalle bombe angloamericane nel 1943. Non conosco la data della demolizione della “colonna”. Presumo che avvenne quando modificarono il ponte per la sicurezza dei ragazzi che sarebbero affluiti numerosi nella nuova scuola elementare di via Umberto I, poi diventata via Passerini. Oppure in seguito al disastro causato da una piena del Seveso il 30 maggio 1917 al ponte di via Garibaldi oggi via Luigi Ornato. Passano i secoli ma il Seveso è sempre lì a dimostrare la forza vincente della natura. Amen.