Scuola Pirelli, due maestre e una commessa accusate di omicidio colposo per la morte di un alunno

Accusate di omicidio colposo le maestre e la commessa della Scuola Primaria Pirelli, in via da Bussero 9, per la morte del piccolo Leonardo, il bambino precipitato dalla tromba delle scale della scuola, a l’ottobre scorso. Il piccolo salì su una sedia girevole con rotelle, precipitando per circa 10 metri e morendo in ospedale il 22 ottobre scorso. Nell’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal PM Maria Letizia Mocciaro, si legge che le due maestre e la commessa, accusate di omicidio colposo, “hanno cagionato la morte del bambino per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme”. L’omicidio colposo è il reato consistente nella soppressione di una vita umana ad opera di una persona in conseguenza di un fatto a lei imputabile, ma compiuto senza intenzionalità. L’assenza dell’intenzionalità lo distingue dall’omicidio doloso o volontario. Così, si legge ancora nell’atto notificato alle tre donne indagate: “Il bambino si recava da solo ai servizi e nel fare rientro verso la classe si avvicinava al pianerottolo della tromba delle scale dove si trovava una sedia girevole con rotelle (abbandonata e incustodita), si arrampicava su detta sedia presumibilmente incuriosito dal vociare dei bambini di una classe che al piano di sotto usciva per andare in palestra. Dopo di che, dalla sedia si sporgeva, perdeva l’equilibrio e cadeva nel vuoto (dalla sommità del parapetto al punto di caduta è stata misurata un’altezza di circa 13,50 metri), procurandosi gravissime lesioni che ne causavano il decesso qualche giorno dopo in ospedale”. Come si legge ancora nell’avviso, in particolare la maestra di italiano e la docente di sostegno sono accusate di avere “omesso la dovuta vigilanza sul bambino” avendogli consentito di “recarsi ai servizi igienici fuori dall’orario programmato” e violando così il regolamento dell’Istituto e la direttiva della scuola avente ad oggetto la vigilanza sugli alunni. La collaboratrice scolastica invece è accusata di “non avere prestato servizio nella zona di competenza secondo la mansione assegnatale”, di “non avere vigilato sulla sicurezza e incolumità dell’alunno, in particolare nello spostamento per recarsi ai servizi”. C’è sgomento tra il personale della scuola. Dopo questa accusa purtroppo sembra di star rivivendo la macabra situazione angosciante accaduta all’inizio di questo anno scolastico, ormai giunto alla fine. Ognuno di loro sa bene che questa tragica fatalità avrebbe potuto coinvolgere qualsiasi altra insegnante o commessa della scuola perché chiunque si sarebbe potuto trovare al loro posto in quella circostanza. Adesso si teme per quello che potrà succedere riguardo al futuro delle donne accusate, insieme alla tristezza angosciante che caratterizzerà il ricordo indelebile di un tormentoso accadimento.