Il Cane Mascherato dello scrittore meneghino Flavio Maestrini

In giugno incontro lo scrittore meneghino El Dondina e tutte due in mascherina (per il covid) decidiamo di parlare su Zona Nove di altro libro “mascherato”. Ci incontriamo ed ecco quanto esce come notizia letterale per il nostro giornale. Gli chiedo: “Cosa ti ha spinto a dar vita ad un personaggio come il Cane Maschera-to? E lui mi spiega: “È un po’ una piccola e poco significativa risposta ai cartoni animati normalmente proposti ai bambini. I cartoni animati in effetti sono di una grande violenza appena mediata dal disegno accattivante. Ma proviamo a pensare al racconto delle storie più classiche, per esempio Bambi, il famosissimo film di Walt Disney, che inizia con la morte della mamma del cerbiatto, o Dumbo, altra storia che inizia con una lacerante divisione fra madre e figlio. L’altro aspetto è quello dei gesti violenti: martellate, spari, bastonate, certo il tutto è molto esagerato per far ridere, ma il fatto rimane. Io credo che se provassimo a guardare un cartone analizzando semplicemente i fatti, saremmo sconcertati per la violenza espressa. Sulla base di questi pensieri, un giorno, in uno dei miei viaggi in treno, ho provato ad identificare un personaggio della fantasia che avesse però caratteristiche assolutamente normali, comuni ai suoi simili. E così è nato: il Cane Mascherato e le sue avventure. Lui è uno come noi, con le sue debolezze, i suoi limiti e, perché no, le sue paure. Quando il Cane Mascherato indossa il mantello rosso e la mascherina nera, riesce a caricarsi di una forte determinazione: è come se entrasse in una parte nella quale il personaggio dimentica la paura. Il mantello e la mascherina rappresentano due elementi in grado di conferirgli un ruolo risolutivo che poi è quello che gli altri si aspettano da lui. Per naturale spirito di appartenenza, il Cane Mascherato è particolarmente sensibile a tutto ciò che può accadere agli altri cani, ma lo è molto di più nei confronti della sua padrona, sia perché nutre un grande affetto “filiale”, sia perché è lei la fonte e lo scopo della sua stessa esistenza. Appena si profila un disagio o un pericolo, il Cane Mascherato è lì, pronto ad intervenire, sempre risoluto, mai presuntuoso e mai violento. Il Cane Mascherato rispetta gli umani, sa che da essi riceve cibo e coccole, ma ne conosce anche i lati meno esaltanti, le manie, le debolezze e qualche volta non riesce a trattenere la sua voglia di combinare piccoli scherzi dei quali subito dopo si pente. Sono storie particolarmente adatte ai bambini, nelle quali l’identificazione dei buoni e dei cattivi è immediata. E, come davvero dovrebbe accadere nella vita, il buono vince ed il cattivo viene punito, ma senza nessuna acrimonia o ricerca di una vendetta compensativa. Per semplicità di contenuto e trasparenza di situazioni questo piccolo libro come altri da me scritti sono destinati ai bambini, ma la lettura assieme ai genitori potrebbe essere gradita e utile. Il Cane Mascherato è un piccolo personaggio facile, senza pretese, ma analizzandolo un po’ meglio risulta essere meno semplice di quello che potrebbe apparire. A incominciare dalla leggenda che lo vuole immortale. E qui è meglio chiarire subito il debito verso un famoso personaggio dei fumetti degli anni 50: l’Uomo Mascherato che, all’inizio del suo declino fisico, consegnava al figlio la sua tuta rossa e la mascherina nera, perché potesse continuarne le gesta in un’ipotesi di immortalità e così si comporta anche il Cane Mascherato. Non lo fa solo per mantenere la leggenda, ma anche per seguire l’istinto di trasmettere al proprio figlio l’eredità di qualità e di virtù, nella speranza che possa continuarne le gesta. Il mondo del Cane Mascherato si è dotato di norme di comportamento che tutti i bravi cani devono seguire, si tratta di un regolamento canino che prevede norme di obbligo e norme di conoscenza.

E’ un decalogo pensato da un gruppo di cani e quindi è espresso con quella logica:

1 – divieto assoluto di mordere il padrone o chi ne fa le veci

2 – non rispondere in modo sgarbato ai padroni

3 – non criticare mai il padrone

4 – difenderlo dagli attacchi di animali e di umani

5 – sopportare di essere trattato come un animale

6 – essere paziente con tutti gli umani

7 – accettare di buon grado lunghe passeggiate per tenere in salute il padrone

8 – fare i giochi che vengono richiesti soprattutto se in presenza di amici del padrone

9 – segnalare il proprio gradimento scodinzolando

10 – sopportare, senza ridere, di essere trattato come un umano.

Il Cane Mascherato non ha straordinarie qualità, non vola, non fa magie, non ha una particolare forza fisica, non è neppure un cane di razza e potrebbe essere tranquillamente considerato un cane normale, “comune”. Le sue qualità sono: la generosità, l’onestà, la voglia di aiutare i deboli. La sua vera forza è quel po’ di saggezza e di buon senso che tutti noi abbiamo e che, volendo, potremmo usare”. Flavio Maestrini, ancora una volta, ci ha mostrato la sua professionalità e ci ha trasmesso tanta saggezza! Grazie e… alla prossima!