Gli infermieri a Salvini: “Noi con la mascherina perché abbiamo visto cosa fa il virus”
Ha iniziato, ai primi di agosto, un infermiere del 118 del Niguarda – Paolo Baldini, 48 anni, infermiere, 20 anni in prima linea tra pronto soccorso e ambulanze – e lo hanno seguito migliaia di colleghi su Facebook. Baldini ha pubblicato una lettera aperta su Facebook a Matteo Salvini che in Senato si era rifiutato di coprirsi il volto con la mascherina antivirus con grande disprezzo delle istituzioni e del popolo italiano. Il messaggio iniziava così: “Caro senatore Salvini, Lei ha dichiarato che non mette la mascherina. Io a differenza sua la mascherina la metto. Perché un decreto della presidenza del consiglio dice che va messa. Perché chi ha le competenze e la conoscenza per dirmi cosa fare mi dice che la devo indossare. Perché io a differenza sua non ho un’immunita parlamentare e non sono al di sopra della legge e se non la indosso ne rispondo agli organi competenti. Perché io a differenza sua ho rispetto per i 35.112 italiani morti e per le loro famiglie…” Tra i post di adesione che si sono susseguiti sui social ne scegliamo solo uno, quello di Stefano Caldana che ha lavorato agli Spedali Civili di Brescia: “Metto la mascherina perché io a differenza sua ho rispetto per chi si è ammalato e per chi ha perso il lavoro a causa di questa pandemia. Perché io a differenza sua ho rispetto per i milioni di italiani che sono stati a casa ed hanno rinunciato alla propria libertà per un senso civico e un bene comune. Perché io a differenza sua, purtroppo ho visto cosa può fare questo virus e non ho nessuna voglia di tornare in quell’incubo. Nessuna. Proprio nessuna. Io non sono Salvini. Io ci metto la faccia e spero di non essere l’unico”.
