Dossier Seveso 1 – 24 luglio, 2,7 metri di pioggia in 20 minuti E il Torrente pazzo torna a invadere le strade

“Ma cosa è successo stanotte? Tra le 6 e le 7 a Milano sono caduti 70 mm di pioggia, in un ora quelli di un mese. Il Seveso in via Valfurva a Niguarda è passato da 40 cm alle 6.40 a 3,10 metri (esondazione) alle 7.00: 2,7 metri in 20 minuti, 13,5 cm di salita ogni minuto. È l’esito del cambiamento climatico. Questa è la ragione per la quale diciamo che il progetto vasche deve essere realizzato e in fretta, senza se e senza ma.” Parole di Marco Granelli, assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici del Comune di Milano, che raccontano la grave esondazione dello scorso 24 luglio. Già giovedì 23 la Protezione civile del Comune di Milano aveva avvisato i cittadini con telefonate, sms o email che era stata diramata allerta arancione (livello di pericolo tre su quattro) per rischio idrogeologico e temporali forti, oltre a una allerta gialla (livello di pericolo due su quattro) per rischio idraulico. Purtroppo le previsioni sono state rispettate e venerdì 24 luglio una bomba d’acqua si è abbattuta su Milano allagando le strade di Niguarda e Pratocentenaro. Lo scenario è stato lo stesso di altre brutte esondazioni che hanno devastato la nostra zona in tutti questi anni: tombini scoppiati e trasformati in geyser, cantine allagate (a poco sono serviti i sacchi di sabbia messi preventivamente a protezione) e pedoni immersi nell’acqua fino alle ginocchia. Le arterie principali, Zara, Fulvio Testi, Sarca e Ca’ Granda sono andate sott’acqua e i vigili del fuoco hanno dovuto soccorrere molte persone rimaste bloccate all’interno di vetture per l’allagamento dei sottopassi in particolare tra viale Arbe e viale Sarca. Problemi alla circolazione dei mezzi Atm e traffico in tilt per quasi tutta la giornata.

• 200mila euro per pulire le strade. Più i danni a case, box, cantine e negozi Arriva l’onda di piena, il Seveso esonda poi, dopo un tempo variabile, l’acqua defluisce e il fiume ritorna nel suo alveo. A quel punto inizia la conta dei danni, spesso ingentissima. Quanto costa solo ripulire le strade, i marciapiedi e le aree verdi dal fango lasciato dalle acque di piena? Il Comune stima circa 200 mila euro di soldi pubblici per pagare l’immane lavoro extra di Amsa: l’Azienda ha messo in campo 190 mezzi e 268 persone con un intervento che in tre/quattro giorni ha permesso il ritorno alla normalità, Nel 2014, nelle due esondazioni ravvicinate del 12 e del 14 novembre, Milano ha speso 385 mila euro per ripulire i quartieri alluvionati. Forti le parole pronunciate il giorno dopo l’ennesima esondazione dall’assessore alla Mobilità Marco Granelli: “In queste ore ci sono decine di mezzi Amsa che stanno pulendo le strade dal fango del Seveso. È meglio ripulire la vasca al Parco Nord cinque o sei volte all’anno che le strade di sei quartieri?”. Ma i costi per la collettività non si fermano alla pulizia: sono state impegnate venti squadre di tecnici di Unareti (società che si occupa della rete elettrica) per asciugare le cabine elettriche così da poter riaccendere interi quartieri per ore al buio dopo che all’alba di venerdì 24 luglio era saltata la corrente. Senza dimenticare i 200 interventi dei pompieri in sei ore per salvare persone, negozi e cantine. E ancora i tecnici di Mm per ripristinare la circolazione delle linee. Stesso discorso per Atm, Polizia Locale e Protezione Civile.