Dossier Seveso 2 – Vasca No: “In epoca Coronavirus, il cantiere è un grave rischio per la salute”

Comitato Coordinamento Torrente Seveso

Il Comune di Milano ha aperto il cantiere per la contestatissima vasca di laminazione in territorio del Parco. Non sono serviti gli appelli alla ragionevolezza di cittadini e associazioni del territorio, che invocano da anni la rinuncia a realizzare un impianto devastante, che distruggerà 4 ettari di area regionale protetta e stoccherà acque inquinatissime e con buona probabilità contaminate da diversi patogeni tra cui il Covid-19 (tracciato nelle acque di fogna che riempiranno la vasca) a 30 metri dalle abitazioni di più di 2000 cittadini di Bresso. Il Comitato Coordinamento Torrente Seveso, allibito dall’irresponsabilità di tale scelta ricorda al Comune di Milano e, in particolare, al sindaco Sala e all’assessore Granelli, che:

• La salute è un diritto inviolabile, che non può essere messo a rischio per la fretta di realizzare un’opera per cui da anni viene chiesta una nuova valutazione di impatto ambientale che inglobi anche il tema salute (procedura di VIIAS – Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario)

• La Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità degli abitanti della zona ad avere un approfondimento sul tema salute con nuovo dibattimento in merito alla valutazione di impatto ambientale da parte del tribunale delle acque

• Durante periodi di grave emergenza sanitaria, come quello in atto, bisogna fermarsi a riflettere con molta cautela su gli interventi che si intendono portare avanti – soprattutto in tema gestione delle acque, possibile veicolo di contaminazione

• I recenti rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità in tema emergenza da Coronavirus ricordano che nelle acque reflue sono presenti tracce del virus e che per questa ragione le acque della fognatura non devono entrare in alcun modo in contatto con la popolazione prima di essere trattate in modo specifico nei depuratori

• La vasca nel Parco Nord stoccherebbe per giorni le acque di un fiume inquinatissimo, mischiate alle acque reflue delle fognature esponendo la popolazione limitrofa a pericolose esalazioni e alla creazione di un ambiente acquitrinoso fortemente insalubre • L’esperienza della vasca velodromo mostra che le operazioni di pulizia di una vasca non riescono a eliminare gran parte dei fanghi delle acque di fogna. Qualsiasi operazione di lavaggio o di rimozione dei residui stessi creerebbe rischio di trasmissione dell’infezione. L’Iss precisa che i fanghi di precipitazione di acque di fogna non possono essere rimossi prima di essere trattati con interventi chimici e fisici atti a inattivarne la contaminazione da parte di Sars-Cov-2 e altri patogeni e che devono essere poi asportati con modalità che ne impediscano qualsiasi dispersione nell’ambiente. Nessuna di queste operazioni è prevista per la manutenzione della vasca

• Non esiste un piano preciso di manutenzione, ma gli assessori promotori del progetto ricordano che l’impianto verrà lavato con i mezzi di pulizia delle strade: scelta rischiosa per la produzione e diffusione in ambiente di polveri e aerosol

• La presenza di inquinanti in decantazione nella vasca produrrebbe un effetto “cocktail” dai risvolti sconosciuti sulla salute della popolazione, con possibili effetti irritanti e proinfiammatori a livello delle vie aeree, con la creazione di condizioni di salute tali da facilitare la contrazione di gravi infezioni respiratorie

• Recentissimi studi scientifici italiani e internazionali hanno dimostrato la correlazione tra livelli di inquinamento atmosferico da pm 2.5 e pm 10 e, da un lato, una maggiore mortalità per infezione da Covid-19 negli individui infettati e, dall’altro, una maggior persistenza del Coronavirus nell’aria

• Durante i due anni necessari per i lavori di rimaneggiamento dell’alveo, la sua deviazione in canale artificiale e il parziale abbattimento delle sponde richiederanno la secca del fiume nei cui fanghi prolifereranno numerosi patogeni, a ridosso di un quartiere densamente abitato

• Fin dalle prossime settimane si lavorerà su un alveo rivestito da fanghi contaminati dai residui fecali con tracce di Covid- 19, rimaneggiando il fondo e le sponde del fiume con sollevamento di polveri dei residui di precipitazione delle acque di fogna e conseguente rischio di dispersione nell’ambiente di particolato contaminato da coronavirus e altri patogeni

• Sin dall’inizio si interverrà sulla rete fognaria per eliminare interferenze e apportare modifiche. Intervenire su acque reflue in periodo di emergenza Covid-19, di cui è rilevata la presenza nelle feci e quindi nelle fognature di Milano, può esporre il quartiere limitrofo ad acque contaminate. Per tutte queste ragioni il Comitato coordinamento torrente Seveso chiede che la vasca nel Parco Nord non venga realizzata e che si blocchi l’apertura del cantiere in tutela della salute pubblica degli abitanti del territorio.