Referendum costituzionale: perché votiamo e cosa votiamo?

In città 195 mini cantieri per riparare le buche di strade e marciapiedi Anche in Zona 9 lavori di manutenzione per sistemare l’asfalto Stefano Siso Clerici Il referendum del 20 e 21 settembre ci chiama a esprimerci sulla riduzione di 345 parlamentari a partire dalla prossima legislatura: in caso di vittoria del sì i deputati scenderebbero a 400 (dagli attuali 630) e i senatori a 200 (da 315). In tutto, un terzo della composizione dell’assemblea legislativa, che oggi conta 945 rappresentanti eletti. I Senatori a Vita non potranno superare le 5 unità. Quello del 20 e 21 settembre è un referendum costituzionale ha regole diverse da quelle previste dal referendum abrogativo a cui siamo abituati. Tecnicamente, il referendum è confermativo di una legge che il Parlamento ha già approvato, con l’iter previsto per le norme che modificano la Costituzione. Siccome l’approvazione parlamentare è avvenuta a maggioranza semplice – senza raggiungere i due terzi di voti favorevoli – si può procedere al referendum confermativo popolare. Ultima nota: il referendum confermativo non prevede il raggiungimento del quorum (50% + 1 degli aventi diritto di voto) e quindi il risultato che esce dalle urne è valido, indipendentemente dal numero dei votanti.

• Le ragioni del Sì Le argomentazioni principali a favore del taglio dei parlamentari sono sostanzialmente due: 1) I costi della politica: il taglio dei parlamentari comporta un risparmio di 100 milioni all’anno. 2) L’efficienza decisionale: la riduzione favorirebbe un miglioramento del processo decisionale delle Camere per renderle più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini.

• Le ragioni del No Chi sostiene il mantenimento dell’attuale numero di parlamentari teme in particolare due conseguenze: 1) La penalizzazione delle Regioni più piccole, che esprimendo meno parlamentari sarebbero meno rappresentate; un Parlamento meno rappresentativo della popolazione.

• SI o NO? Ma è tutto chiaro e inconfutabile oppure…. – I sostenitori del No sollevano dubbi sulla quantificazione dei risparmi, che non arriverebbero a 100 milioni ma sarebbero intorno ai 60 milioni annui, pari allo 0,007% della spesa pubblica annua. – I sostenitori del Sì sottolineano che l’Italia è fra i paesi d’Europa e del mondo con il più alto numero di Parlamentari. I sostenitori del No rispondono che, con la riduzione introdotta dalla riforma costituzionale oggetto del quesito referendario, diventeremmo invece il Paese d’Europa con il numero di parlamentari più basso rispetto alla popolazione. Michele Cazzaniga Il 20 luglio, come si sa al Parco Nord è stato aperto il cantiere per la realizzazione della vasca di laminazione delle acque di piena del Seveso, che verrà realizzata a fianco del Cimitero di Bruzzano, al confine fra i Comuni di Milano e Bresso (vedi i particolari tecnici in questa stessa pagina). A tutt’oggi i lavori procedono come da programma: si è abbattuto un numero consistente di piante, che verranno sostituite, come è nei piani, da un numero nettamente superiore di alberi ed arbusti. Per questo sono in corso le acquisizioni delle prime aree dismesse per cederle al Parco Nord così da poterle piantumare. Dal Comune di Milano arriva intanto la rassicurazione che sulla sponda sinistra del Seveso, quella nel Comune di Bresso, non sarà abbattuto nessun albero e si sta provvedendo ad occupare solo le aree strettamente necessarie a questa fase dei lavori. In particolare non saranno abbattuti gli alberi nei pressi del condominio di via Papa Giovanni XXIII, tranne quelli pericolosi che si trovano nell’alveo del Seveso. In concomitanza con il cantiere ci si pone già da ora il problema della pulizia delle acque luride del Seveso. In proposito ha scritto Marco Granelli, assessore all’Ambiente del Comune di Milano: “Mentre costruiamo la vasca lavoriamo perché essa possa rimanere un lago di acqua pulita non solo 11 mesi all’anno, ma 12 mesi all’anno, per sempre. Questo sarà possibile se saremo capaci di aumentare le zone permeabili nei territori attraversati dal Seveso, se diminuiremo le portate d’acqua nel fiume con impianti che permettano la dispersione delle acque piovane nel territorio, applicando il più possibile il principio dell’invarianza idraulica, e poi soprattutto lavorando per rendere le acque del Seveso meno sporche. Ora abbiamo una grande occasione: l’Europa mette a disposizione fondi significativi per il nostro Paese, per l’emergenza Covid, per far ripartire gli investimenti: chiediamo che Regione Lombardia e Governo inseriscano progetti di invarianza idraulica e rinaturizzazione del Seveso tra le proposte da mandare in Europa: investiamo nell’ambiente, il Seveso è una grande occasione. E così forse le vasche saranno sempre meno necessarie e resteranno sempre laghi o colline verdi.”