Dossier Seveso 4 – Un nostro lettore: “Se Regione e Comuni collaborano il problema del Seveso si può risolvere”

Massimo Maggiaschi

Tutte le volte che piove sei quartieri di Milano diventano ostaggio delle bizze del Seveso che dal sottosuolo e dalle tombinature esonda e fuoriesce a danno del territorio circostante. Come più volte denunciato anche da “Zona Nove” il fiume è inquinato da oltre 1400 scarichi abusivi che l’hanno trasformato in una fogna maleodorante, con il risultato di aumentare i danni nei quartieri toccati dalle esondazioni. Dopo un serie di rinvii è iniziata la costruzione della vasca di Milano che si prevede verrà realizzata in due anni. Tutto bene dunque? Non proprio visto che il comitato sorto a Bresso è fortemente contrario alla vasca e ha fatto di tutto per impedire i lavori di costruzione. È la solita Italia dei tanti campanili, che antepone al bene comune l’interesse particolare. Se a questa posizione dei Bressesi no vasca posso guardare con benevolenza non mi spiego certe posizioni politiche. La “prezzemolina” consigliera Sardone che a luglio, in occasione di un’esondazioni, rilasciava un’intervista in cui attaccava il Comune di Milano, perché a suo dire lasciava indifesi i sei quartieri allagati, la ritroviamo in agosto a Bresso, in compagnia del collega Bastoni che è consigliere regionale, a organizzare un banchetto contro la costruzione della vasca di contenimento. Sono curioso di capire cosa ne pensano gli elettori leghisti nei sei quartieri interessati dalle esondazioni e la Regione Lombardia favorevole alle vasche. Mi perdonino i milanesi doc ma “Me le’ sta storia?” Qualcosa non torna: mi sembra che la voglia di fare polemica a prescindere superi l’interesse di risolvere un’annoso problema. Inoltre nelle polemiche è finito il Parco Nord, l’ente che tiene in gestione le aree della vasca in costruzione. A riportare la discussione nei binari giusti ha provveduto Giuseppe Manni, già sindaco di Bresso e presidente del Parco, che ha ricordato la dura battaglia che ha dovuto intraprendere per salvaguardare la salute ottenendo la bonifica del Seveso nel bressese e conseguentemente la compensazione ottenuta dal Parco che a fronte dell’area della vasca ottiene terreni tre volte più grandi che incrementano il patrimonio verde gestito e fruibile da tutti i cittadini. Tra i tantissimi cittadini c’è anche chi scrive che quasi quotidianamente attraversa questo insostituibile polmone verde. Per inciso spiace a tutti vedere abbattere degli alberi per fare spazio ai lavori ma come ha ricordato il presidente attuale del Parco Marzio Marzorati, a fronte del senso di responsabilità per un problema annoso come quello del Seveso, si acquisiscono terreni in parte cementificati che torneranno ad essere permeabili, incrementando il patrimonio verde del parco. Come insegna questa vicenda le contrapposizioni non servono a risolvere i problemi ma ne ritardano le soluzioni. Infatti il tema della bonifica delle acque deve vederci insieme per ottenere il contrasto agli scarichi abusivi ben sapendo che, come fanno i no vasca, è perfettamente inutile prendersela con Milano che annualmente spende milioni di euro dei cittadini per pulire il Seveso e non solo. È nvece necessario coinvolgere la Regione che ha la potestà di intervenire sui corsi d’acqua. Solo dalla collaborazione tra la Regione e i Comuni attraversati dal Seveso, come già avvenuto per le vasche, potremo sperare in un futuro diverso.