GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

VIA BORSIERI È BENE O MALE?
Sono residente all’Isola e vostro lettore. Vorrei rispondere all’entusiasmo del sig. Carpi in merito all’articolo sulla movida nel nostro quartiere pubblicato nell’ultimo numero. Di primo acchito mi sono domandato dove abitasse il signore visto il tono dell’articolo. Tutto bello, tutto funzionale, W la movida di via Borsieri. Peccato che alcuni locali permettano schiamazzi fino a notte fonda, che abbiano occupato (dietro permesso) anche la sede stradale, e che alcuni di questi non accettino prenotazioni nonostante le regole sul covid, così ci sono assembramenti di avventori irrispettosi del distanziamento. Il risultato di questi cambiamenti sono: disturbo della quiete notturna, carenza di posti auto per i residenti (a proposito dove sarebbero i silos per auto deserti? E tanti stabili non hanno posti auto essendo stati edificati prima del 900). A volte assistiamo anche a risse per il posto auto, discussioni, urla e non ultimo anche deiezioni sui marciapiedi e bicchieri di plastica sparsi nonostante l’impegno degli operatori ecologici. Che senso ha mettere panchine negli slarghi delle strade o mettere tavolini da ping pong lasciando l’asfalto? Sarà sicuramente bellissima la trasformazione del mercato di piazzale Lagosta che verrà finalmente valorizzato. Certo Via Borsieri è diventata la via più accogliente del mondo per chi viene mangia, beve e se ne va, ma per noi che restiamo? Un po più di serenità non guasterebbe e bisognerebbe trovare un punto d’incontro tra “esigenze” della movida e diritti dei residenti. Lettera firmata (settembre)

• Ringrazio sinceramente il lettore che commenta il mio articolo con una sana vena di realistico richiamo alle “altre” facce della movida di via Borsieri, quelle che sono ben note a chi ci abita e ne paga in proprio i conti meno appariscenti ma concretissimi della sua effervescenza. La redazione prenderà lo spunto proprio dalla sua lettera per predisporre un altro articolo già nel prossimo numero. Tutto attento, stavolta, a questa seconda faccia della medaglia che, a dire il vero, “Zona Nove” non ha mai perso di vista. E anche di parcheggi ritorneremo a parlare, naturalmente. Ciò premesso, un elogio del nuovo look del quartiere andava fatto. Già in tempi pre covid, siti specializzati e giornalisti illustri hanno di fatto creato una narrazione oramai internazionale sul quartiere di Milano dove tutti si conoscono, le sue botteghe, le sue gallerie, la sua “magica” via Borsieri e il il mix irripetibile di atmosfere, occasioni di trattenimento, spunti storici e urbanistici che si respira dentro e attorno ad essa. E lo abbiamo fatto come orgogliosi padroni di casa, aggiornando questa narrazione oramai classica con la doverosa evidenza dello spirito di rinnovamento e fantasia dimostrato da Comune e operatori del quartiere per mettere insieme sicurezza e ritorno. Perché le strade deserte non risolvono nulla, anzi creano altri problemi ancora più gravi. In Italia troppa gente ancora vorrebbe scendere dalla macchina proprio di fronte al bar del sabato sera. E questo atteggiamento non ha soluzioni. Ma i silos auto di sera vicino all’Isola ci sono. Sono quelli che ricevono la grande ondata diurna di Regione e dintorni. E che di sera si svuotano. Via Sas.setti, Via Restelli, Via Pola… per non parlare di quelli in zona Stazione Centrale e di quello del Podio. Qualche mese fa avevo sentito di possibili accordi tra silos e gestori locali per prezzi scontati dei posti auto nelle ore della movida. Poi arrivò il covid… (Primo Carpi)

DISSERVIZI SCUOLABUS CESARI

Segnalo che il servizio scuolabus diretto alla scuola “Cesari” e, da quest’anno, alla scuola “Cassinis”, col nuovo anno scolastico è diventato penoso. Ieri mattina tutte le linee degli autobus sono arrivati in considerevole ritardo alle fermate per caricare i bambini, ma ciò è che più grave è il fatto che ieri pomeriggio il servizio per il rientro delle classi quinte non è proprio partito: la maestra di mio figlio mi ha chiamato per dirmi che mancava il personale e quindi dovevamo ritirare i bambini di persona. Intanto gli altri genitori e nonni sono rimasti in attesa per oltre mezz’ora alla fermata di arrivo, ignari di tutto. Oltre a ciò, stamattina un autobus è arrivato alla fermata senza accompagnatore ed è quindi salita una mamma per portare tutti i bambini di prima e seconda elementare a scuola; giunta a destinazione ha quindi chiesto all’accompagnatrice dell’altra linea se poteva accorparli ai suoi per portarli al cancello e le ha risposto che non era autorizzata… ovviamente i bambini sono poi ordinatamente entrati tutti nelle classi. La cosa si commenta da sé. È modo di fornire un servizio? Utilissimo tra l’altro, perché ogni mattina toglie decine di automobili dalla strada. Se non c’è personale, lo si rimanda del tempo necessario a reperirlo e si fa partire quando ce n’è un numero adeguato alla copertura, altrimenti si espone l’utenza a pesanti disagi organizzativo. Così non possiamo più fidarci, si devono prendere seri provvedimenti contro la cooperativa che gestisce il servizio trasporto malamente. Matteo Parisi (settembre)

CENTINAIA DI VANDALI DAVANTI ALL’UNIVERSITÀ

Con la presente sono a segnalarvi quanto accade tutte le sere/ notti all’interno della piazza dell’Ateneo Nuovo a ridosso della Università Bicocca. Gruppi di ragazzi si ritrovano in piazza (se ne contano dai 400 ai 500 – dato fornito da una guardia giurata che vigila le strutture universitarie) e stazionano con casse di birra, superalcolici e probabilmente altre sostanze. Dalla sera fino a notte fonda urlano lanciando bottiglie sulla strada mantenendo musica ad alto volume e quindi provocando grande fastidio agli inquilini degli stabili adiacenti. La zona è assolutamente off limits non solo ai normali cittadini, ma anche alla pattuglia delle Forze dell’Ordine che timidamente qualche volta (implorata da numerose e ripetute chiamate al 112 o allo 020208 che spesso non risponde) passa accanto senza fermarsi prendendosi fischi e insulti. Alla mattina lo spettacolo è di devastazione (vedi foto). Bottiglie rotte, muri lordati, escrementi vari, preservativi dietro a qualche muretto e qualche “bradipo” completamente fatto che è rimasto a dormire. Inoltre la defecazione spesso viene esercitata anche contro i muri delle case adiacenti. Tutto questo senza contare il rischio della salute pubblica. Ovviamente le protezioni individuali contro la pandemia non sanno neanche cosa sono. La situazione non è più sostenibile ed è compito delle istituzioni risolverla. Lettera firmata (settembre)

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