Il fioretto di Zorro: Tra il dire e il fare
L’art 117 della Costituzione parla chiaro: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione”. In particolare, in osservanza delle leggi nazionali vigenti, alle Regioni vengono affidate dal Parlamento precise competenze in materia di Assistenza Sanitaria e Ospedaliere. Così, nella ideazione e applicazione del decreto Conte del 3 novembre sulle misure antivirus, sono stati coinvolti molti rappresentanti delle Regioni. In particolare le Regioni non hanno contestato la loro suddivisione in zone gialle e rosse e le conseguenti più o meno forti misure restrittive. Ma al momento di mettere in pratica le direttive antipandemia la Lombardia, il Piemonte e la Calabria (tutte all’opposizione nazionale) si sono rimangiate tutto e hanno dichiarato che il Governo non le aveva informate. In realtà sapevano e avevano accettato tutto, ma al momento della pubblicazione hanno fatto finta di niente scaricando tutta la responsabilità sul Governo, che invece, per stabilire le zone gialle e rosse, ha usato dati forniti dalle stesse Regioni. Similmente a quanto successo in primavera con il grave focolaio di Codogno. Allora il presidente Fontana disse che il paese non era stato chiuso perchè… lui aspettava l’intervento del Governo. Promemoria: per evitare che si rinnovi lo scandalo delle mascherine, Fontana si sbrighi a distribuire, com’è suo dovere, i vaccini antiinfluenzali che dovunque arrivano con il contagocce. Magari si faccia aiutare da Salvini, che ora non ha più l’impegno di portare la mascherina pro Trump.
