Coronavirus – Il Niguarda acquisisce nuovi posti letto presso l’“Ospedale della Fiera”
Nell’ultimo fine settimana di ottobre la Provincia di Milano ha abbondantemente superato i tremila contagiati al giorno, numeri da far tremare i polsi anche se non comparabili con quelli di marzo/aprile perché oggi si fanno decine di migliaia di tamponi e quindi è molto facile salire con i numeri dei positivi. Quello che conta veramente, visto che stanno mettendo sotto pressione il sistema sanitario, sono i ricoverati nei reparti e soprattutto nelle terapie intensive. Anche la città di Milano ha abbondantemente superato i mille contagiati al giorno e questo sta allarmando molto Comune, Regione e Governo. Esiste comunque un piano di intervento, chiamato nel decreto del presidente del Consiglio del 4 novembre “isola rossa lombarda” (vedi a pag 2), concordato tra Governo nazionale e Regione, con l’obiettivo di conciliare al contempo la tenuta del sistema ospedaliero cittadino e il mantenimento in funzione della rete produttiva, perché altrimenti se si fermassero le aziende di Milano e dell’area metroplitana, che da sole valgono circa il 10% del Pil nazionale, sarebbe davvero una catastrofe. Qui noi vi aggiorniamo su quello che sta facendo il personale sanitario locale per farsi trovare pronto di fronte a questa seconda ondata pandemica. Da fine ottobre all’ospedale della Fiera – quello che tante polemiche ha generato a marzo e che è stato riattivato a metà ottobre – è arrivato il Niguarda con il suo personale. Per fare cosa? Per aprire il secondo modulo da 16 letti perché il primo, aperto dal Policlinico, si è saturato nel giro di qualche giorno. E così Niguarda trasferirà al Portello parte, più o meno numerosa a seconda dello sviluppo della pandemia, dei propri anestesisti e infermieri d’area critica: sono previsti un medico e tre infermieri ogni due letti occupati. Ma come funziona l’“Ospedale Fiera” nelle intenzioni di Regione Lombardia? Ogni ospedale adotta un modulo della struttura e di conseguenza invia anche proprio personale. Al momento sono coinvolti gli operatori degli ospedali Policlinico, Niguarda, San Gerardo Monza, San Matteo Pavia, Varese, Legnano/ Busto, Humanitas. In una fase successiva verranno coinvolti gli ospedali di Lecco/Como, Gruppo San Donato e Cremona. Intanto sono stati rimessi in evidenza sul sito della Regione gli avvisi pubblici per la ricerca di personale, avvisi che erano stati aperti il 18 marzo scorso. Perché qui sta il problema: tu puoi predisporre tutti i letti per la terapia intensiva di questo mondo, ma se manca il personale t’impicchi!
